CONSIGLI DI SALUTE NATURALE, di Giuseppe Ugo Comaschi.

 

 

E’ questa la bellezza della verità: dev’essere scoperta istante per istante, non può essere ricordata. (..) Dev’essere scoperta istante per istante perché è vita, non è mai la stessa; e tuttavia, ogni volta che la scoprite, è la stessa di sempre (Krishnamurti J.)(1).

APPENDICE 9: IL PROBLEMA DELLA VERITA’              

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        Se più sei informato, meno granchi prendi e più riesci a prevenire la malattia, la questione di cosa sia la verità risulta centrale.

Dove può essere ricercata la verità?

La realtà, ovviamente, si assume diversamente se si crede in Dio, se si crede nello stesso come causa, fattore, motore principale di tante belle o brutte cose oppure non si crede in nulla.

Per affrontare, in breve, una problematica così vasta e interessante, è bene iniziare dalla ‘porta di servizio’.

<Se il tempo trova il suo senso nell’eternità> - scrive Heidegger ne “Il Concetto di Tempo”(2) - <se Dio fosse l’eternità>, <allora deve essere compreso dal punto di vista di quest’ultima>, <allora la modalità suggerita per la considerazione del tempo dovrebbe rimanere nell’aporia fino a che essa non sa di Dio>. <Il filosofo non ha fede. Se il filosofo domanda del tempo, egli è risoluto a comprendere il tempo a partire dal tempo(3)>.

Per Platone e per il fedele in generale, Dio stesso è la <verità e la verità è Divina>(4) ed è <la vera idea di Dio> che <dà la vera comprensione della Vita e dell’Amore>(5).

<”La scienza non può essere vera perché nega Dio”> controbatte Nietzsche? <E se Dio non fosse la verità, e questo appunto fosse provato?>(6)

Metodo intellettuale o esercizio spirituale a parte, <gli interrogativi ai quali ci aspettiamo di aver risposta dalle religioni> e dalle grandi filosofie di vita, riguardano <questioni esistenziali determinanti>(7). Talete, però, parlando di aspetti determinanti della vita, riteneva che elemento fondamentale dell’esistenza fosse l’acqua. I pitagorici si basano sui numeri; Sant’Agostino stesso li considera <incorruttibili> ed anche <Boezio sostiene che “la conoscenza passa attraverso”> essi(8).

Come orientarsi, quindi, in una congerie del genere e per di più a fini di Salute Naturale?

Geymonat, nella sua Storia del Pensiero Filosofico scrive: <La sapienza, intesa come perfetta trasparenza di tutto il mondo all’uomo, restava> - all’epoca di Alcmeone - <ormai solo una proprietà degli dei. In termini di metodo scientifico, la sapienza doveva allora venir sostituita dall’indagine, la rivelazione dalla congettura, l’osservazione e le analogie che essa sembrava offrire dovevano essere integrate dal metodo dell’indizio e della prova>(9).

Aristotele - che del pensiero filosofico antico, con la sua logica, fu il grande riorganizzatore - sosteneva: <Tutti gli uomini per natura tendono al sapere>(10). <Gli animali sono naturalmente forniti di sensazioni>; in genere <vivono con immagini sensibili e con ricordi e poco partecipano dell’esperienza>. <Il genere  umano, invece,  vive anche d’arte e ragionamenti>. <L’esperienza deriva dalla memoria>(11). La sapienza consiste <nella ricerca delle cause prime e dei principi>. <Col nome di sapienza tutti intendono la ricerca delle cause prime e dei principi>(12). <La più elevata delle scienze> è quella che <conosce il fine per cui viene fatta ogni cosa>(13).

Ma cosa sia esattamente la conoscenza, la sapienza, la saggezza, in ogni caso, non è chiaro nemmeno agli autori classici. Eraclito sostiene <che c’è una sola cosa saggia: conoscere il pensiero che può governare l’universo>. <Platone oppone la sensazione, conoscenza del corpo, alla scienza, conoscenza dell’anima>(14). In Aristotele, come già detto, <tutti gli uomini per natura tendono al sapere> e la sapienza consiste <nella ricerca delle cause prime e dei principi>(15).

