Inquadrare come dice la parola stessa significa mettere degli oggetti o
persone all’interno di uno spazio delimitato. Il nostro limite, per quanto
riguarda una ripresa televisiva o cinematografica, è dato da ciò che
vediamo all’interno del nostro mirino o monitor. Nelle camere a spalla
abbiamo un oculare in cui posizionare solo un occhio, mentre nelle camere
da studio troviamo un monitor che possiamo guardare più comodamente con
entrambi gli occhi come se fosse un piccolo televisore da casa… Il mirino
quindi è un elemento fondamentale per poter effettuare delle riprese.
Perché oltre a darci informazioni tecniche quali i minuti registrati su
nastro, lo stato della batteria, quanto nastro ci rimane, i livelli audio,
ecc…; ci serve per vedere tutto ciò che stiamo inquadrando. Tecnicamente
ci dice tutto ciò che sta in “CAMPO”. Il campo è appunto il nostro spazio
di ripresa. Possiamo distinguere tre tipi di campo: CAMPO MEDIO, CAMPO
LUNGO, CAMPO LUNGHISSIMO. Il CAMPO MEDIO è quello che viene maggiormente
usato in televisione.

Lo potete notare maggiormente se guardate telenovelas, soap operas, o
fiction seriale. In sostanza in questo tipo di campo abbiamo una
inquadratura delle figura umana e dello spazio che lo circonda a meno di
trenta metri di distanza. Generalmente il soggetto viene ripreso dalle
ginocchia in su ma talvolta anche in figura intera. In quest’ultimo caso
per dare una visione maggiore dell’ambiente che sta intorno al nostro
soggetto. Ho detto soggetto al singolare, anche se dovrei dire soggetti al
plurale. Sì perché il campo medio di solito lo si usa per riprendere due,
ma anche più persone che stanno parlando. In genere a questo tipo di
ripresa fanno sempre seguito i primi piani ( ne parleremo dopo) delle
persone che stanno parlando. Ciò avviene perché con il campo medio non si
dà un buon impatto psicologico del rapporto che c’è tra le persone che
stanno dialogando. Il CAMPO LUNGO invece lascia molto più spazio, più aria
intorno al soggetto o ai soggetti che stanno nella scena.

Qui ci troviamo con la camera ad una
distanza, in genere, superiore a trenta metri. Ha caratteristiche molto
simili al campo lunghissimo, ma è forse più utile per una sequenza
esplicativa. C’è quindi maggior chiarezza di particolari nel movimento del
soggetto (o soggetti) e meno coscienza dell’ambiente circostante. Quando
si utilizza questo tipo di ripresa è indispensabile far capire a chi
guarda, quali sono i rapporti che ci sono tra i nostri soggetti ovvero
protagonisti. Per cui ogni azione della scena deve avere un significato
che dia, diciamo così tonalità alla sequenza. E’ un taglio un po’
hollywoodiano perché venne molto usato tra i registi americani degli anni
trenta e quaranta. Il CAMPO LUNGHISSIMO,come dicevamo prima, è simile al
campo lungo.
E’ un tipo di ripresa che viene utilizzata
principalmente al cinema. Di solito la vedete spesso all’inizio di un film
per mostrare l’ambiente generale in cui si svolgerà la storia. Oppure in
quei film metropolitani girati nei pressi di New York per mostrare
grattacieli o strutture molto alte. Il campo lunghissimo però viene anche
tanto utilizzato in quei film in cui vi sono battaglie tra eserciti
contrapposti tipo non so, mi viene in mente “il patriota” con Mel Gibson.
Diciamo che è una inquadratura che dà molta suggestione e proprio per
questo si presta molto bene per lo schermo cinematografico. In tv una
ripresa di questo tipo sarebbe eccessiva. Al massimo la si può usare per
un documentario sulla natura ma non di più. In un telegiornale sarebbe
solo di disturbo e poco utile ai fini della notizia. Come avete visto
abbiamo analizzato un po’ quelli che sono i campi di ripresa. Ora invece
analizzeremo quelli che sono i piani di ripresa riferiti al soggetto.
Infatti per dare maggiore peso alle nostre riprese e anche per non
annoiare lo spettatore, lo stesso soggetto può essere ripreso con diversi
“tagli” di inquadratura che ora nomineremo. Partiamo dal PRIMISSIMO PIANO.

