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Nel 1661 Luigi
XIV, il re Sole, istuitì la prima Accademia Reale di Danza. Qui i primi
maestri ed artisti furono italiani, forse anche grazie all'influenza
esercitata un secolo prima da Caterina dè Medici alla corte di Enrico II.
In seguito però i francesi, diretti dai maestri C.Beauchamp e J.B.Lully,
perfezionarono i passi e codificarono i principi e le posizioni della
danza classica dando vita alle figure del ballerino e del coreografo di
professione. Con l'apertura dell'Accademia fu dato inizialmente gran
risalto alla prepaparazione tecnica degli artisti, a scapito della loro
libertà di espressione. Per questo motivo, nel 1780, il coreografo
riformatore J.G.Noverre (1727-1810) contribuì, con le sue aspre critiche,
a far chiudere l'Accademia. Egli, con la sua idea del ballet d'action,
restituì all'espressività la sua giusta importanza ed incoraggiò l'uso
della pantomina per esprimere con i gesti anche i sentimenti più
drammatici. Con la Rivoluzione francese cambiarono i costumi e
l'ambientazione dei balletti: le scene di vita quotidiana sostituirono le
storie di re e cortigiani. Subito dopo la Rivoluzione anche in Italia si
aprì l'Imperial Regia Accademia di Ballo, presso il Teatro alla Scala di
Milano. Verso la metà dell'800 si comprese l'importanza delle luci in
scena, fu disegnato il primo tutù e furono adottate le scarpette da punta
per esaltare la leggerezza delle danzatrici. Con il tempo i virtuosismi
della danza classica divennero nuovamente fini a se stessi, incapaci di
esprimere la passione e la naturalezza del movimento del corpo umano, sino
a quando la ballerina statunitense Isadora Duncan (1877-1927) si fece
portavoce, contro la tecnica accademica, della "danza libera", vale a dire
della libertà del movimento, in totale accordo con l'istinto, divenendo la
pioniera della danza moderna. Nel 1909, con il debutto del Ballets Russes
di Serge Diaghilev al Thèatre du Chàtelet di Parigi, si hanno, anche in
Europa, le prime avvisaglie della danza moderna. Diaghilev (1872-1929)
apportò le maggiori innovazioni nella storia della danza in quanto fu un
impresario di gusto, capace di scoprire talenti e di realizzare grandi
collaborazioni con coreografi (Fokine, Nijinsky, Massine, Nijinska e
Balanchine), con scenografi (tra cui i pittori: Picasso, Matisse e de
Chirico), con i migliori ballerini del primo '900 (tra cui Karsavina,
Lifar, Nijinsky, Pavlova, Lopokova) e con i compositori del calibro di
Stravinsky, Prokofiev, Ravel o Debussy. Tra gli altri grandi innovatori
del balletto classico del primo '900 ricordiamo: - Enrico Cecchetti
(1850-1928), grande danzatore, minimo di genio. Fu soprattutto un
eccezionale maestro di ballo classico: insegnò a Pietroburgo, Varsavia e
Londra, fu l'anima didattica dei Ballet Russes. In Inghilterra fondò la "Cecchetti
Society", per tramandare il proprio metodo d'insegnamento. Ritornato in
Italia nel '25, diresse il Teatro alla Scala. - Marie Rambert (1888-1982)
allieva devota di Cecchetti, antesignana, con la scuola fondata nel 1920,
del balletto moderno inglese. - Serge Lifar (1905-1986) ucraino, stella
dei Ballets Russes sino alla morte di Diaghilev e allo Scioglimento della
compagnia. In seguito fu direttore per quasi 50 anni, dell'Operà di
Parigi, ove fu l'artefice - in quanto ballerino, coreografo e scrittore
della rinascita del balletto francese. - George Balanchine (1904-1983)
ballerino e coreografo russo. Nel '25 divenne capo coreografo dei Ballet
Russes; dal '33 fu in U.S.A., dove fondò scuole e compagnie (New York City
Center). Qui costruì un repertorio moderno che portò in tutta Europa negli
anni '50. Con Apollon Musagète, del '28, creò un nuovo stile e divenne il
principale esponente del Neoclassico. Negli anni '20 nasce la danza
moderna. Essa nasce negli U.S.A. con danzatori come M.Graham, D.Humphrey e
C.Weidman, ma soprattutto grazie alle precedenti riflessioni sul movimento
di F. Delsarte. E.J.Dalcroze e di R.Von Laban, alle esperienze di I.Duncan
e agli studi approfonditi di R.S.Denis e T.Shawn (da qui il nome della
scuola Denishawn).
