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| 2.
Il caso Galileo |
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Vedi anche:
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Il
'caso Galileo' non serve a Feyerabend per sfidare gli storici della scienza
sul loro terreno, né, d'altra parte, "per tentare di confermare o di falsificare
una specifica metodologia o una determinata filosofia della scienza", come
hanno fatto gli epistemologi,
quanto per mostrare una serie di manchevolezze nella filosofia della
scienza professionale, per "distruggere l'idea stessa di un metodo"
e di una ragione considerati indispensabili quando si parla di concetti
scientifici. Da questo punto di vista la provocazione di Feyerabend agli
epistemologi delle scuole più svariate ha perfettamente senso, mentre non
ne avrebbe tentare, come vorrebbero alcuni filosofi della scienza, di cancellare
le 'irritanti' pagine di Feyerabend sulla scienza galileiana etichettandole
come semplice "idealismo stravagante". Così, nota P. Rossi (in P.K. Feyerabend.
Un ricordo e una riflessione, in "Atque", 10, 1994-'95), "non avremmo affatto
ripulito un vecchio ritratto da inutili croste, otterremmo solo un ritratto
irrimediabilmente impoverito", che ci renderebbe forse impossibile scoprire
come, in quali circostanze e in quali modi personali si sono raggiunti risultati
di grande rilievo nelle scienze. Una attenzione alla questione della presenza di interpretazioni naturali nella scienza, ed in particolare a quelle che Galileo riconobbe alla base della fisica aristotelica e di cui volle liberarsi, possono farci comprendere meglio il senso della polemica di Feyerabend contro il metodo scientifico. Alla discussione prenderà parte anche un filosofo della scienza come Geymonat che, sebbene abbia sempre mostrato di non sentirsi particolarmente vicino alla filosofia di Feyerabend, tuttavia per il 'caso Galileo' avanza idee, sotto alcuni aspetti, molto vicine a quelle feyerabendiane, ferme restando le conclusioni diverse cui esse lo portano. Ma per giungere a parlare di quelle "operazioni della mente che seguono da vicino i sensi", ossia le interpretazioni naturali (secondo la definizione data da Bacone, che Feyerabend accetta -anche se con delle riserve- e ripropone in Contro il metodo), è necessario iniziare almeno accennando al percorso che ha portato Feyerabend a concentrare su di esse il proprio interesse. Concetti come la pregnanza teorica dei fatti, la dipendenza contestuale dei termini e, quindi, l'incommensurabilità dei concetti fungono, infatti, da premesse dalle quali acquista senso parlare di classificazioni nascoste presenti entro ogni teoria scientifica.
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Copyright
Tiziana Valtolina - 2002. www.geocities.com/feyerabend_geymonat |
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