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Le teorie scientifiche e l'incommensurabilità dei significati |
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Vedi anche:
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Fin
dai suoi primi scritti Feyerabend ha sempre cercato di mostrare come l'ideale
di una scienza perfettamente razionale, capace di evolversi secondo traiettorie
stabili e attraverso l'applicazione costante di uno stesso modello, è solo
un'illusione. Gli empiristi, egli
pensa, hanno ingenuamente creduto nell'esistenza di fatti neutrali (oggettivi)
che determinano il significato e consentono il controllo delle teorie, mentre
i razionalisti critici non hanno
capito che le rivoluzioni scientifiche avvengono in effetti grazie
a scienziati che "non sanno quello che fanno".
Per Feyerabend
le cose stanno diversamente. Se guardiamo con sufficiente attenzione alla
storia della scienza, ci accorgiamo che essa, accanto a sistemi
teorici altamente sofisticati e a forme di pensiero antiche e fossilizzate,
contiene anche anticipazioni vaghe e incoerenti di future idee. Purtroppo,
si lamenta Feyerabend, non è questa l'immagine che troppi filosofi e scienziati
hanno proposto e che continuano a proporre della scienza: essi sembrano
interessarsi quasi esclusivamente ai dettagli di una teoria e al loro
progressivo accumularsi, e perdono così di vista la centralità che assume
il momento della proposta di nuove idee fondamentali. Non sono
strutture precise e universalmente valide che determinano il progresso,
ma "brandelli di sistemi" tra loro inconciliabili: "davanti a noi
si ergono non superbe cattedrali, ma rovine cadenti, mostri architettonici
la cui precaria esistenza viene faticosamente prolungata dagli architetti
con sgraziati puntelli. Questa è la realtà scientifica". Secondo Feyerabend
è meglio capovolgere lo schema positivistico, e lasciare che il significato
filtri dall''alto' verso il 'basso', cioè dalla teoria alle osservazioni,
perché entro il nostro sapere non esiste in effetti alcun ambito libero
da teorie. Tuttavia, in questa fase del suo pensiero (siamo negli anni Settanta), a Feyerabend manca ancora una definizione chiara e precisa dell'incommensurabilità: infatti egli nota che di essa, "poiché dipende da classificazioni nascoste e implica importanti mutamenti concettuali, difficilmente si riesce a dare una definizione esplicita", né ricostruzioni che pretendono di essere completamente razionali riusciranno a renderla manifesta. "Il fenomeno" -prosegue Feyerabend- "deve essere dimostrato, il lettore deve essere condotto a prenderne coscienza attraverso la presentazione di una grande varietà di casi e deve giudicare da sé". E, allora, in Contro il metodo Feyerabend presenta e discute dell'interpretazione che Galileo ha dato della fisica aristotelica che è servita a smascherare le 'ipotesi occulte', utilizzate dai sostenitori della immobilità della Terra, rendendo ragionevole l'ipotesi copernicana che introduceva un nuovo modo di vedere le cose.
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Copyright
Tiziana Valtolina - 2002. www.geocities.com/feyerabend_geymonat |
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