UNA GRANDE BALLERINA...CARLA FRACCI
Nasce a Milano il 20 agosto 1936. Il padre fa il tranviere e ha la
passione per il tango. La porta perciò spesso nelle balere a guardare
ballare. Entra alla Scala per un caso fortuito: un amico di famiglia,
professore d'orchestra del teatro milanese, suggerisce ai genitori di
iscriverla alla scuola di ballo. Quando, piccolina e fragile, si presenta
agli esami di ammissione, i commissari non la prendono molto in
considerazione, ma il suo visino dolce suscita tenerezza in una maestra
presente all'audizione e Carla viene ammessa. Alla Scala studia sotto la
guida di Esmée Bulnes, Vera Valkova, Edda Martignoni e Paolina Giussani
diplomandosi nel 1954 ed entrando a far parte del Corpo di Ballo nel 1955.
Gli inizi per lei sono faticosi: si sente prigioniera e la danza non
sembra essere la sua vocazione, finchè, a quattordici anni, viene chiamata
in palcoscenico per interpretare "la ragazza con il mandolino" nella
"Bella Addormentata". Lì sulla scena c'è Margot Fonteyn e Carla ha come
una folgorazione: capisce in quel preciso istante che la grande ballerina
doveva diventare il suo modello e, improvvisamente, comprende che fatica,
studio, sudore, sacrificio sono una ragione della sua esistenza, un
significato per i suoi sacrifici e la sua forza per continuare, per
emergere, per diventare grandissima come la Fonteyn. Dopo il "passo
d'addio" al termine della scuola, avviene il classico colpo di fortuna.
Alla Scala si rappresenta "Cenerentola" e Violette Verdy, prima ballerina
dell'Opéra di Parigi, rinuncia ad alcune recite. Carla viene chiamata in
palcoscenico per provare la parte e viene scelta come sostituta. Il
debutto trionfale avviene il 31 dicembre 1955. Da quel momento inizia la
sua luminosa carriera. Nel 1958 diviene prima ballerina della Scala e
nello stesso anno avviene il grande incontro con il coreografo John Cranko
che la vuole come Giulietta nella sua nuova versione di "Romeo e
Giulietta" per la Fenice di Venezia. Successivamente, nel 1959, interpreta
al Royal Festival Hall di Londra per la prima volta Giselle: personaggio
con il quale la ballerina milanese si afferma in tutto il mondo. Segue un
lungo elenco di eroine del balletto: Aurora, Gelsomina, Odile/Odette,
Swanilda, magistralmente da lei interpretate e che, grazie alla sua
straordinaria sensibilità, la consacrano come la ballerina-interprete per
eccellenza. Carla prosegue la sua formazione artistica partecipando a
stage avanzati a Londra, Parigi e New York. Danza in Italia e all'estero
con partner d'eccezione: Rudolph Nureyev, Milhorad Miskovich, Vladimir
Vassiliev, e tanti tanti altri. Carla si sposa nel 1962 con il regista
Beppe Menegatti e, nel 1968, mette al mondo Francesco. Nel 1974 comincia a
danzare con l'American Ballet Theatre. Diventa direttrice del Corpo di
Ballo del San Carlo di Napoli nel 1988 e successivamente dell'Arena di
Verona e del Teatro alla Scala. el '74 comincia a danzare con l'American
Ballet Theatre. Nell'81 interpreta la parte di Giuseppina Strepponi in una
produzione televisiva sulla vita di Giuseppe Verdi. Dirige in seguito il
corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli. Innumerevoli e di grande
spessore artistico i ruoli classici da lei interpretati. La sylphide.
Coppelia. Francesca da Rimini. Giselle. Il lago dei cigni. Altrettanto
famose e di successo le sue performance in opere contemporanee. Romeo e
Giulietta di Prokofiev. Concerto barocco. Les demoiselles de la nuit. Il
gabbiano. Pelléas et Mélisande. Il fiore di pietra. Il marito, regista,
Beppe Menegatti, cura la regia di diverse creazioni, da lei interpretate.
