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                                       L’INQUADRATURA    

      

            

 

 

 

 

 

 

 

 

 

          

 

 





Inquadrare come dice la parola stessa significa mettere degli oggetti o persone all’interno di uno spazio delimitato. Il nostro limite, per quanto riguarda una ripresa televisiva o cinematografica, è dato da ciò che vediamo all’interno del nostro mirino o monitor. Nelle camere a spalla abbiamo un oculare in cui posizionare solo un occhio, mentre nelle camere da studio troviamo un monitor che possiamo guardare più comodamente con entrambi gli occhi come se fosse un piccolo televisore da casa… Il mirino quindi è un elemento fondamentale per poter effettuare delle riprese. Perché oltre a darci informazioni tecniche quali i minuti registrati su nastro, lo stato della batteria, quanto nastro ci rimane, i livelli audio, ecc…; ci serve per vedere tutto ciò che stiamo inquadrando. Tecnicamente ci dice tutto ciò che sta in “CAMPO”. Il campo è appunto il nostro spazio di ripresa. Possiamo distinguere tre tipi di campo: CAMPO MEDIO, CAMPO LUNGO, CAMPO LUNGHISSIMO. Il CAMPO MEDIO è quello che viene maggiormente usato in televisione.

CAMPO MEDIO
(tratto dal cortometraggio 'Le parole del silenzio'scritto da Daniela Sgambelluri,l'attrice nella scena e' Oriana Mariotti)


Lo potete notare maggiormente se guardate telenovelas, soap operas, o fiction seriale. In sostanza in questo tipo di campo abbiamo una inquadratura delle figura umana e dello spazio che lo circonda a meno di trenta metri di distanza. Generalmente il soggetto viene ripreso dalle ginocchia in su ma talvolta anche in figura intera. In quest’ultimo caso per dare una visione maggiore dell’ambiente che sta intorno al nostro soggetto. Ho detto soggetto al singolare, anche se dovrei dire soggetti al plurale. Sì perché il campo medio di solito lo si usa per riprendere due, ma anche più persone che stanno parlando. In genere a questo tipo di ripresa fanno sempre seguito i primi piani ( ne parleremo dopo) delle persone che stanno parlando. Ciò avviene perché con il campo medio non si dà un buon impatto psicologico del rapporto che c’è tra le persone che stanno dialogando. Il CAMPO LUNGO invece lascia molto più spazio, più aria intorno al soggetto o ai soggetti che stanno nella scena.

CAMPO LUNGO
(tratto dal cortometraggio'Le parole del silenzio')
 

Qui ci troviamo con la camera ad una distanza, in genere, superiore a trenta metri. Ha caratteristiche molto simili al campo lunghissimo, ma è forse più utile per una sequenza esplicativa. C’è quindi maggior chiarezza di particolari nel movimento del soggetto (o soggetti) e meno coscienza dell’ambiente circostante. Quando si utilizza questo tipo di ripresa è indispensabile far capire a chi guarda, quali sono i rapporti che ci sono tra i nostri soggetti ovvero protagonisti. Per cui ogni azione della scena deve avere un significato che dia, diciamo così tonalità alla sequenza. E’ un taglio un po’ hollywoodiano perché venne molto usato tra i registi americani degli anni trenta e quaranta. Il CAMPO LUNGHISSIMO,come dicevamo prima, è simile al campo lungo.

CAMPO LUNGHISSIMO
(tratto dal cortometraggio'Le parole del silenzio')
 

E’ un tipo di ripresa che viene utilizzata principalmente al cinema. Di solito la vedete spesso all’inizio di un film per mostrare l’ambiente generale in cui si svolgerà la storia. Oppure in quei film metropolitani girati nei pressi di New York per mostrare grattacieli o strutture molto alte. Il campo lunghissimo però viene anche tanto utilizzato in quei film in cui vi sono battaglie tra eserciti contrapposti tipo non so, mi viene in mente “il patriota” con Mel Gibson. Diciamo che è una inquadratura che dà molta suggestione e proprio per questo si presta molto bene per lo schermo cinematografico. In tv una ripresa di questo tipo sarebbe eccessiva. Al massimo la si può usare per un documentario sulla natura ma non di più. In un telegiornale sarebbe solo di disturbo e poco utile ai fini della notizia. Come avete visto abbiamo analizzato un po’ quelli che sono i campi di ripresa. Ora invece analizzeremo quelli che sono i piani di ripresa riferiti al soggetto. Infatti per dare maggiore peso alle nostre riprese e anche per non annoiare lo spettatore, lo stesso soggetto può essere ripreso con diversi “tagli” di inquadratura che ora nomineremo. Partiamo dal PRIMISSIMO PIANO.

