CONSIGLI DI SALUTE NATURALE, di Giuseppe Ugo Comaschi.

 

 

Ci sfugge quel che si donava a noi,

lasciamo noi quanto avidi stringemmo.

Un bene esiste, ma noi lo ignoriamo:

o lo conosci, e non lo sai pregiare (Goethe)(1).

APPENDICE 13: CONSIDERAZIONI DI UN EPILETTICO

SaluteNaturale

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Con 2

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App 13.

L’epilessia nelle persone giovani viene rimossa per la maggiore da cambiamenti di aria, di paese e del modo di vita (Ippocrate).

 

 

Sono un malato di epilessia; parziale ammalato, ritengo.

Mal caduco, delirium tremens, malattia del comiziale, malattia degli dèi, da sempre l’umanità parlando di medicina e affrontando l’epilessia, dedica ad essa una posizione di rilievo. La malattia di Cicerone, Giulio Cesare, Dostojevskj  ha sempre avuto una parte rilevante in ogni esaustivo trattato di medicina, paradigmatica.

Periodicamente gli epilettici subiscono crisi psicofisiche che provocano sensi di svenimento, tendenze a cadere, forti convulsioni; nelle manifestazioni più cruente ricevono forti scosse alla testa; i morsi alla lingua e le rotture di denti che ne derivano, sono arginate ricorrendo a qualcosa di solido da mettere fra i denti. Non tutti gli ammalati, durante le crisi, rimangono consci. E’ chiaro, comunque - sofferenze a parte - che l’epilettico riceve una certa lucidità durante le scosse, che lo avvicina di più alle stelle e, forse, a Dio.

Viaggiare fa bene a chi scrive. Non rimanere sempre nelle stesse città è di aiuto. Il rumore del treno, il fatto di non essere sempre nello stesso luogo solleva l’animo.

Mi è capitato, di recente, di soggiornare un mese a Tallinn ed ivi studiare. La capitale estone è ricca di verde, di belle persone, di intelligenza ed anche di contrasti. I paesi baltici, da poco entrati nell’Unione Europea, sono piccole, amate realtà. Hanno raggiunto l’indipendenza - che già possedevano tra le due guerre - di recente.

Vantano tutte la presenza, al loro interno, di una minoranza russa. In Lituania i russi ed i polacchi non superano il 15% della popolazione. In Lettonia i russi e le altre minoranze linguistiche  sono attestate al 40-50%. Consistente è anche la minoranza russa in Estonia, che si aggira intorno al 30%.

Gli estoni appartengono al gruppo linguistico ungro-finnico. Sono cugini dei finlandesi e degli ungheresi. La Finlandia è molto vicina, dista solamente 3 ore di traghetto. La convivenza tra russi ed estoni non è facile; gli estoni d’altronde sono pochi di numero e sentono forte la presenza massiccia di un vicino considerato scomodo. Non sempre, comunque, le relazioni tra i due paesi sono scontrose. Sapevo, ad esempio, di petrolio venduto a poco prezzo dalla Russia ai baltici. Guardandoli, in ogni caso, sono molto simili; entrambe le minoranze vantano la larga presenza dei capelli biondi e di occhi blu tra i membri.

Anche se non sono biondo, da piccolo lo ero(2), stavo meglio in Estonia, la vita era più serena, meno stressante.

Purtroppo, nonostante il generale benessere, avevo il doppio di crisi epilettiche. Un giorno, in biblioteca, nella sala informatica dove mi connettevo ad internet - sala piuttosto piccola, angusta, priva di finestre sull’esterno - mi sono deciso: trasferirmi in un luogo più salubre.

Un piano sopra - luce e vetrate erano maggiori - stavo meglio. In ogni caso, più le persone affluivano, meno aria riuscivo a respirare e più soffrivo. Presi un’altra decisione, spostarmi nella sala a fianco, ove banchi e lettori erano minori. Le cose, lì, andavano bene. Straordinario, comunque, era un fatto: non appena si sedeva al mio fianco una bella bionda, lo studio procedeva meglio; se una bionda si interponeva fra me ed una particolare direzione, stavo ottimamente (un giorno a Tallinn ho visto la piazza presidiata da donne Rom: sono stato benissimo anche in quella occasione).

Dopo l’Estonia sono stato in Finlandia. A giugno ho visitato a piedi ed in autostop un bellissimo lago. Gli zaini pesavano molto, eppure, fatte le debite proporzioni, in mezzo ai parchi naturali, al verde, ai laghi, agli animali, stavo benissimo. Non mi era capitato altrettanto, nelle due brevi, precedenti esperienze in Finlandia, tutte invernali. Camminare in mezzo al ghiaccio e al freddo deve aver pesato di più. L’afa di Milano, comunque, è molto più deleteria. Talvolta, in agosto, all’ombra, raggiunto da un semplice raggio di sole, subisco crisi(3). Anche in Estonia, quando faceva molto caldo ne risentivo. Il fresco, il vento freddo - non le nubi cariche di pioggia - aiutavano.

In ogni caso, immerso nel verde di Finlandia, camminando 10 chilometri al giorno con gli zaini, sotto il sole come sotto le nubi, stavo benone. Più mi avvicinavo ai laghi - sarà per l’aria o per la vicinanza dei pesci (mia madre è di quel segno) - meglio mi sentivo.

Cercavo, la notte, di dormire sempre in riva agli specchi d’acqua. C’erano una marea di zanzare. Lo sapevo già, me ne avevano parlato amici. Zanzare stupide, pensavo; le sentivo arrivare, tiravo uno schiaffo e subito ne colpivo una(4).

I viaggi aiutano molto a comprendere il mio stato di epilettico. In Finlandia, in Estonia, Russia, Austria od Italia, se davo le spalle al nord stavo meglio. Rivengono in mente le considerazioni di Umberto Eco sul magnetismo: il nord è ricco di giacimenti di ferro non solo di bionde, pensavo; mi fanno male le leghe.

L’esperienza più prolifica che ho fatto viaggiando è stata di rendermi conto che spesso gli animali segnalano pericoli. Gli uccellini ed i colombi mi aiutano in modo particolare(5).

 

 

 

 

NOTE:

1)(Goethe W.,  Torquato Tasso, III, 2).

 

 

 

 

 

 

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