Nel '92 è protagonista in una serata di gala in onore di Maria Callas. Nel
'93 interpreta L'aprè-midi d'un faune, omaggio a Rudolf Nureyev. Tra le
più recenti esibizioni da ricordare: Eugenio Oneghin, al Teatro alla Scala
di Milano. La vita di Maria, al Teatro La Pergola di Firenze. Souvenirs di
Parisina, al Vittoriale di Gardone Riviera. La bambola di Kokoschka, alla
Scala di Milano. Filumena Marturano, a Cagliari. Protagonista anche di un
evento storico al carcere San Vittore di Milano. Nell'occasione si
esibisce davanti alle recluse. Dal '95 al '97 dirige il corpo di ballo
dell'Arena di Verona. Dal '94 è membro dell'Accademia di Belle Arti di
Brera. Dal '95 è anche presidente di Altritalia Ambiente, associazione
ambientalista. Nel 1999 Vittoria Ottolenghi, dopo ventidue anni di
Maratona d'estate - Rassegna internazionale di danza, le chiede di
sostituirla in veste di presentatrice. Il nuovo titolo del programma, è
Superstars. Nuova maratona di danza. Nel 2002 Carla Fracci si impegna in
una vera e propria sfida, vestendo i panni maschili di Amleto sul
palcoscenico del Teatro dell'Opera a Roma, in un balletto ispirato
all'omonimo dramma shakespeariano. Carla interpreta un ruolo maschile,
unica donna attorniata da una compagnia di uomini. Oggi è la direttrice
del Corpo di Ballo dell'Opera di Roma. Riceve, nel corso della sua
carriera, numerosi premi internazionali e viene insignita del titolo di
Cavaliere, Commendatore e Grand'Ufficiale della Repubblica Italiana. Carla
Fracci, la "tranvierina" della Scala, la piccolina che non sarebbe mai
potuta diventare una ballerina, con la sua grande forza d'animo, con il
suo studio tenace, con la sua straordinaria volontà di emergere, con il
suo spiccato spirito di sacrificio, con il suo forte carattere è diventata
un "mito" della danza: un esempio per tutti quei giovani allievi che oggi
si accingono a fare i loro primi passi nella sala di una scuola di ballo.
QUOTE
Scrisse di lei il grande poeta Eugenio Montale: " Carla Fracci è
Giulietta…Carla, eterna fanciulla danzante ".
QUOTE
Una riflessione di Carla Fracci sulla sua vita di ballerina: " Nel nostro
lavoro bisogna essere sempre "nuovi" e pronti a rimettersi in discussione:
io ho danzato centinaia di spettacoli, ho consumato migliaia di scarpine
da ballo, ho percorso chilometri e chilometri sul legno del palcoscenico,
ho viaggiato moltissimo, ma ogni volta, per me, è quasi "un debutto".
Anche nel mondo del balletto ci sono momenti di crisi; c'è chi litiga, chi
è geloso, chi fa i capricci: ma questa forma d'arte è così esigente che
sul palcoscenico si dimentica tutto. Una ballerina deve pensare a se
stessa, a quello che deve fare, a non sbagliare mai; deve seguire la
musica, ricordare, esprimere. Ho danzato con i più grandi ballerini ed è
superfluo dire che avere un buon partner ti aiuta moltissimo. Dà
sicurezza. E moltiplica le possibilità di realizzare uno spettacolo di
qualità. So di essere diventata un simbolo per tanta gente, occupo nel
cuore di molti un posto che non avrei mai pensato di occupare e la
popolarità mi ha dato tanti vantaggi. Le sale dei teatri agli spettacoli
di balletto sono ancora zeppe di gente. Si dice - e io lo credo - che io e
altri come me abbiamo aperto la strada a quelli che avanzano insieme a
noi. "
RICONOSCIMENTI ARTISTICI
1985: Gargano
1985: Paul Harris, dal Rotary International
1988: Exploit
1989: Nijinsky
1989: Montecatini Terme
1991: Premio dalla Fondazione Strawinsky-Diaghilev di New York
1991: Premio Cultura dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri
1992: Grosso per la danza, Lodi
1992: Donna Dieci e lode, Milano
1993: Premio dalla Fondazione Strawinsky-Diaghilev di New York
1995: Carlo Alberto Cappelli international prize
1995: Premio per la donna dell'anno
1996: Maschera d'oro
1997: Giuseppina Stepponi
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Ogni mese metterò un maestro che ha fatto la storia nel mondo della
Danza... magari non li avete mai sentiti, ma fidateVi di Me! ;-)
:: PIERRE BEAUCHAMP --> COREOGRAFO
Nacque nel 1636 a Versailles, dove studiò musica e ballo; fu ballerino
virtuoso e coreografo. Dopo essere stato sovrintendente dei balli del re
divenne direttore dell'Accademia Reale di Danza. Fu il coreografo delle
commedie di Molière e delle opere di Lully e Campra. Elaborò un sistema di
notazione della danza e codificò le cinque posizione fondamentali del
balletto accademico.