PRIMISSIMO PIANO
(tratto dal cortometraggio'Le parole del silenzio')
 

Questo tipo di inquadratura riguarda il viso e si ottiene “tagliando” per così dire, in alto la fronte e in basso il mento. E’ una ripresa utilizzata per far capire allo spettatore lo stato d’animo della persona ripresa. Quindi serve a mostrare il protagonista di un film quando piange, sorride, si adira, si innervosisce, si preoccupa, ecc… Tutte quelle situazioni in cui il regista ha necessità di entrare nella psicologia, nell’animo del personaggio. Vi consiglio di non usarlo se non strettamente necessario. Anche perché richiederebbe mano molto ferma oppure un cavalletto. E in più rischiate di andare facilmente fuori fuoco e questo rovinerebbe il senso del primissimo piano. Poi ci allarghiamo un po’con l’immagine e arriviamo al classico PRIMO PIANO.

PRIMO PIANO
(tratto dal cortometraggio'Le parole del silenzio')
 

Qui vediamo il viso nella sua interezza e il collo. Per cui in basso possiamo tagliare la nostra inquadratura all’ altezza delle spalle e in alto poco più sopra dei capelli dando così “aria” al soggetto. Questo taglio è quello tipicamente usato nelle interviste televisive o comunque quando qualcuno sta parlando. E’ una inquadratura che si presta bene anche come stacco, come insert video in un montaggio perché esclude le cose che stanno intorno al soggetto e quindi rende bene come piano di ascolto. Analogamente al primissimo piano, può essere utilizzato anche per far capire lo stato d’animo di una persona. Per cui se volete utilizzarlo per questo scopo, state molto attenti che il soggetto ripreso abbia l’espressione che desiderate. I primi piani però sono anche intesi come ripresa di particolari del corpo o dettagli di oggetti. Infatti si usa dire ad esempio: “fammi un primo piano della mano”. Le mani in genere sono la parte più espressiva del nostro corpo e quindi questo stacco può essere utile se inserito durante un racconto particolarmente emotivo. In generale il primo piano è una ripresa che dà efficacia al nostro racconto filmato. Passiamo al MEZZO PRIMO PIANO (o mezzo busto).

MEZZO PRIMO PIANO
(tratto dal cortometraggio'Le parole del silenzio')
 

Questa inquadratura è un po’ più larga del primo piano; infatti taglieremo in basso all’altezza del busto e in alto sopra alla testa in modo da dare aria alla nostra inquadratura. Il mezzo primo piano è il classico taglio usato per i conduttori dei telegiornali, i cosiddetti “mezzi busti”. E’ un immagine che sta bene per i Tg anche perché essendo i conduttori seduti a un tavolo, starebbe male vederli leggere mentre sono inquadrati in primo piano. E’ però un taglio abbastanza anonimo perché a parte i Tg non viene molto usato. Allargandoci ancora un po’ arriviamo alla MEZZA FIGURA.

MEZZA FIGURA
(tratto dal cortometraggio 'Flam,l'inganno'di Daniela Sgambelluri,nella scena Oriana Mariotti)
 

Come dice la parola stessa abbiamo un inquadratura di metà della persona ripresa. Per cui in alto diamo ancora un po’ più di aria al soggetto, mentre in basso tagliamo all’altezza della vita. In genere si usa per le persone che stanno leggendo qualcosa. Per cui se una persona ad esempio tiene un foglio in mano, avrà le braccia sopra la vita; e ciò ci costringerà ad allargare la nostra ripresa in modo da non tagliare le braccia e le mani che tengono il foglio o anche un oggetto qualsiasi. Sì perché altrimenti la ripresa sarebbe poco gradevole e priva di significato. Attenzione perché la mezza figura viene speso chiamata campo medio. Questo è vero in parte. Perché io lo reputo campo medio nel momento in cui ci sono due o più persone che parlano. Se c’è un solo soggetto per me è mezza figura. Passiamo al PIANO ITALIANO che taglia in alto sempre sopra la testa con ancora più aria e in basso all’altezza delle anche.
 

