Quando frequentavo il liceo ho apprezzato
molte opere della letteratura italiana.
Quelle che ricordo con
maggior trasporto sono:
"La Divina Commedia - IL PARADISO" di Dante Alighieri e Italo Calvino "Fiabe
italiane".
Tra i poeti italiani: Leopardi
Dall'amore
per la lettura dei classici mi sono cimentata nei vari generi letterari.
Ho scritto un romanzo d'amore,un giallo,un libro dell'orrore, un libro
comico,una fiaba,un libro per bambini,degli aforismi ma le composizioni che
amo di piu' sono la mia raccolta di poesie sugli animali, sull'amore...Qui
di seguito troverete alcuni aiuti scolastici ma se avete bisogno di
ulteriori aiuti visitate il nostro forum ufficiale, registratevi
gratuitamente e inserite le vostre richieste d'aiuto!
FORUM UFFICIALE
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Inseriamo una tesina di letteratura utile per l'esame di scuola media
inferiore. Tale tesina ci e' stata gentilmente concessa dalla nostra brava
collaboratrice Elena che ringraziamo infinitamente!
Tesina di
letteratura di Elena
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Exa scive:"...
sapreste dirmi dove posso trovare il riassunto del libro di J.J.Rousseau
"La nuova Eloisa ?"
Tra i miei appunti scolastici ho trovato "La nuova Eloisa", ecco il
riassunto!
La nuova Eloisa e’ un romanzo epistolare di Rousseau. Narra una tormentata
vicenda d’amore attraverso il carteggio tra i due protagonisti a cui si
aggiungono lettere di altri personaggi. Il romanzo e’ ambientato nella
Svizzera francese ed e’ diviso in sei parti. Parte I (65 lettere) : il
precettore Saint-Preux dichiara il proprio amore alla sua allieva Julie,
figlia del barone d’ Étange ed e’ ricambiato. Nell’uomo i toni della
passione si alternano agli scrupoli e anche la stessa Julie inizialmente
esprime la volonta’ di mantenere puro il loro amore. Dopo un bacio furtivo
nel bosco, la ragazza vuole che l’uomo si allontani per un po’ e lo
obbliga ad accettare del denaro.La ragazza confida tutti i suoi sentimenti
alla dolce cugina Claire.L’arrivo del nobile inglese Édouard Bomston
presso i d’ Étange provoca la gelosia di Saint-Preux. Ma l’inglese quando
sa dell’amore segreto si dimostra generoso e propone al padre di Julie,
contrario all’unione per ragioni di dignita’ sociale, il matrimonio della
figlia con il precettore borghese. Parte II (28 lettere) Julie rifiuta la
proposta, avanzata dall’inglese,di una fuga in Inghilterra con l’amante.
Saint-Preux si trasferisce a Parigi e invia lettere a Julie circa la vita
sociale nella metropoli. La ragazza, pur giurandogli eterno amore,afferma
che non si sposera’ mai senza il consenso del padre. Viene intanto
celebrato il matrimonio di Claire con M. d’Orbe e la madre di Julie scopre
le lettere del precettore. PARTE III (26 lettere) Mme d’Étange si ammala e
muore e il barone decide il matrimonio di Julie col maturo M. de Wolmar.
Julie dapprima si oppone poi progetta di mantenere con l’amante una
relazione adulterina ma durante la cerimonia in chiesa ha l’improvvisa
rivelazione della santita’ del matrimonio. Cosi’ la ragazza chiede
all’amante di conservare per lei solo l’amicizia ma l’uomo sconvolto si
imbarca come ingegnere su un vascello. PARTE IV(17 lettere): passano
alcuni anni e la vita di Julie e’ serena e tranquilla nella casa di
campagna di Clarens; ha due figli, Henriette e Marcellin ed e’ protetta da
un marito buono e comprensivo. Julie confessa al marito la relazione col
precettore che nel frattempo e’ tornato dai mari del Sud. Il marito di
Julie decide di invitare il precettore per un certo periodo da loro nel
tentativo di smorzare l’antico amore tra sua moglie e il borghese. De
Wolmar parte e i due lasciati soli sentono rinascere l’antico amore e a
stento resistono alla tentazione durante una gita sul lago di Ginevra.