Questo tipo di inquadratura riguarda il viso
e si ottiene “tagliando” per così dire, in alto la fronte e in basso il
mento. E’ una ripresa utilizzata per far capire allo spettatore lo stato
d’animo della persona ripresa. Quindi serve a mostrare il protagonista di
un film quando piange, sorride, si adira, si innervosisce, si preoccupa,
ecc… Tutte quelle situazioni in cui il regista ha necessità di entrare
nella psicologia, nell’animo del personaggio. Vi consiglio di non usarlo
se non strettamente necessario. Anche perché richiederebbe mano molto
ferma oppure un cavalletto. E in più rischiate di andare facilmente fuori
fuoco e questo rovinerebbe il senso del primissimo piano. Poi ci
allarghiamo un po’con l’immagine e arriviamo al classico PRIMO PIANO.

Qui vediamo il viso nella sua interezza e il
collo. Per cui in basso possiamo tagliare la nostra inquadratura all’
altezza delle spalle e in alto poco più sopra dei capelli dando così
“aria” al soggetto. Questo taglio è quello tipicamente usato nelle
interviste televisive o comunque quando qualcuno sta parlando. E’ una
inquadratura che si presta bene anche come stacco, come insert video in un
montaggio perché esclude le cose che stanno intorno al soggetto e quindi
rende bene come piano di ascolto. Analogamente al primissimo piano, può
essere utilizzato anche per far capire lo stato d’animo di una persona.
Per cui se volete utilizzarlo per questo scopo, state molto attenti che il
soggetto ripreso abbia l’espressione che desiderate. I primi piani però
sono anche intesi come ripresa di particolari del corpo o dettagli di
oggetti. Infatti si usa dire ad esempio: “fammi un primo piano della
mano”. Le mani in genere sono la parte più espressiva del nostro corpo e
quindi questo stacco può essere utile se inserito durante un racconto
particolarmente emotivo. In generale il primo piano è una ripresa che dà
efficacia al nostro racconto filmato. Passiamo al MEZZO PRIMO PIANO (o
mezzo busto).

Questa inquadratura è un po’ più larga del
primo piano; infatti taglieremo in basso all’altezza del busto e in alto
sopra alla testa in modo da dare aria alla nostra inquadratura. Il mezzo
primo piano è il classico taglio usato per i conduttori dei telegiornali,
i cosiddetti “mezzi busti”. E’ un immagine che sta bene per i Tg anche
perché essendo i conduttori seduti a un tavolo, starebbe male vederli
leggere mentre sono inquadrati in primo piano. E’ però un taglio
abbastanza anonimo perché a parte i Tg non viene molto usato. Allargandoci
ancora un po’ arriviamo alla MEZZA FIGURA.

Come dice la parola stessa abbiamo un
inquadratura di metà della persona ripresa. Per cui in alto diamo ancora
un po’ più di aria al soggetto, mentre in basso tagliamo all’altezza della
vita. In genere si usa per le persone che stanno leggendo qualcosa. Per
cui se una persona ad esempio tiene un foglio in mano, avrà le braccia
sopra la vita; e ciò ci costringerà ad allargare la nostra ripresa in modo
da non tagliare le braccia e le mani che tengono il foglio o anche un
oggetto qualsiasi. Sì perché altrimenti la ripresa sarebbe poco gradevole
e priva di significato. Attenzione perché la mezza figura viene speso
chiamata campo medio. Questo è vero in parte. Perché io lo reputo campo
medio nel momento in cui ci sono due o più persone che parlano. Se c’è un
solo soggetto per me è mezza figura. Passiamo al PIANO ITALIANO che taglia
in alto sempre sopra la testa con ancora più aria e in basso all’altezza
delle anche.