PIANO ITALIANO
(tratto dal cortometraggio'Le parole del silenzio')
 

Non è un piano universalmente riconosciuto anzi. Io però ve lo indico in quanto essendo italiano… Viene chiamato così proprio perché è utilizzato nei nostri films e spettacoli tv. Soprattutto in questo ultimo caso… In effetti rende bene con due conduttori vicini anche se tutto sommato è praticamente un campo medio. Per cui va bene usarlo se dovete riprendere conferenze, lezioni universitarie o comunque spettacoli in generale con due persone vicine che dialogano. PIANO AMERICANO.

PIANO AMERICANO
(tratto dal cortometraggio'Le parole del silenzio')
 

Questo invece a differenza di quello di prima è universalmente riconosciuto (che ci volete fare..). Qui tagliamo in alto sempre sopra la testa con ancora più aria sul soggetto mentre in basso tagliamo sotto le ginocchia. Viene chiamato così perché venne utilizzato per la prima volta proprio dagli americani. Infatti il suo utilizzo risale agli anni quaranta per i films western. Ricordate quelle scene di duelli tra pistoleri in cui c’erano John Wayne e Lee Van Cliff? Bene allora ricorderete anche che i protagonisti in genere venivano ripresi dal basso con la mano pronta sulla pistola. La pistola era sempre attaccata ad un cinturone largo e quindi la fondina rimaneva parecchio in basso. Sopra la coscia. Proprio per dare efficacia all’azione veniva utilizzato il piano americano. Fermo restando che poi seguiva sempre una ripresa del dettaglio della mano sulla pistola… A parte questo però non è che mi risulta essere molto usato. E’ un inquadratura che si potrebbe fare se una persona magari cammina con delle borse; quindi come scena di passaggio per un vostro racconto. Infine abbiamo la FIGURA INTERA.

FIGURA INTERA
(tratto dal cortometraggio'Le parole del silenzio')
 

Come dice la parola stessa il soggetto è ripreso per intero. Dalla testa ai piedi. In questa inquadratura però fate attenzione a non far rimanere il soggetto con la testa che tocca il margine superiore del quadro e con i piedi che toccano il margine inferiore del quadro. Ve lo dico perché è brutto a vedersi. Se no sembra che la persona che avete ripreso cammini sul margine dello schermo grattando la testa al soffitto. Cercate quindi di dare sempre un po’ più di respiro, di aria al soggetto. Questo tipo di ripresa è molto valida se utilizzata per riprendere acrobazie di ballerini. Infatti solo in figura intera possiamo seguire bene i movimenti e apprezzare le qualità di chi le esegue. Nel momento in cui andiamo a stringere rischiamo solo di perderci qualche movimento delle gambe e delle braccia o peggio ancora una bella capriola. Immaginatevi una ripresa di una capriola in cui si vedono solo le mani! O solo i pedi! Penso darebbe fastidio a chiunque… Stesso discorso per quelli sport acrobatici come il nuoto sincronizzato o il lancio dalla tavoletta. Io qui vi ho elencato l’abc del linguaggio dell’immagine. Queste sono le regole fondamentali che bisogna sapere per comporre una buona inquadratura e realizzare dei buoni prodotti televisivi o cinematografici. Per cui se ogni taglio è usato in maniera consona alla scena che volete raccontare, state certi che il risultato verrà apprezzato. Va bene la creatività ma nel rispetto di quelle che sono le regole base che servono per comporre un immagine. Nel momento in cui piazzate la telecamera ed inquadrate qualcosa, dovete sapere che è come se state realizzando un quadro fatto però di cose o persone reali. Quindi occhio bene aperto nel mirino e attenzione anche all’orizzonte. Per cui se dovete riprendere dei paesaggi vi consiglio di munirvi di un buon cavalletto che abbia la bolla. Apritelo e mettete la telecamera in bolla. Ciò significa avere un immagine in piano e non storta a destra o a sinistra. Eviterete di tornare a casa e trovare la brutta sorpresa, di rivedere immagini che pendono un po’ da una parte e un po’ dall’altra. Sarebbe lavoro perso e inutilizzabile. Nonché da ripetere.

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