PARTE V (lettere 14) La prova pare superata e la vita ritorna serena anche
con una vita laboriosa (episodio della vendemmia).De wolmar propone con
successo che il precettore aiuti i suoi figli e Julie suggerisce a Claire,
rimasta vedova, di sposare Saint-Preux, la cugina ne era segretamente
innamorata. PARTE VI (lettere 13): Saint Preux e l’inglese sono entrambi
accolti in casa de Wolmar. Claire e il precettore rifiutano il progetto
matrimoniale concepito da Julie. Quest’ultima muore per salvare il figlio
Marcellin caduto nel lago e muore tra le braccia di Claire. Julie lascia
una lettera per Saint-Preux nella quale ella confessa che l’antico amore
per lui esisteva ancora ed era ad un passo dal manifestarsi nuovamente.
Nelle ultime volonta’ gli affida l’educazione dei figli.La lettera di
chiusura di Claire al precettore contiene un ricordo commosso di Julie.
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Una amica del sito, Antonia, mi chiede
alcuni esempi per eliminare gli errori grammaticali o stilistici piu'
diffusi che compiamo quando parliamo. Premettendo che e' impossibile
elencarli tutti, faro' alcuni esempi e spero di tanto in tanto di
arricchire questo interessante discorso proposto dalla nostra amica:
Esempio 1:"Ci vediamo magari stasera" meglio dire " Ci vediamo
probabilmente stasera".
Esempio 2:"Telefonami, diversamente scrivimi" meglio dire "Telefonami,
altrimenti scrivimi".
Esempio 3: "Non ho l'invito, posso entrare lo stesso '" meglio dire " Non
ho l'invito,posso entrare ugualmente".
Esempio 4: "Qual'e'? e'sbagliato si scrive "Qual e' ".
Esempio 5: "Un po di te" si scrive "Un po' di te".
Esempio 6: " Ti do una mano " si scrive " Ti do' una mano".
Esempio 7: Il plurale di "cassaforte" e' "casseforti".
Esempio 8: Il plurale di copriletto e' invariato "I copriletto".
Esempio 9: " mezzi ubriachi ... mezza vestita...." sono forme popolari in
realta' si dovrebbe dire "..mezzo ubriachi, mezzo vestita".
Esempio 10: " Mario incontro' la fidanzata e gli diede un bacio" in
realta' si dovrebbe dire " Mario incontro' la fidanzata e le diede un
bacio", "gli" lo useremo quando il nostro Mario dara' un bacio a suo padre
ad esempio!
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"Mr Federico" mi chiede la parafrasi de "La
pioggia nel pineto" di D'Annunzio.Eccola:
Taci Ermione, all’inizio del bosco non sento un brusio lontano di voci
umane ma sento voci di acque e di fronde,di parole nuove della natura.
Ascolta.La pioggia leggera inizia a cadere dalle nuvole sparse del cielo.