:: MAURICE BEJART Nasce a Marsiglia nel 1927, ma lasciò ben presto la
città natale per studiare a Parigi e a Londra. Qui conobbe le avanguardie
ed i problemi del suo tempo e decise di dedicarsi totalmente alla
coreografia ed alla direzione dei balletti. Grazie alla sua straordinaria
capacità di "adattare" la realtà al mondo delle idee, realizzò balletti
importanti e profondamente teatrali nei quali mostrò di intendere la danza
come l'alafabeto del mondo, una religione, un rito, una lingua madre,
un'espressione dell'anima, del corpo, della bellezza, della fuga. Pur
essendo "pazzo per il classico" aveva idee fortemente innovative e
soprattutto una grande volontà di diffonderle, non soltanto nei teatri, ma
anche negli stadi e nelle piazze, pur di arricchire il pubblico con le
"idee" del suo nuovo "teatro totale" . Resuscitò il fantasma di Diaghilev:
come questi infatti, raccolse intorno a sé grandi artisti e compositori
d'avanguardia. Da tutti seppe ottenere grandi risultati, dando ad ognuno
il suo, infrangendo i vecchi orari di lavoro, le convenzioni e le
gerarchie consolidate delle compagnie tradizionali. Al pubblico offrì
momenti irripetibili, di grande entusiasmo, trasmettendo messaggi di amore
e felicità. I suoi spettacoli erano magistralmente orchestrati ed in grado
di "incollare" lo spettatore alla poltrona (anche sotto la pioggia, come
successe all'Arena di Verona nel 1975). Del '50 è la sua prima
coreografia: L'uccello di fuoco. La sua Sinfonia per un uomo solitario,
del '55, è considerato ancora oggi il miglior prodotto del
neo-espressionismo. Nel '53 fondò Les Ballet de l'Etoile, scuola da cui
nacque, nel '57, il Ballet de Paris di cui fu direttore e solista
principale. Dal 1960 fu direttore del Ballet du XX° siècle da lui stesso
fondato a Bruxelles; La Sacre du printemps ne rappresenta il balletto più
celebre. In questi anni alternò alle creazioni coreografiche, allestimenti
teatrali e balletti particolari, permeati di filosofia orientale e
misticismo. Dall'87 è, con la sua compagnia, a Losanna.
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*-* RAP *-*
Il rap è un qualcosa di più che un semplice ballo allegro, spensierato,
con figure acrobatiche spettacolari: il suo ritmo accompagna un linguaggio
universale caratterizzato da un profondo significato; un linguaggio molto
vicino alla strada, che si sviluppa tra i quartieri neri più poveri degli
Stati Uniti, e si espande fino a capitalizzare le case discografiche. Da
alcuni anni a questa parte il rap è un fenomeno commerciale non
indifferente: i primi rappers a scalare le classifiche furono Eric B &
Rakim, LL Cool J, KRS One & Scott La Rock; in Italia ricordiamo Jovanotti,
Articolo31...
IL ROCK AND ROLL
Il Rock'n'Roll nasce negli USA a metà degli anni cinquanta, in forte
contrasto con la muisica compassata di quel tempo e con le inflessioni
swing di personaggi mitici quali Dean Martin e Sinatra. Il rock and roll
scatena quindi una vera rivoluzione, per la sua carica provocatoria e
violenta, unita al suo travolgente andamento ritmico. Negli anni cinquanta
e sessanta, per i contemporanei, il rock era anche un espressione di
disprezzo e collera verso il potere esercitato dai padri. Elvis Presley:
battezzato il re del rock'n'roll, fu sicuramente il più importante alfiere
di questo genere; con la suo pezzo "Forever young and beautiful",
impersonificava nel rock il mito dell'eterna giovinezza.