Complesso e interessantissimo risulta, ovviamente, il giudizio di Nietzsche: <Non a torto è stato detto: “Dov’è il vostro tesoro, là è anche il vostro cuore”; il nostro tesoro è la dove sono gli alveari della nostra conoscenza>(16).

Ma chi siamo noi, cosa ci governa o regge, dove tendiamo; cosa significa con esattezza il sapere, nel giudizio del medesimo? <Le nostre conoscenze più elevate risultano inevitabilmente> <come delle follie, in talune circostanze come delitti, allorché vengono indebitamente all’orecchio di coloro che non sono strutturati né predestinati per cose siffatte>(17).

<Che cos’è che solo può essere conoscenza>, in ogni caso? <“Interpretazione”, posizione di un senso - non “spiegazione”>. <Non ci sono fatti, tutto è fluido, inafferrabile, cedevole>. <Solo alla fine della conoscenza di tutte le cose, l’uomo avrà conosciuto se stesso. Le cose infatti sono soltanto i limiti dell’uomo>(18); <Ciò che dura di più sono ancora le nostre opinioni>(19).

<Sinistra è l’esistenza umana ed ancor sempre priva di senso>(20), scrive ancora Nietzsche. <Un poco di ragione, certo, un germe di saggezza, sparso tra stella e stelle> esiste. <Ma proprio per amore di follia la saggezza si trova mescolata a tutte le cose!>(21).

D’altronde, <donde è nata la logica nella testa dell’uomo? Dalla non logica, il regno del quale, originariamente, dev’essere stato immenso>. <Ma l’inclinazione prevalente a trattare il simile come uguale, un’inclinazione illogica – perché nulla di uguale esiste – ha creato in principio tutti i fondamenti della logica. Similmente, perché nascesse il concetto di sostanza> <non si dovette per lungo tempo né vedere né sentire il permutarsi delle cose>(22).

<Non possiamo né sbagliare singolarmente né cogliere singolarmente la verità(23). Con la necessità, invece, con cui un albero produce i suoi frutti, crescono da noi i nostri pensieri, i nostri valori, i nostri sì e i nostri no, i nostri se e i nostri forse – in un rapporto di affinità e di reciproca integrale corrispondenza, testimonianze, tutti, di un’unica volontà, di un’unica salute, di un unico regno terrestre, di un’unica sede. - Forse che a voi piacciono questi nostri frutti? - Ma che importa di ciò agli alberi! Che importa di ciò a noi, a noi filosofi!>.

In ogni caso, <l’ordine astrale in cui viviamo è un’eccezione; quest’ordine e la considerevole durata, di cui è la condizione, hanno reso nuovamente possibile l’eccezione, delle eccezioni; la formazione dell’organico. Il carattere complessivo del mondo è invece caos per tutta l’eternità, non nel senso di difetto di necessità, ma di un difetto di ordine, articolazione, forma, bellezza sapienza, e di tutti quanto sia espressione delle nostre estetiche nature umane>(24).

Quindi, per il filosofo, <per quale ragione mai il mondo, che in qualche maniera ci concerne, - non potrebbe essere una finzione?>(25) <Il cosiddetto mondo meccanicistico (o “materiale”)? Non già – voglio dire – come un’illusione, un’”apparenza”, una “rappresentazione” (nel senso di Berkeley e di Schopenhauer), bensì come qualcosa avente lo stesso grado di realtà dei nostri stessi affetti>(26).

<Fin da tempo immemorabile noi siamo abituati alla menzogna>(27), scrive ancora. <In cinque o sei cervelli comincia forse oggi ad albeggiare il pensiero che anche la fisica sia soltanto una interpretazione del mondo e un ordine imposto ad esso>; <non già una spiegazione del mondo>(28).

 

 

NOTE:

1)(Krishnamurti J., Una Scuola per la vita).

2)<”Il tempo è l’immagine dell’eternità”>, scrive Plotino (I,V,7); <”Il tempo è la causa di tutte le cose”>, sostiene Periandro (Apophtegemes, 11) (Gobry I., citato, pg 46).

3)(Heidegger M., Che cos’è Metafisica). Continua Heidegger: <Il tempo si incontra anzitutto in ciò che è mutevole; il mutamento è nel tempo>.