Piove sulle tamerici vicine al mare, arse dal sole e dal vento. Piove sui
pini scagliosi ed erti,piove sui sacri mirti,piove sulle ginestre
risplendenti per i loro fiori gialli raggruppati, piove sui ginepri folti
di bacche profumate,piove sui nostri volti della selva,piove sulle nostre
mani nude, sui nostri leggeri vestiti,sui freschi pensieri e l’anima
nostra si rinnovella,sulla favola della vita che ieri ti illuse, che oggi
mi ha illuso , mia Ermione. Senti? La pioggia sta cadendo sulla
vegetazione e il crepitio e’ piu’ o meno intenso secondo la densita’ delle
fronde.Ascolta. Risponde alla pioggia il canto delle cicale che non
spaventa la pioggia portata dal vento di mezzogiorno, neppure il cielo
grigio.La pioggia sul pino ha un suono,sul mirto un altro suono, sul
ginepro un altro ancora, come fossero strumenti diversi suonati da
tantissime dita. Siamo immersi nello spirito della selva, della vita degli
alberi e il tuo volto e’ inebriato da quella pura felicita’ , e’ madido di
pioggia come una foglia e i tuoi capelli profumano come le luminose
ginestre,creatura della terra di nome Ermione. Ascolta, ascolta,il canto
delle cicale sopra gli alberi che lentamente, sotto l’infittirsi della
pioggia, si smorza, ma un altro canto si mescola , il canto delle rane che
da’ un senso di lontananza e di una vita piu’ arcana e piu’ profonda. Il
suono delle cicale trema e si spegne, solo la pioggia ancora trema,si
spegne,riprende,trema e si spegne nuovamente. Ora non si ode la pioggia ma
poi nuovamente riprende lo scrosciare su tutta la fronda Il tremolio dei
suoi esili fili luminosi.,la vita fresca e pura che suscita nel bosco e
nel cuore,lo scroscio della pioggia che varia a seconda della fronda.
Ascolta,la cicala non si sente piu’, mentre la rana lontana si sente
cantare, chi sa’ dove e’. Piove sulle tue ciglia Ermione.Piove sulle tue
nere ciglia e sembra che tu pianga , ma di un pianto di piacere,non sei
piu’ bianca ma verde come uscita da una corteccia di un albero. Tutta la
vita e’ in noi fresca e profumata.Il cuore nel petto e’ come una pesca
ancora da cogliere, tra le palpebre gli occhi sono come vene d’acqua
sorgiva tra l’erba, i denti nelle cavita’ della mascella sono come
mandorle acerbe. Andiamo di fratta in fratta, soli o insieme e il
sottobosco intricato e folto ci lega alla vita silvestre. Piove sui nostri
volti della selva,piove sulle nostre mani nude, sui nostri leggeri
vestiti,sui freschi pensieri e l’anima nostra si rinnovella,sulla favola
della vita che ieri ti illuse, che oggi mi ha illuso , mia Ermione.
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Una amica, Girl86, richiede il riassunto del
libro 'Ben Hur' di Lew Wallace, pubblicato nel 1880 a New York e a Londra
e che ispiro' versioni cinematografiche "colossali"!Il romanzo si apre con
il mitico incontro dei tre re magi,Gaspare il greco,Melchiorre l'indiano e
Baldassarre l'egiziano,in cerca della stella che li condurra' alla grotta
dove sta per nascere il Messia; i tre seguono la stella e giungono alla
grotta di Betlemme dove nel mentre si sono rifugiati Giuseppe e Maria ed
e' nato un Bambino.La vicenda del protagonista corre parallela a quella
umana del Cristo,sia per il luogo sia per il tempo in cui si svolge.Ben
Hur e' solo un ragazzo all'inizio del romanzo; discende da una famglia
patrizia ebraica di Gerusalemme,vive con la madre e la sorellina Tirzah.In
occasione della parata di un ufficiale romano per le vie di Gerusalemme
egli si arrampica sul punto piu' alto del tetto prospicente la strada e,
mentre si sporge per ammirare la parata,inavvertitamente fa cadere una
tegola ferendo l'ufficiale romano al centro del corteo. Ritenuto colpevole
di un attentato il ragazzo viene immediatamente imprigionato,spogliato dei
suoi beni e mandato a remare sulle galere romane.La sua famiglia e'
dispersa e nulla si sa della sorte della madre e della sorella.I sentieri
di Cristo e di Ben Hur si intrecciano per la prima volta quando Cristo
adolescente soccorre per la strada il coetaneo Ben Hur che viene
imprigionato.Per qualche anno Ben Hur e' prigioniero nelle triremi romane
ma durante un viaggio, il tribuno Arrio lo nota per la sua prestanza
