CONSIGLI DI SALUTE NATURALE, di Giuseppe Ugo Comaschi.

 

 

Poiché là dove l’amor si risveglia, muore

Questo despota oscuro che è l’Io (Muhammad ibn Muhamma)(1).

CONSIGLIO 4: AMORE                                                

SaluteNaturale

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Se un tuo parente soffre di un male grave tieni a mente che l’amore è la migliore medicina.

 

 

La citazione d’apertura consente di ben introdurre l’importanza dell’amore a fini terapeutici. Abbiamo non solo la necessità, quando stiamo male, di essere amati, ma anche quella di amare noi stessi e gli altri.

E’ molto importante, anzitutto, essere amati quando si soffre. In questo modo, si ha la possibilità di constatare, intorno, l’affetto dei cari.

Non sempre, però, le persone vicine sono all’altezza della situazione. Difficile è far presente, soprattutto, che le incomprensioni con gli ammalati sono l’effetto, spesso, delle difficili pressioni in cui il malato e i suoi cari versano(2). Il male, d’altronde, crea una cortina fumogena all’interno della cerchia familiare e nei vicini, che rende difficile la vita a tutti. E’ il cancro che agisce così, che cancella, come l’aids, alcuni files del sistema operativo, obnubilando la mente e creando confusione. Non a caso, di frequente, il male, dopo essere stato contratto da un individuo, colpisce un prossimo dello stesso(3).

Capita, in ogni caso, che là dove gli uomini non possano - perché pure essi interessati dal male - o non vogliano arrivare, là arrivino animali e vegetali. Il malato di aids, osteggiato, respinto dalla società - un singolo può riscontrare difficoltà, la società, invece, ha moltissime strutture - sa bene che il suo cane non lo lascerà mai. Mentre alcuni individui, spesso per naturale paura, ci toglieranno il saluto, rifiuteranno aiuti, gli animali che ci amano - in genere gli animali e i vegetali tutti - un sorriso non lo negheranno. E’ questa - principale ma non unica - la ragione per cui invito tutti gli ammallati a mangiare il meno possibile carne(4).

Non bisogna perdere di vista, in ogni caso, che è il malato stesso a dover reagire psicologicamente, mettendo in moto meccanismi che consentano di risparmiare energie per uscire dal vortice che lo interessa. E’ importante, lo ribadisco, che il malato continui a ricevere, oltre alle medicine, l’affetto dei cari ed i consigli utili per reagire(5).

 

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E’ molto difficile spiegare ad un ammalato - la cosa può apparire addirittura crudele se riferita a quanti troppo spesso si sentono respinti per essere sieropositivi - l’importanza che lui stesso continui ad amare sé medesimo e gli altri. Purtroppo questa è un’altra necessità, un’altra medicina importante cui rimanere attaccati(6).

 

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L’amore, d’altronde, è la forza più potente a disposizione dell’uomo, l’ingrediente primo per la costruzione di qualsiasi grande opera. Ricordo - per chiarire l’idea - che nel Medio Evo, soprattutto, le Cattedrali furono realizzate per mezzo della Fede e dell’amore in Cristo(7). Questa è la ragione per cui - non solo lo studio del magnetismo, per dare al luogo sacro la posizione più appropriata - la Cattedrale di Colonia riuscì a resistere ai bombardamenti alleati. Ragione che fa riflettere anche intorno alle Piramidi in Egitto, costruite ricorrendo non alla solo forza degli schiavi. Energie mentali consistenti, telepatiche e non, erano al servizio dei faraoni - si legga a questo proposito “Il Pendolo di Foucault” - i quali, non viziati da strumenti della tecnica(8), vi ricorrevano per sopperire ai massacranti lavori del caso.

 

 

 

 

NOTE:

1)Gialal ad-din Rumi, citato da Freud.

2)Vuoi come causa generante del male, vuoi come conseguenza inevitabile dello stesso.

3)<Quello lì è in lutto e quali mai follie non dice e non fa> (Erasmo da Rotterdam, Elogio della Follia)..

4)Le medicine sono importanti, le visite specialistiche pure, i luminari altrettanto: mai perdere di vista, però, che non è bene mangiare carne di animali se in particolare sono loro stessi a starci vicino. Viene in mente: <Il sacerdote voleva sacrificare la capra agli dei>. Dice la capra al sacerdote: <Dopo 499 volte>, <questa volta rinascerò come essere umano>. <Perchè piangi> allora, chiede il sacerdota all’animale? <500 vite fa anch’io ero un sacerdote che sacrificava capre>. Questo è l’insegnamento che si può trarre: <Nessun essere vivente dev’essere mai sacrificato> (Da “Il Piccolo Buddha”, film di Bertolucci B.).

5)Gli insegnamenti possono risultare difficili da impartire: il male può aver attecchito anche su quei canali di dialogo e creato forti incomprensioni. I luoghi comuni della vita, d’altronde - anche qui i parenti prendono granchi - possono non farci ritenere all’altezza di svolgere, in una logica positiva per i nostri cari, un ruolo determinante nell’evoluzione della malattia. Il problema delle difficoltà che si incontrano insegnando viene ben illustrato da un passo del Faust: <Tanto quel che sai di meglio\Non puoi dirlo ai tuoi alunni> (Faust, I, Scena dello Studio. ex Freud, Op, volume 11, 12).

6)Per approfondire la tematica e affrontare l’argomento dei patemi d’amore, vedi Appendice al Consiglio,.

7)Quello stesso che ha fatto muovere le braccia di migliaia di uomini.

8)Gli egizi, è risaputo, riuscivano a vedere ad occhio nudo stelle che gli uomini contemporanei, viziati dagli strumenti della tecnica, percepiscono solo attraverso l’utilizzo di potenti cannocchiali. <”L’uomo possiede doti latenti di sensitività che sono state soffocate dai moderni sistemi di comunicazione?”> (Lawrence, ex Tompkins P. e Bird C., La Vita Segreta delle Piante,  pg 66).

 

 

 

 

 

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