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EDITORIALE Pasquino è una statua che fu ritrovata nel 1501, nel rione di Parione a Roma, divenuta subito sinonimo di satira, dando poi origine alle "pasquinate". La sua voce è anticonvenzionale, alternativa al potere corrotto, voce anche sofferta e perseguitata, ovviamente invisa alla nomenklatura. Voce di studenti, goliardica, di poeti e letterati, di anonimi cittadini che scrivevano epigrammi sotto la statua del Pasquino per protestare contro i soprusi subiti, contro il cattivo andazzo della gestione della società e della cultura. Pasquino ebbe una funzione simile a quella del Porcellino di Firenze e del Gobbo di Rialto a Venezia, ebbe anche dei compagni di strada, come Martorio, Madama Lucrezia, il Babuino, il Facchino, Abate Luigi, altre statue che rappresentarono una voce satirica, destinata all'anonimato per sfuggire alle rappresaglie, una voce altera e rigorosa che denunzia l'immoralità delle Istituzioni. In ogni tempo s'è sentita l'esigenza di una voce altra, al di qua di ogni compromesso, di interessi personali, economici. In questi anni tale esigenza è diventata un bisogno primario, una necessità vitale. Siamo sommersi dal conformismo, gli anni Ottanta con la loro apologia dell' immagine, della superficie bella, del prodotto vendibile, hanno ridotto la cultura a merce (Adorno, almeno in questo, ancora docet!). Pare che oggi la cultura si faccia in edicola (sic!), dove si trovano false riviste che contengono solo pubblicità, sono "riviste" con l'unico scopo di vendere i compact-disc allegati, i quali, spesso, sono solo riversaggi di vecchie incisioni o, addirittura, registrazioni pirate (ma non è obbligatorio segnalare dove e quando una registrazione viene effettuata?). La nostra Gazzetta svelerà ai lettori chi e cosa sta dietro a questo mercato da quattro soldi culturalmente, ma di miliardi dal punto di vista degli interessi economici. Ci sono poi le riviste senza CD, che sarebbe meglio chiamare rotocalchi sia perché hanno un taglio critico superfìcialistico (a volte sembrano ritagli d'agenzia), sia perché affrontano solo gli avvenimenti che fanno audience (la copertina è dedicata al pianista alla moda, il servizio fotografico è sul direttore d'orchestra famoso ecc.), sia perché tali rotocalchi sono pieni di pubblicità, ch'è la loro anima, infatti queste sottospecie di riviste fanno quasi esclusivamente servizi su chi compra pagine di pubblicità. Forse il lettore non sa che l'articolo en rose in cui si parla bene, per esempio di un teatro, è perché quel teatro ha speso o spenderà parecchi soldi per acquistare pagine pubblicitarie sulla rivista. Il lettore, se avrà la pazienza di seguirci, divertendosi scoprirà i meccanismi che regolano questo tipo di "informazione culturale". Per questo Il Pasquino è una Gazzetta di contro-informazione. Il Pasquino si interesserà soprattutto di vedere in controluce gli avvenimenti musicali, dicendo, con elegante ironia, come va il mondo (della musica). Gli obiettivi sono quelli di scoprire cosa sta dietro al mercato discografico, impresariale, operistico e concertistico, denunziando il malcostume imperante e allertando il lettore, mettendolo in guardia su cosa è costretto a consumare. Oltre all'attualità, Il Pasquino affronterà anche gli aspetti legati all'editoria, alla didattica, alla Scuola, alla interpretazione della musica antica, alla conoscenza di quella contemporanea, non mancheranno sostanziosi saggi musicologici su importanti aspetti dell'attualità (ma visti con angolature particolari) o su fatti e personaggi trascurati. Infine daremo spazio anche a informazioni critiche sulla musica jazz, popolare e rock e apriremo bene gli occhi su aspetti letterari, artistici, teatrali e cinematografici, poiché la musica non vive isolata, ma è parte di un universo culturale assai ampio, sperando quindi di raccordare le conoscenze del lettore. Alcuni articoli, particolarmente ironici, risulteranno anonimi, ovvero firmati a nome di Pasquino o dei suoi "fratelli". Nota bene, caro lettore: Il Pasquino può scrivere ciò ch'è vero e giusto, senza limitazioni, perché è l'unica Gazzetta non compromessa né col potere politico, né con quello economico, né legata alla pubblicità, né controllata da chicchessia. Il Pasquino è realmente libero e indipendente e questa, senza retorica, è la migliore garanzia che possiamo offrire al nostro lettore, insieme all'impegno e alla competenza di ogni nostro collaboratore. Non siamo stampati in carta patinata, utilizziamo quella riciclata: ecologia nei fatti e nel pensiero. Dicembre 1991
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