fisica e gli promette di far di lui un gladiatore,educandolo nelle
palestre romane. Durante quello stesso viaggio la nave fa naufragio e Ben
Hur salva la vita ad Arrio il quale poi lo porta con se a Roma e alla sua
morte lo proclama suo erede.Ben Hur torna in Galilea per andare a
ricercare la madre e la sorella e nel frattempo ristabilisce i contatti
con Simonide,un antico servo del padre che ha mantenuta intatta la fortuna
del padrone ed e' pronto a restituirla al giovane;Ben Hur pero' si
accontenta del denaro che il padre gli ha lasciato e lascia tutte le altre
proprieta' al servo.Ben Hur prende contatto anche con lo sceicco Ilderim,ricco
allevatore di cavalli,il quale non condivide, come Ben Hur e Simonide
l'avvento del Messia ma condivide con loro l'ostilita' per la dominazione
romana in Palestina,rappresentata da uomini brutali e senza scrupoli come
Messalla,coetaneo di Ben Hur e traditore perche' aveva collaborato per far
schiavo il suo antico compagno di giochi.Con Messalla, Ben Hur si appresta
ad una resa dei conti che secondo la legge ebraica poteva essere anche la
vendetta.In occasione di una gara allo stadio di Antiochia Ben Hur si fa
prestare i cavalli di Ilderim e sfida Messalla alla corsa delle
bighe,durante la corsa,preparato a combattere il romano con mezzi leciti e
non, taglia le ruote della biga del romano con un ferro sporgente dalla
sua biga, cosi' Messalla cade e restera' invalido per tutta la sua vita.
Messalla, in combutta con l'infida figlia di Baldassarre,cerca di far
assassinare Ben Hur da due gladiatori romani, ma uno di essi e' il suo
maestro di lotta di Roma e riesce cosi' a salvarsi.Successivamente Ponzio
Pilato succede ad Erode e nelle prigioni vengono trovate due donne
ammalate di lebbra:la madre e la sorella di Ben Hur.La vecchia serva Amrah
le riconosce e le assiste nel campo lebbrosi ma nel mentre il Messia,che
opera straordinari miracoli, si avvicina a Gerusalemme,ed esse speranzose,
gli si avvicinano ed Egli le guarisce. Poco dopo le rirova anche Ben Hur
che si era messo al seguito di Gesu' e dei suoi apostoli per proteggerne
l'entrata nella citta'.Presto Gesu' verra' imprigionato e crocifisso e i
primi cristiani assisteranno impotenti al suo martirio. Dopo alcuni anni
Ben Hur sposa la buona Esther,figlia di Simonide e si trasferisce in
Italia , nella villa di Capo Miseno ereditata da Arrio, li' riceve la
visita di Iras, figlia di Baldassarre,che gli annuncia di aver ucciso
Messalla.Una missiva annuncia poi a Ben Hur la morte di Ilderim e quindi
egli ereditera' tutti i suoi beni.Con la volonta' di contribuire alla
causa cristiana anche quando uscire allo scoperto poteva essere pericoloso
a causa delle persecuzioni di Nerone,Ben Hur decide di andare a Roma e di
aiutare i suoi fratelli.L'autore chiude la sua storia esortando i lettori
a visitare le catacombe romane di San Calisto e vedere cosa e' stato fatto
per la cristianita' ad opera di Ben Hur.
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Maria era interessata al commento della lirica di Gabriele D'Annunzio " La
pioggia nel pineto".E' composta da quattro strofe ciascuna di trentadue
versi di misura metrica liberamente variata.Questa lirica e' una tra le
piu' belle del poeta ed e' costruita su una trama complessa di suoni.La
situazione narrativa vede il vagare del poeta senza una precisa meta e
della donna amata,Ermione, nel bosco solitario mentre la pioggia scende
sui rami e porta,nella calura estiva, nuova vita.Evanescente e' la
situazione psicologica dei personaggi,la loro vicenda amorosa sfuma in una
favola bella,quasi memoria dolce e fuggitiva, ed evanescenti sono le due
figure umane che si fondono con la sostanza arborea del bosco,in una
gioiosa comunione con la natura.La musicalita' dei versi e' la
caratteristica di questa poesia:la musica dell'acqua e dei rami,il ritmo
della pioggia,le sue gocciole sono come corde sonore che si fondono nella
vasta sinfonia dei suoni della natura.L'anima del poeta sembra attenta
alle voci piu' impercettibili del bosco,alla melodia dei suoni e dei
silenzi,al battito della pioggia con la quale il poeta si immedesima
totalmente.