MODERN JAZZ
L'espressione Danza Moderna nasce nel XX secolo per definire un modo
libero di interpretare la danza. L'aggettivo Moderna è usato in
contrapposizione a Classica che identifica una danza legata al rigido
rispetto di regole sostanziali e formali. A scanso di equivoci, bisogna
precisare che gli iniziatori della danza moderna sono nati comunque come
ballerini di danza accademica. In pratica, la danza moderna è una
evoluzione stilistica e culturale verso forme libere di rappresentazione,
affermatasi grazie ad avanguardie artistiche che possedevano due
caratteristiche fondamentali: la preparazione tecnica e il coraggio di
sfidare il sistema. Senza il coraggio e la bravura dell'americana Isadora
Duncan e del russo Serge de Diaghilev, alfieri della Danza Moderna, questa
(probabilmente) non sarebbe mai nata. Le teorie e le idee di Isadora
Duncan contribuirono in maniera decisiva a frantumare le regole che ormai
imbavagliavano la Danza. Ecco i suoi principi fondamentali: - Ballare a
piedi nudi. - Liberare il corpo dal tutù. - Danzare senza uno schema
precostituito. - Trovare la fonte dell'ispirazione dentro se stessi e non
nelle fredde nozioni dei maestri. - Inventare moduli espressivi
direttamente sulla scena e non negli esercizi alla sbarra. Serge de
Diaghilev invece veniva da una famiglia della nobiltà russa e aveva
esordito nella composizione musicale. Lavorava alla direzione dei Teatri
Imperiali ma il suo spirito innovatore e le sue originali idee sul
balletto gli costarono il licenziamento. Fu mandato a Parigi col compito
di accreditare l'arte russa all'estero. Ma, anzichè proporre gli standard
della scuola russa, apportò alle opere tutta una serie di modifiche e di
impostazioni personali. Diaghilev affidò le coreografie a Michel Fokine,
il più grande innovatore dell'epoca, mentre si rivolgeva, per le
scenografie, ai più grandi aritisti del momento: da Picasso a Braque, da
Matisse a De Chirico. Non sfuggì ai connazionali che Diaghilev
rappresentava cose che non avevano nulla a che fare con i balletti
ufficiali moscoviti. Ma vivere a Parigi, al centro di fermenti artistici e
culturali di tutti i tipi, era ben diverso che vegetare a Mosca. E
Diaghilev, che già per sua natura era un rivoluzionario puro, non poteva
trovare un contesto migliore per dare sfogo a tutta la sua forza
espressiva. Dopo Duncan e Diaghilev, le cose non furono più come prima. La
loro opera determinò una svolta profonda e definitiva che aprì nuovi spazi
e nuovi orizzonti alla danza che, da quel momento, diventò moderna. E'
chiaro che la Danza Classica ha prodotto e continuerà a produrre opere
eccezionali ed artisti insuperabili. Ma in parallelo con il suo sviluppo e
con le scuole di pensiero tradizionale, si è affermata, nel XX secolo la
scuola della Danza Moderna. La terminologia dei passi di danza è ancora un
punto delicato, perché può variare in base alla nazione in cui ci si
trova. I diversi tipi di passi hanno origini molteplici; alcuni derivano
da uno stile definito, altri sono creati da pedagogisti e/o coreografi,
mentre parecchi nascono anche dalla strada. Bisogna tener conto di queste
differenze e considerare la questione in modo oggettivo per svolgere una
ricerca e un'analisi scrupolose. Vi sono numerose correnti che hanno
influenzato la danza jazz in un momento o nell'altro della sua storia.
Queste influenze provengono da elementi tipicamente culturali che vanno
dalla cultura africana alla tradizione occidentale e, nel corso
dell'evoluzione dei termini, derivano anche dalla tecnica della danza
classica e dalle diverse correnti della danza moderna. La Danza Moderna in
Italia Si è cominciata a conoscerla intorno agli anni ‘50-’60, con i primi
programmi televisivi d’intrattenimento. Prime tra tutte a portare questo
nuovo stile in Italia sono state Raffaella Carrà e Haeter Parisi.
