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Il Barocco di Cecilia Bartoli
L’ultima "perla" della cantante muta
"Inventata" a tavolino dalla industria discografica ("il mercato ha bisogno di un mezzosoprano" è la parola d’ ordine che circola in Europa nell’anno di grazia 1986), sora Cecilia de Roma (come si dice a Roma), con madre parmense, inventa, inventa, inventa da sempre per restare a galla. Mamma Rai non porta fortuna alla Bartoli, visto lo scandalo - truffa dell’anno scorso. L’Italia adesso ride a crepapelle per la sua ultima (in ordine di tempo) perla detta alla radio de Roma con il tono tronfio tipico dei laziali: "io canto Vivaldi, io
conosco il barocco perché sono di Roma, Bernini era del Settecento!"… A
questo punto l’intervistatore ha cercato di coprire come poteva gli sproloqui
della Bartoli che ha solo terminato la scuola dell’obbligo …A’ Cecilia,
dove è finito il detto romanesco "magna come parli"? A’ Cecilia,
" scherza coi fanti e lascia stare i santi !" E’questa che la Decca ( dove regna uno dei vecchietti - innamorato ottantenne - che hanno creato la Bartoli - l’altro è lo sgasato Harnoncourt) vuol far passare come "interprete" di Vivaldi. Da recentissimi studi e ricerche sembra che fra Bernini e Vivaldi sia intercorso un copioso epistolario: sì, Vivaldi era dedito alle sedute spiritiche… E se il vecchietto della Decca concedesse un anno sabbatico a sora Cecilia e la mandasse a studiare un po’ per poter esser degna di avvicinarsi a tanti grandi nomi della storia musicale? Anzi, se la mandasse anche a studiare canto per vedere se riesce infine non solo a farsi sentire a mezzo metro di distanza,ma di trovare un po’, almeno, di "armoniche"? O forse è più comodo, perché ovviamente più facile,.che la voce rimanga "muta" di "armoniche" per i signori tecnici della Decca? Abate Luigi
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