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Superilly, chiede il commento de
"L'infinito" e di "A Silvia" di Giacomo Leopardi."L'infinito" fa parte
degli "Idilli",tale termine significa "piccola immagine",una poesia che
presenta un quadro interiore,evocativo,ove le immagini naturali sono un
pretesto per esprimere situazioni,affezioni,avventure storiche.La
contemplazione solitaria della natura e' un modo per guardare dentro di
se', una visione profonda della vita.In questa poesia lo sguardo del poeta
e' limitato ad una siepe che gli preclude la vista dell'orizzonte lontano
e che diviene simbolo della nostra vita circoscritta nello spazio e nel
tempo.Questo limite,pero',ridesta il bisogno di un "di la' ",di un
infinito che l'anima scopre non nelle cose,ma ripiengandosi in se',e se lo
figura come quiete profondissima.Il cuore si impaurisce davanti a quell'immensita'
che sembra annullare la vita fragile dell'Io.Dopo una pausa lunghissima,il
soffio del vento ci riporta alla realta',come una nuova siepe che spinge
l'anima all'eterno.Il poeta qui si abbandona dolcemente all'idea pura
dell'infinito creata dalla sua mente.Quindi in questa poesia conta non
tanto il paesaggio reale ma quello immaginato.
In " A Silvia" risorgono in Leopardi i ricordi,le dolci illusioni della
giovinezza perduta,dell'attesa ,della speranza.La poesia fa parte de "I
grandi Idilli" e in questa canzone libera egli canta la gioia dell'amore.E'
un canto rivolto alla fanciulla amata, a primavera e il poeta
,adolescente, e' felice ,e' come una musica dolce e fuggitiva ,come quel
fiorire dell'anno e della vita,come quella fanciulla gia' condannata dal
destino ad una morte precoce,come la speranza del poeta,destinata
anch'essa a crollare perche' la realta' non puo' essere se non di dolore.Questo
e' un amore sognato ma non vissuto.Identificare Silvia,darle il nome di
Teresa Fattorini,figlia del cocchiere di casa Leopardi,interessa poco come
dice lo stesso Leopardi,ella ad un tratto scompare dal canto e subentra la
personificazione della Speranza alla quale il poeta parla come se parlasse
con Silvia.In questa immagine femminile,Leopardi canta il mito della
giovinezza.
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Una amica chiede come potrebbe comporre una descrizione di una zona
boschiva.Di seguito, un breve esempio della descrizione della riserva
naturale dell'Orba in Piemonte:
La riserva e' costituita sulle rive del torrente Orba,ha una superficie di
250 ettari e protegge il tratto pianeggiante del torrente nei pressi
dell'abitato di Predosa e nell'area compresa tra i borghi di Retorto,
Bosco Marengo e Casalcermelli. Un tempo era denominata "Selva d'Orba" ed
era una zona molto ampia. La flora presente e' formata da: farnie, pioppi
bianchi, pioppi neri, olmi, salici e robinie e immersi in questa
vegetazione possiamo trovare picchi ,ghiandaie e animali notturni come la
poiana, il nibbio, il falco di palude, lo sparviere, il gufo e la civetta
. Tra la fauna presente possiamo imbatterci in volpi,tassi,faine, donnole
e lepri.Tra gli uccelli ricordiamo anche il gruccione e il martin
pescatore che nelle belle stagioni nidificano sulle ripide scarpate del
fiume, scavando i propri nidi nella terra.Cara amica,sulle enciclopedie o
su internet puoi trovare molte informazioni che ti possano risultare utili
per composizioni di questo tipo, basta prendere appunti circa le
dimensioni di una data area, la collocazione geografica e informazioni
sulla fauna,sulla flora e sull'assetto geologico, cosi' la descrizione e'
conclusa!