Certamente ricordiamo il programma televisivo “Fantastico” che, con tutte
le sue edizioni, ha portato sempre nuovi talenti alla ribalta, anno dopo
anno. A differenza della danza classica, la danza moderna si sviluppa e si
evolve in maniera quasi vertiginosa. Non tutti sanno che la danza moderna
si divide essa stessa in diversi stili: dallo stile più forte, più
d’impatto, più televisivo quale quello ‘jazz’, allo stile più romantico,
più emozionale e passionale chiamato ‘lirical’. Con la nuova educazione
musicale, la danza moderna è oggi sempre più richiesta e preferita ad
altri stili. Ma va anche detto che, senza le basi che può dare la danza
classica, è molto difficile affrontare lo stile moderno ad alti livelli.
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L'alimentazione dello sportivo non è molto
diversa dall'alimentazione bilanciata seguita da un soggetto sedentario.
La differenza riguarda principalmente la quantità di calorie, ossia il
carburante che deve essere introdotto quotidianamente per soddisfare la
maggior richiesta di energia determinata dall'aumento del lavoro
muscolare. Alimentazione bilanciata significa introdurre ogni giorno una
buona varietà di alimenti cereali, legumi, carne, latte, frutta e verdura,
per essere certi di assumere tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno. Il
fabbisogno calorico di uno sportivo può oscillare dalle 2.000 alle 5.000
kcal al giorno a seconda del sesso, dell'età e dell'intensità e durata
dello sforzo sostenuto. Consumando più alimenti aumenta anche la quantità;
di sali minerali e vitamine introdotte. Spesso, quindi, è superfluo
ricorrere agli integratori; basta solo rispettare, come in tutte le diete
bilanciate e armoniche, la giusta ripartizione tra i nutrienti. In
specifico: • Carboidrati (pasta, riso, pane) [circa 55 - 60% dell'introito
calorico giornaliero] • Proteine [circa 12-15% dell'introito calorico
giornaliero, contro il 10-12% consigliato a chi non pratica sport] •
Lipidi Totali [25 - 30% dell'introito calorico giornaliero] • Minerali
[secondo le raccomandazioni valide per la popolazione generale (LARN*)] •
Vitamine [secondo le raccomandazioni valide per la popolazione generale (LARN*)]
• Acqua [almeno 1-1.5 l al giorno e comunque tanta quanta ne viene persa
attraverso sudore, urine, ecc.]
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Consigli per i Principianti
Per chi inizia a fare un qualsiasi tipo di Danza, prima di tutto:
- PASSIONE : praticare l'Arte del Danzare comporta sacrifici, la passione
è la cosa più importante,
- SCELTE: scegliete la disciplina della Danza che più Vi attira, e
scegliete UNA BUONA SCUOLA DI DANZA. Vi ricordo, che un minimo di base di
Classica (Danza), bisogna averla. Quando io ho iniziato, facevo Danza
Moderna, ma sempre facevamo una buona mezz'ora di Classica. Valutate il
livello della Vostra Insegnante, e il livello della Scuola.
- NON ABBIATE FRETTA: non abbiate fretta di essere i più bravi a livello
professionistico, si arriva GRADUALMENTE. Inoltre, se si è bravi la
bravura e la passione verranno ripagate
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POSIZIONI DEI PIEDI
Prima posizione: i piedi
sono ruotati ed in linea, tenendo ben tese le gambe, con le ginocchia
unite.
Seconda posizione: come la
prima posizione, ma i piedi sono posizionati alla distanza di un piede e
mezzo tra di loro.
Terza posizione: i piedi
mantengono la rotazione delle posizioni precedenti, e si posizionano
tenendo i talloni uno di fronte all'altro. La posizione si dirà destra o
sinistra a seconda del piede avanti.
Quarta posizione: i piedi
mantengono la rotazione delle posizioni precedenti, e si posizionano uno
di fronte all'altro alla distanza di un piede, tenendo in linea il tallone
del piede avanti con la punta di quello dietro. La posizione si dirà
destra o sinistra a seconda del piede avanti.
Quinta posizione: come la
quarta posizione, tenendo i piedi uniti, senza distanza tra loro. La
posizione si dirà destra o sinistra a seconda del piede avanti.
Sesta posizione: i piedi
sono paralleli ed adiacenti. Non si ha alcuna rotazione
Prima arabesque: la gamba
alzata è tesa, le braccia sono allungate: quello della gamba di terra, in
avanti; quello della gamba sollevata, alla seconda. La testa è rivolta
verso il braccio davanti.