Non è un piano universalmente riconosciuto
anzi. Io però ve lo indico in quanto essendo italiano… Viene chiamato così
proprio perché è utilizzato nei nostri films e spettacoli tv. Soprattutto
in questo ultimo caso… In effetti rende bene con due conduttori vicini
anche se tutto sommato è praticamente un campo medio. Per cui va bene
usarlo se dovete riprendere conferenze, lezioni universitarie o comunque
spettacoli in generale con due persone vicine che dialogano. PIANO
AMERICANO.

Questo invece a differenza di quello di
prima è universalmente riconosciuto (che ci volete fare..). Qui tagliamo
in alto sempre sopra la testa con ancora più aria sul soggetto mentre in
basso tagliamo sotto le ginocchia. Viene chiamato così perché venne
utilizzato per la prima volta proprio dagli americani. Infatti il suo
utilizzo risale agli anni quaranta per i films western. Ricordate quelle
scene di duelli tra pistoleri in cui c’erano John Wayne e Lee Van Cliff?
Bene allora ricorderete anche che i protagonisti in genere venivano
ripresi dal basso con la mano pronta sulla pistola. La pistola era sempre
attaccata ad un cinturone largo e quindi la fondina rimaneva parecchio in
basso. Sopra la coscia. Proprio per dare efficacia all’azione veniva
utilizzato il piano americano. Fermo restando che poi seguiva sempre una
ripresa del dettaglio della mano sulla pistola… A parte questo però non è
che mi risulta essere molto usato. E’ un inquadratura che si potrebbe fare
se una persona magari cammina con delle borse; quindi come scena di
passaggio per un vostro racconto. Infine abbiamo la FIGURA INTERA.

Come dice la parola stessa il soggetto è
ripreso per intero. Dalla testa ai piedi. In questa inquadratura però fate
attenzione a non far rimanere il soggetto con la testa che tocca il
margine superiore del quadro e con i piedi che toccano il margine
inferiore del quadro. Ve lo dico perché è brutto a vedersi. Se no sembra
che la persona che avete ripreso cammini sul margine dello schermo
grattando la testa al soffitto. Cercate quindi di dare sempre un po’ più
di respiro, di aria al soggetto. Questo tipo di ripresa è molto valida se
utilizzata per riprendere acrobazie di ballerini. Infatti solo in figura
intera possiamo seguire bene i movimenti e apprezzare le qualità di chi le
esegue. Nel momento in cui andiamo a stringere rischiamo solo di perderci
qualche movimento delle gambe e delle braccia o peggio ancora una bella
capriola. Immaginatevi una ripresa di una capriola in cui si vedono solo
le mani! O solo i pedi! Penso darebbe fastidio a chiunque… Stesso discorso
per quelli sport acrobatici come il nuoto sincronizzato o il lancio dalla
tavoletta. Io qui vi ho elencato l’abc del linguaggio dell’immagine.
Queste sono le regole fondamentali che bisogna sapere per comporre una
buona inquadratura e realizzare dei buoni prodotti televisivi o
cinematografici. Per cui se ogni taglio è usato in maniera consona alla
scena che volete raccontare, state certi che il risultato verrà
apprezzato. Va bene la creatività ma nel rispetto di quelle che sono le
regole base che servono per comporre un immagine. Nel momento in cui
piazzate la telecamera ed inquadrate qualcosa, dovete sapere che è come se
state realizzando un quadro fatto però di cose o persone reali. Quindi
occhio bene aperto nel mirino e attenzione anche all’orizzonte. Per cui se
dovete riprendere dei paesaggi vi consiglio di munirvi di un buon
cavalletto che abbia la bolla. Apritelo e mettete la telecamera in bolla.
Ciò significa avere un immagine in piano e non storta a destra o a
sinistra. Eviterete di tornare a casa e trovare la brutta sorpresa, di
rivedere immagini che pendono un po’ da una parte e un po’ dall’altra.
Sarebbe lavoro perso e inutilizzabile. Nonché da ripetere.
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