CONSIGLI DI SALUTE NATURALE, di Giuseppe Ugo Comaschi.
APPENDICE 12: VINO E LETTARATURA
Commenta Heideger:
<Il vino viene chiamato luce scura>. <Quel che il poeta vede è invece
un rilucere che appare radioso attraverso la propria oscurità. La luce scura
non nega la chiarezza, ma piuttosto l’eccesso di chiarore perché questo, quanto
più è chiaro, tanto più impedisce la vista. Il fuoco troppo ardente non solo
acceca l’occhio, ma l’eccessivo chiarore inghiotte anche tutte ciò che si
mostra ed è più scuro dello scuro>(1).
<Se non
esiste il vino, non esiste più nemmeno l’amore, né agli uomini resta alcuna
altra gioia>(2). <Dormono le pene,/quando nel banchetto divino/brilla lo
splendore dei grappoli:/nei conviti cinti di edera/il vino distende il suo
velo/sopra le menti degli uomini>(3).
NOTE:
1)(Heidegger,
citato, pg 142).
2)(Euripide, ct.,
pg 111).
3)(Euripide, ct,
pg 85).