Seconda arabesque: la gamba
alzata è tesa, le braccia sono allungate: quello della gamba di terra,
alla seconda; quello della gamba sollevata, in avanti. La testa è rivolta
verso il pubblico.
Terza arabesque: la gamba
alzata è tesa, le braccia sono allungate: quello della gamba di terra,
alla seconda; quello della gamba sollevata, in avanti. La testa è rivolta
verso il braccio davanti.
Quarta arabesque: la gamba
alzata è tesa, le braccia sono allungate: quello della gamba di terra, in
avanti; quello della gamba sollevata, all'indietro, parallelo alla gamba
stessa. La testa è rivolta verso il pubblico.
Prima posizione: le
braccia assumono una forma circolare e le mani sono all'altezza del
diaframma.
Seconda posizione: le
braccia sono allungate verso l'esterno leggermente più in basso
dell'altezza delle spalle, e sono arrotondate in avanti.
Terza posizione: le
braccia sono arrotondate e sollevate verso l'alto, leggermente più in
avanti della linea del corpo.
Altre posizioni: per
tutte le posizioni asimmetriche si dirà per ciascun braccio il nome della
rispettiva posizione simmetrica.In questo caso si ha un braccio in terza
ed uno in seconda posizione.
Attitude croisée dietro:
la gamba alzata è piegata mentre l'altra è tesa, e stabilisce se la posa è
a sinistra o a destra (in questo caso si ha una attitude sinistra).
L' attitude croisé è "chiusa" al pubblico: la gamba alzata è visivamente
in secondo piano.
Attitude effacée dietro: la
gamba dietro è piegata e stabilisce se la posa è a sinistra o a destra (in
questo caso si ha una attitude sinistra).
L' attitude effacé è "aperta" al pubblico: la gamba alzata è visivamente
in primo piano.
Attitude croisée avanti:
la gamba alzata è piegata e stabilisce se la posa è a sinistra o a destra
(in questo caso si ha una attitude destra). L' attitude croisé anche in
questo caso mantiene visivamente la caratteristica di posa "chiusa" al
pubblico.
Attitude effacée avanti:
la gamba alzata è piegata mentre l'altra è tesa e stabilisce se la posa è
a sinistra o a destra (in questo caso si ha una attitude sinistra). L'
attitude effacé anche in questo caso mantiene visivamente la
caratteristica di posa "aperta" al pubblico.
Ecarté avanti: la gamba
alzata è tesa, il corpo asseconda l'elevazione della stessa compensando
con una leggera inclinazione rispetto alla gamba di terra, il braccio in
terza è parallelo alla gamba sollevata. La testa è rivolta verso la mano
del braccio in terza.
Ecarté dietro: la gamba
alzata è tesa, il corpo asseconda l'elevazione della stessa compensando
con una leggera inclinazione rispetto alla gamba di terra, il braccio in
terza è parallelo alla gamba sollevata. La testa è rivolta verso il lato
opposto al braccio in terza.
POSIZIONI E PASSI
Relevé: Termine francese traducibile con “sollevato”. Indica il sollevarsi
del corpo, passando in mezza punta o in punta dalla posizione del piede
completamente appoggiato a terra.
Plié: Termine francese.corrispondente all’italiano “piegamento”. Nella
lezione di danza classica, il plié è un esercizio che consiste nella
flessione sulle gambe. E’ un movimento elastico e continuo ed è importante
che non ci siano né pause né soste durante l’esecuzione. Nella danza
classica si distinguono due gradi di plié: l’uno demi e l’altro grand. Il
demi-plié (letteralmente “mezzo piegamento”) sviluppa la rotazione in
fuori e l’elasticità degli arti inferiori. Le ginocchia si piegano in
direzione delle punte dei piedi; tenendo i talloni ben saldi al pavimento,
esse raggiungono il punto di massima flessione degli arti e si ristendono
lentamente. E’ alla base della danza classica, ed è fondamentale per tutti
i danzatori, avere un buon plié.
Nel grand-plié (“grande piegamento”), dopo avere raggiunto un profondo
demi-plié, si prosegue il piegamento in basso sulle gambe, sollevando
inevitabilmente i talloni (eccetto nella seconda posizione in cui i
talloni restano a terra). Nel movimento di risalita c’è nuovamente il
passaggio per il demi-plié.