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Una studentessa chiede il commento alla poesia "Il Cinque Maggio " di
Alessandro Manzoni.E' una ode di diciotto strofe ciascuna composta di sei
settenari, sdruccioli il primo,terzo e quinto,piani e fra loro rimanti il
secondo e il terzo,tronco l'ultimo che rima con l'ultimo della strofa
successiva.
Schema: a b c b d e. Napoleone mori' cristianamente e tale notizia
provoco' una commozione viva nel Manzoni che scrisse dal 18 al 20 luglio
1821 questa ode,tradotta persino da Goethe in tedesco.La personalita' e la
vicenda di Napoleone sono rievocate con tono epico e grandioso.La
meditazione storica diviene mezzo per interpretare il segreto di
un'anima,per ritrovare il dramma di peccato e redenzione il tutto
proiettato in una dimensione d'eternita'.L'ode si articola in tre momenti:
prima si riconosce che Dio ha impresso in questa grande figura della
storia un'orma piu' vasta del suo spirito creatore...la figura di
Napoleone e' vista nel suo significato esemplare.Segue la rievocazione del
suo destino di grandezza e poi di miseria in quel fluttuare di ansia e
d'ebbrezza,di trionfo e d'angoscia che contraddistinse la vita di
Napoleone. Infine il poeta vede Napoleone solo e abbattuto a Sant'Elena ed
evoca il suo ultimo dramma,il suo ultimo colloquio con Dio prima di
morire.L'isola di Sant'Elena diviene un paesaggio reale e
metafisico;Napoleone e' sospeso fra due abissi d'angoscia: dietro di lui
c'e' il passato ,la potenza ,la sua gloria,fugace come tutte le cose
terrene,davanti ha la morte,il nulla.Ma dietro al nulla c'e' Dio,l'uomo
rivolgendosi al Padre dei cieli puo' ritrovare la piena giustificazione
del vivere.
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Rispondiamo ad una amica del sito 'icompiti' che chiede il commento e la
parafrasi della poesia "La quiete dopo la tempesta" di Giacomo Leopardi.
Fu composta nel settembre del 1829 e puo' essere divisa in due momenti:
uno figurativo e l'altro riflessivo.Si ha prima la visione reale di un
paesaggio e poi una visione simbolica.La quiete che ritorna dopo la
tempesta esprime l'immagine della vita protesa verso la felicita'
nonostante la presenza incombente della morte. Nella parte dedicata alla
riflessione Leopardi si rende conto che il piacere non esiste,esiste solo
la cessazione del dolore a darci l'illusione della felicita'.Il momento
migliore di questa poesia idilliaca leopardiana e' sicuramente l'esordio
con immagini fresche e limpide,il miracolo dolce della vita.Possiamo anche
dire che nonostante le affermazioni un po' malinconiche e pessimistiche di
Leopardi sempre ritroviamo l'amore per la vita.Questa poesia e' una
canzone libera,composta da 3 strofe di endecassilabi e settenari,con varia
disposizione e libero schema di rime.
