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********************* I colli o valichi alpini erano, nei tempi addietro, molto ben conosciuti, conservati e frequentati ; oggi sono un po' in disuso con sentieri, che a volte, si perdono e sono utilizzati solo piu' da escursionisti e alpinisti. Una volta invece, quando non esistevano ancora strade asfaltate e automobili, avevano una importanza strategica e servivano ai montanari per mettere in comunicazioni le varie valli. Erano infatti utilissimi per effettuare dei percorsi abbastanza diretti tra due posti di diverse valli senza dover scendere al fondovalle e risalire dall'inizio la valle successiva; questo comportava, il piu' delle volte, dimezzare il tragitto e le ore di viaggio ma soprattutto evitare le spese (per la diligenza o altri mezzi). Alcuni di quelli da noi visitati sono diventati famosi per diverse particolarità: chi poiche' era meta del passaggio del Re cacciatore (come la Finestra di Champorcher, il Colle Lauson, il Nivolet ecc), chi per il passaggio delle merci da una valle all'altra e infine chi per lo scambio di merci tra Stati (come quello delle Traversette -M.Viso) qui fotografato che serviva per l'interscambio con la Francia (naturalmente ve ne erano anche molti altri sia verso la Francia stessa e sia verso ogni Stato con cui confinava l'Italia). Alcuni erano percorribili solo nella bella stagione in quanto con la neve e il gelo si rischiava la vita a voler passare ugualmente. E' per questo che ad esempio ad un quarto d'ora dal Colle Traversette e' stata costruita una galleria (con mezzi artigianali e senza perforatrici) che, bucando la montagna, evitasse il colle (molto ripido e pericoloso in inverno) e questa si chiama Buco di Viso. E' lunga ca 100 mt. e una volta era molto importante e in essa passavano addirittura con i muli e le merci; ora e' in disuso e noi siamo passati ma in alcuni punti abbiamo dovuto andare avanti a carponi. Anche l'ingresso dalla parte francese e' in parte franato e bisogna fare i contorsionisti per uscire. E' comunque molto caratteristica e di essa si parla addirittura in diversi volumi (l'ha visitata anche Messner, alcuni anni fa, e ne ha parlato nella trasmissione televisiva sulle Alpi). Ho trovato interessante il colle Lauson (di cui foto nella parte sinistra di questa pagina) uno dei piu' alti delle Alpi (metri 3.296- altitudine che non hanno, ad esempio, molte vette da noi raggiunte): il sentiero frana tutti gli anni a causa della neve ma con un po' di accortezza e l'aiuto delle catene (presenti nella parte finale del colle) si raggiunge facilmente. Da lassu' si ha un ottimo panorama sia sulla valle di Cogne/Valnontey che sulla Valsavaranche. Molto bello e caratteristico e' il colle Rutor mt. 3.373 (piu' alto del Lauson) ma questo e' un colle utilizzato solo da alpinisti e da escursionisti d'alta quota: e' innevato tutto l'anno, e' molto ripido e d'estate e' pericoloso passare poiche' il caldo fa franare pietroni e blocchi di ghiaccio grossi come frigoriferi. Per superarlo, in genere, occorrono ramponi piccozza e corda e viene utilizzato per la salita alla Testa del Rutor (come e' successo a noi), allo Chateaux Blanc e per il passaggio dalla Valgrishenche alla valle di La Thuile (anche se un po' piu' sotto vi é anche il passo di Planaval che e' piu' agevole e facile). Interessanti sono anche il colle Losetta che e' vicino al Monviso e dal quale si ha una ottima visione della parete Nord-Ovest dello stesso, poi il colle di Nivolettaz (quasi sempre innevato ) e dal quale si ha un bel panorama sulla Val di Rhemes (dal colle in mezz'ora bisogna salire anche sulla Punta Basei-ne vale la pena) e infine il colle dei Becchi situato tra il Becco Meridionale della Tribolazione e il Blanc Giuir mt. 3222 (anche qui sarebbe un peccato non salirvi sopra a quest'ultimo dopo essere giunti al colle - mancano solo 30 o 40 minuti). Per ultimo solo due parole sul colle Forclaz mt. 3.279 che si raggiunge facilmente in ca 3 ore da Breuil Cervinia; da li' si ha un'ottima vista su Zermatt ma soprattutto una bella visione sulla famosa parete Est svizzera dell'Hornli e cioe' quella utilizzata per la prima salita al Cervino da E. Whymper. Li' a meta' salita si vede benissimo la famosa capanna Solvay utilizzata dagli alpinisti in caso di maltempo e si nota la grandezza della via, del Cervino stesso e infine la ''pochezza e precarietà della vita umana ''. ************************************************** |
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11- VECCHI PAESI/LUOGHI DI CULTO |