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TEORIA DELLO
STRETCHING
Lo stretching o allungamento è l’anello di congiunzione fra la vita
sedentaria e la vita attiva o, se vogliamo, tra il riposo e la
“performance”. L’allungamento è l’esercizio che permette al corpo di
eseguire movimenti di grande ampiezza con armonia e scioltezza. Questa è
una metodica facile, ma eseguirla in maniera errata potrebbe essere causa
di patologie. Per questo è importante il corretto apprendimento di queste
tecniche. Come ho anticipato all’inizio l’allungamento è un modo semplice
e INDOLORE per prepararsi al movimento, ed una volta eseguito
correttamente e con regolarità diventa un valido aiuto nella prevenzione
degli infortuni. L’obiettivo è la riduzione della tensione muscolare e non
il raggiungimento della massima flessibilità, che spesso è causa di “sovrastiramenti”.
Tenete presente che questa è una tecnica su base individuale strettamente
correlata alla vostra struttura muscolo-scheletrica, alla vostra
flessibilità ed ai vari livelli di tensione. Dopo questa breve descrizione
vediamo più’ dettagliatamente quando, perché e come eseguire
l’allungamento. Lo stretching può essere praticato ogni volta ci piaccia
ma principalmente prima (riscaldamento) e dopo (raffreddamento)
dell’attività fisica. Teniamo presente che è una buona regola far
precedere l’allungamento da una buona mobilizzazione dalla durata di 5-10
min.
I principali benefici sono:
-Favorire la coordinazione permettendo maggior libertà e facilità
nell’esecuzione del gesto. -Stimolare la circolazione, soprattutto a
livello capillare. Questo è percepito come una sensazione di calore e di
afflusso di energia nel muscolo al termine dell’esercizio. -Incrementare
le capacità di movimento. -Prevenire gli infortuni. -Sviluppare la
consapevolezza del proprio corpo: nel tendere le diverse parti del corpo
ci si concentra su di esse stabilendovi un “rapporto” (Cominciare a
conoscersi).
La corretta tecnica passa attraverso una TENSIONE RILASSATA e PROLUNGATA,
concentrando l’attenzione sui gruppi muscolari che vengono coinvolti. Vi
sono diversi tipi di tensione: TENSIONE FACILE-TENSIONE MEDIA- TENSIONE DI
SVILUPPO-TENSIONE DRASTICA. La prima si trova entro i primi gradi
dell’arco di movimento, quando cioè si inizia a percepire una tensione. E’
qui che bisogna fermarsi per 20-30 secondi e NON MOLLEGGIARE. Arrivare
sino al punto in cui si avverte una TENSIONE MEDIA e rilassarsi mantenendo
la posizione. La sensazione di tensione dovrebbe diminuire durante il
mantenimento della “postura”. Questa fase “prepara” il muscolo riducendone
l’opposizione alla fase successiva di TENSIONE DI SVILUPPO. Aumentare i
gradi di movimento e ancora una volta non molleggiare mantenendo la
tensione per altri 30 sec. La respirazione dovrà essere ritmica e
controllata non trattenere il respiro durante l’allugamento, se la postura
che stiamo tenendo ci impedisce la normale respirazione vuol dire che il
movimento che stiamo eseguendo è scorretto. La TENSIONE DRASTICA avviene
oltre la soglia del dolore: mantenere la posizione in questo “range” può’
provocare delle lesioni a livello della fibra muscolare e indurre il
muscolo a contrarsi per difendersi dallo stimolo potenzialmente lesivo. In
questo caso la regola “più’ fa male più’ fa bene”non vale. Il perché non
si debba molleggiare è semplice: durante la visita dall’Ortopedico questo
ci da una piccola martellata sul ginocchio per verificare i nostri
riflessi osteotendinei. Se tutto è a posto la nostra gamba si stenderà
bruscamente contro la nostra volontà.Il fatto avviene perché il muscolo
reagisce a un brusco stiramento con un altrettanto brusca contrazione per
difendersi dal potenziale trauma. Concludo col dire che l’allenamento
della flessibilità deve essere sempre orientato a soddisfare le esigenze
del gesto di scena.
Grazie al sito www.balletto.net, In questo sito troverete l'ABC della
danza dove ci sono LE FOTO delle varie posizioni che vi ho elencato prima
(visitatelo, vi aiuta x la coreografia)
www.balletto.net
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