PARAFRASI:
E' terminata la tempesta:sento il canto degli uccelli e ricompare la
gallina che riprende il suo verso interrotto.Il sereno erompe da ponente
verso i monti dell'Appennino,(in tutto il cielo);i campi sgombrano da se'la
nebbia ,la foschia e luminoso appare il fiume nella valle.Ogni cuore di
rasserena e ovunque riprende il ritmo della vita di sempre.L'artigiano
sull'uscio osserva il cielo umido nel mentre che sta lavorando e
cantando;le donne allegramente escono a raccogliere l'acqua della pioggia
recente; e dell'erbivendolo riecheggia il suo grido,per tutta la giornata,
di sentiero in sentiero.Finalmente ritorna il sole sui pendii e sulle
ville. I servi aprono le imposte per accogliere la luce solare nella
casa,e dalla via maestra si sente in lontananza il tintinnio di sonagli;la
carrozza riprende il suo corso come il passeggero riprende la sua vita di
sempre.Si rallegra ogni cuore.E' cosi' dolce e gradita ora la vita quando
con tanto amore l'uomo come ora riprende la sua vita? O torna al suo
lavoro?O intraprende un mestiere nuovo? Quando dei mali della vita egli si
ricorda? Il piacere e' figlio dell'affanno,una gioia vana,frutto soltanto
del timore passato,per questo timore della morte l'animo di chi aborriva
la vita, per un periodo lungo e tormentato,gli umani divennero freddi,silenzioni,pallidi
in viso e sudarono e palpitarono affannosamente,vedendo la tempesta
scatenata per offenderli. Gentile natura,sono questi i tuoi doni,questi
sono i piaceri che doni a noi esseri mortali.Per noi il diletto e' la
cessazione di un dolore.Diffondi molte pene,il dolore nasce spontaneamente
fra noi e quella minima parte di piacere e'la cessazione d'affanno e pare
a noi un miracolo.Oh stirpe umana che sei cara agli dei!La stirpe umana e'
gia' felice se puo' riprendere fiato dopo uno dei suoi dolori,veramente
felice se la morte ti risana da ogno dolore.
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Un amico chiedeva informazioni su un'opera di Torquato Tasso: "Ho da fare
un paragrafo sulla 'Gerusalemme liberata'.In questo paragrafo devo
scrivere quando è stata scritta,da chi,con quali obiettivi,come è stata
accolta,a che genere appartiene".'La Gerusalemme liberata' e' un poema
eroico cavalleresco di Torquato Tasso.L'ideazione e la composizione del
poema in 24 canti di ottave occupo' gran parte della vita del Tasso.La
inizio' giovanissimo dal 1559 e la dovette interrompere,era all'ultimo
canto, per motivi di salute,era il 1574.Seguirono delle revisioni.Tasso
chiedeva ripetuti consigli e opinioni sulla sua opera,ad amici e
critici,per suggerimenti strutturali e poetici e per essere
tranquillizzato per la sua ortodossia che lo angosciava e lo spingeva
anche ad alterazioni psichiche.La critica accolse l'opera con
atteggiamenti contrastanti ma era destinata ad una grande fortuna.Ci
furono polemiche sulla apparente superiorita' delle opere di Ariosto
rispetto a quelle del Tasso ma l'opera di quest'ultimo influenzo' anche
altri poemi nazionali e di epica religiosa nelle varie culture nazionali
come ad esempio ' Il paradiso perduto' di Milton,persino Goethe si ispiro'
a lui.L'azione del poema del Tasso si apre nella fase conclusiva della
lotta tra cristiani e musulmani per la liberazione del Santo Sepolcro.Lo
scopo dell'opera era quello di conciliare i valori rinascimentali con
quelli del cristianesimo cattolico-romano,contro l'Islam e il
protestantesimo.L'Europa in quel periodo ,minacciata dalla Turchia,
ricordava l'entusiasmo religioso che aveva durante le crociate dei secoli
prima.Il culmine si raggiunse con la battaglia di Lepanto (1571), vinta
dai cristiani, con cui la chiesa romana mirava a ostacolare non solo gli
"infedeli" extraeuropei, ma anche gli assai più pericolosi riformatori del
vecchio continente.
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Riprendiamo in mano la grammatica italiana facendo una distinzione tra
ATTRIBUTO e APPOSIZIONE.L'ATTRIBUTO e' un aggettivo che serve a
qualificare o a determinare meglio un sostantivo dal quale dipende
sintatticamente.Puo' essere riferito al soggetto,all'oggetto, a qualsiasi
complemento,al nome del predicato nel predicato nominale,non e' attribuito
al predicato verbale.Facciamo un esempio:"Invasero la campagna bavarese",
BAVARESE e' l'attributo di campagna,che qui e' complemento
oggetto(invasero che cosa?La campagna). L'APPOSIZIONE e' un sostantivo che
descrive o determina meglio un altro sostantivo.Si riferisce al soggetto o
al complemento. Esempio:"L'arciduca Leopoldo..." ARCIDUCA e' apposizione
del soggetto.
