CONSIGLI DI SALUTE NATURALE, di Giuseppe Ugo Comaschi.
Un giocatore si
giudica dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia (De Gregari F.).
CONSIGLIO 11: SPORT
Lo sport dà notevolissimi contributi alla salute.
Anche guardarlo quando si è ammalati giova molto. Spesso nei labirinti della
nostra vita, siamo costretti a muoverci come giocatori di basket o di calcio su
di un campo; imparare le mosse fa assai bene.
Praticare sport è
utile per la prevenzione; lo si deve praticare ogni giorno per rimanere in
forma, respirare meglio, far ben circolare il sangue nelle vene. Abbiamo la necessità,
altresì - soprattutto ammalati e impossibilitati di farlo - di vederlo
praticare.
Prendo ad esempio il calcio.
Una squadra è composta da una rosa di 11
titolari più 5, 10 riserve(1). L’allenatore viene considerato il 12
giocatore; da sempre si dibatte sulla sua rilevanza (10%?).
Meno risaputa e studiata è l’importanza della dirigenza.
Un presidente ricco può comprare ottimi atleti, uno intelligente scegliere il
meglio per le sue possibilità. Trascurati spesso, ma pur sempre incidenti,
sono: massaggiatore, magazziniere, preparatore sportivo, medico.
Un ruolo a sé occupa il pubblico dei tifosi,
che forma con la dirigenza e lo staff tecnico, l’“ambiente” della
squadra. Un giocatore inserito in un contesto valido, riesce ad esprimersi al
meglio; in luoghi ostili, se tira aria di crisi, il giocatore non rende
bene(2).
E’ risaputo che le squadre in casa giocano meglio.
All’esterno, lontani dai sostenitori, in mezzo a tanti avversari, i
giocatori perdono un 20% di lucidità(3).
Un elemento spesso trascurato, nelle analisi di
gioco, è il mezzo televisivo. Molte partite - quasi tutte le più
importanti - si disputano con la presenza di telespettatori che in diretta
seguono l’evento.
I tifosi della squadra in trasferta, che non sono
riescono a seguire in diretta l’evento, costituiscono la parte principale dei
telespettatori; molti supporters della squadra
interna, infatti, sono allo stadio. Se ci fate caso, noterete spesso i
giocatori esterni orientarsi, più degli avversari, verso le telecamere. La cosa
sorprendente è osservare la punta della suddetta squadra; abitualmente il
regista, per dare la possibilità al telespettatore di osservare il gioco, segue
il suo movimento col pallone, inquadrando lui e una buona fetta di campo.
Quando l’immagine, di colpo, si sposta su un primo piano della punta, il
giocatore perde un 10% di lucidità. Abituato a ricevere energie negative -
urla, disturbi - dagli spalti nemici e positive dalle telecamere, non sentendo
più il suo pubblico, va incontro ad errori(4).
Come si è visto per gli ammalati, anche per i
giocatori è importante pensare che l’avversario non rappresenta un forte
ostacolo. L’atleta deve provare a far girare la palla sereno, evitando le
provocazioni nemiche. Deve, in certi frangenti, astrarre, riorientare
i propri sensi, al fine di percepire alle spalle, non le bandiere e i
disturbi nemici, ma gli amici.
*
Due parole meritano gli scacchi. Giocarvi è
soprattutto un problema mentale; lo si fa in particolare con la testa e
con il cuore. Le facoltà intellettuali, però, insieme a quelle emotive e
passionali - che pure incidono - non sono riconducibili al solo cervello. I
giocatori, inoltre, hanno il problema di percepire i pezzi, di muoverli.
La scacchiera, di
per sé, è un oggetto che poco si presta a far vedere chiare le cose(5); insieme
alle pressione psicologiche dell’avversario, crea spesso illusioni che
inevitabilmente incidono nella partita.
I pezzi, per il neofita, sembrano avere particolari
qualità, poteri. Ogni buon manuale segnala che più di tutti vale la ragina, seguono le torri ecc… Lo
studio approfondito del gioco mostra, però, che il valore dei pezzi è relativo,
varia da momento a momento e dipende dal contesto in cui sono inseriti.
Giocando bisogna imparare a decriptare la realtà fuori dalle illusioni,
dagli schemi comuni con i quali spesso la si confonde. Una regina chiusa può
valere quanto un pedone, in alcune fasi della partita; un pedone avanzato,
quasi quanto una torre.
Molti, d’altronde, sono i fattori che possono
influire nel gioco; componente fondamentale, ovviamente, sono i giocatori,
seguono il pubblico, il luogo, gli animali, i vegetali, le stelle(6), ecc…
NOTE:
1)L’evoluzione
del gioco ha raggiunto un punto tale da consentire di affermare, per essere più
precisi, la presenza di 13-15 giocatori titolari per squadra, che si alternano
nei vari impegni, più una serie di riserve.
2)Vedi Appendice.
3)Vedi
Appendice.
4)Vedi
Appendice.
5)Non a
caso i grandi giocatori si segnano su un foglietto le mosse.
6)Stando a stretto contatto di mente, in genere,
gli avversari si condizionano vicendevolmente.