Abbiamo parlato dei verbi tutto-fare ossia quei verbi usati piu'
comunemente "dire, dare, fare..." ma che spesso andrebbero sostituiti,
all'interno della frase, con un verbo piu' appropriato(es. Dire una
storia= al posto di "dire" e' meglio usare RACCONTARE una storia).Ora
parliamo delle figure retoriche.E' un linguaggio figurato,molto usato in
poesia ma anche nel parlato di tutti i giorni.Ci sono vari tipi di figure
retoriche come la metafora. Se ad esempio diciamo: "cielo a pecorelle"
immaginiamo il cielo come un celeste pascolo di nuvolette.Se io dico"Brad
Pitt e' come un angelo"avremo composto una SIMILITUDINE ma se dico "Brad
Pitt e' un angelo" avro' composto una METAFORA e intendero' dire, con il
linguaggio figurato, che e' bello come un angelo.L'ALLEGORIA la troviamo
leggendo la Divina Commedia o le favole ove si associa ad esempio la
figura del lupo al cattivo e l'agnello rappresenta l'innocenza.Anche le
parabole evangeliche e i messaggi pubblicitari possono utilizzare questo
tipo di linguaggio.L'uso del SIMBOLO e' molto affine alla allegoria:"Il
verde e' il simbolo della speranza","La colomba e' il simbolo della pace"
c'e' una associazione, tra colomba e pace,verde e speranza, riconoscibile
a tutti.La METONIMIA c'e' quando scambiamo un nome con un altro
relativo.Es."Ho bevuto tre bicchieri" si sottintende che qualcuno ha
bevuto tre bicchieri di vino ad esempio.La SINEDDOCHE consiste nello
scambio tra due parole legate da un rapporto di quantita'.Es"La Corea ha
sconfitto l'Italia" si sottintendono i calciatori,"La droga e' un grave
problema" si sottintendono tutte le droghe... L'ANTONOMASIA usa il nome
proprio come il comune e viceversa.Es"L'eroe dei due mondi" ci riferiamo a
Garibaldi o "Quell'uomo e' un Don Giovanni" per dire che e' un playboy.
L'OSSIMORO si ha quando uniamo termini contrari.Es"Un silenzio eloquente"
per dire che c'era un silenzio che "parlava", un silenzio assoluto.L'APOSTROFE
c'e' quando in un racconto il narratore o poeta si rivolge a cosa o
persona direttamente.Es"O natura O natura...". L'EPIFONEMA e' la morale di
una favola.La PARONOMASIA accosta parole simili solo per il suono.Es"Chi
dice donna dice danno".L'ALLITTERAZIONE quando c'e' ripetizione di lettere
all'inizio delle parole.Es"Fra fratelli ci si capisce" .L'ANAFORA in
poesia si ha quando si ripetono le parole ad ogni verso.Es "...per me si
va nell'eterno dolore/per me si va tre la perduta gente...". L'ANADIPLOSI
quando si ripete una parola all'interno del discorso.Es"Oggi ho studiato
un capitolo, un capitolo molto ostico".L'EPISTROFE quando si ripete la
parola finale in una frase o verso.Es"L'ho fatto per te, solo per te!". Il
CHIASMO e' come comporre una frase incrociando le parole.Es" Tutti per
uno/uno per tutti".Lo ZEUGMA lo troviamo nei versi danteschi e da'
importanza a un verbo di due presenti.Es"Parlare a lacrimar verdrai
insieme" anziche' dire "Mi vedrai lacrimare e mi sentirai parlare".Infine
l'ANACOLUTO c'e' quando si interrompe il discorso all'improvviso per poi
cambiare pensiero,tipico del linguaggio familiare.Es"Io,il mio
divertimento e' dove si nuota",grammaticalmente e' scorretto ma nel
linguaggio colloquiale si usa. Per chiarimenti o per ripetizioni di questa
materia scrivetemi!
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