In effetti, anche per Benedetto Croce la teologia è  un filosofare non libero, condizionato dalla esistenza di Dio, dalla fede in Dio.

4)<La filosofia ha come obiettivo ultimo il raggiungimento della verità. Il filosofo, secondo Platone, è “amante dell’Essere e della Verità”> (Gobry I, citato, pg 12). Ricordo Nietzsche: <”Ma perché poi verità a tutti i costi?”> (Nietzsche F.,). <“Che cos’è propriamente quel che io faccio? E che cosa, precisamente, io voglio con tutto ciò” – è questo il problema della verità> (Nietzsche F. Aurora, pg 141).

5)(Mary Baker Eddy, Scienza e Salute, 323).

6)(Nietzsche F. Aurora, pg 68). La problematica è ampia ed affascinante, gli approfondimenti da fare tanti. Riporto a fini esausitivi il seguente passo di Momigliano: <Gli storici della Chiesa come istituzione terrena devono fare i conti con la difficoltà di descrivere senza l’aiuto di un credo qualcosa che esiste grazie all’aiuto di un credo> (Le Radici Classiche della Storiografia Moderna). Ricordo anche il pensiero di Giovanni Paolo II: <A Betlemme cercavano il Bambino Gesù, una volta giunti davanti a Lui, l'intelligenza ebbe bisogno della Fede per riconoscere in quell'umile Figlio dell'uomo l'atteso Messia promesso dai Profeti lungo l'Antico Testamento> (Wojtyla K., I Giorni del Silenzio, 05/03/05).

7)(Essenza dell’uomo, Bourgeaut Guy, Daisaku Ikeda, René S..).

8)(Mondo dello Yoga, M Scaffidi Abate).

9)(Geymonat, Storia del Pensiero Filosofico). In effetti, all’epoca di Empedocle, come al giorno d’oggi, <nel suo presentarsi alla nostra osservazione, la realtà appare indefinitamente diversa eppure connessa da ritmi, da cicli, da permanenze che ne formano la struttura unitaria; così come appare per l’organismo vivente, mutevole eppure uno, la realtà appare un tessuto variegato di poche sostanze semplici, un divenire scandito dal ciclo delle stagioni, della generazione, degli astri>.

10)<Segno ne è>, continua Aristotele, <l’amore per le sensazioni> (Aristotele, Metafisica, 1,1).

11)<L’esperienza è conoscenza dei particolari, mentre l’arte degli universali> (Aristotele, Metafisica, 1,1).

12)(Aristotele, Metafisica, 1,1).

13)(Aristotele, Metafisica, 1,2). <In generale, nella natura, il fine è il sommo bene>. <Gli uomini hanno cominciato a filosofare> <a causa della meraviglia>.

14)(Gobry I. a cura di, Vocabolario Greco della Filosofia, pg 9).

15)La conoscenza di Lui non si ottiene né per mezzo della scienza, né per mezzo del pensiero, come per gli altri oggetti dell’Intelligenza, ma per mezzo di una presenza che vale più della scienza>, commenta Plotino (Enneadi, VI 9, 4, 1-3).<“Beato chi conosce i sacri misteri” – predicano le baccanti – perché “la sapienza non è il sapere”, non è “la saggezza scoperta da menti sottili”> scrive Guidorizzi in un’introduzione a “Le Baccanti” (Euripide, Baccanti, pg 18). 

In chiave moderna, comunque, il pensiero di Platone e di Aristotele viene così reinterpretato da Dilthey: <Le scienze della natura> <hanno ad oggetto una realtà consistente in fenomeni osservabili ed esterni all’uomo e sono pertanto indirizzate ad offrire una spiegazione di tali fenomeni, collegati da nessi di causalità. Le scienze dello spirito hanno ad oggetto una realtà che l’uomo stesso costruisce, vive con la propria esperienza diretta e, cosa non meno importante, esprime comunicandola socialmente> (Dilthey W, ex Ferrari, Lineamenti di sociologia del diritto, 38). <Nelle scienze della natura domina la legge dei mutamenti, mentre nel mondo spirituale, partendo dalla persona singola fino all’umanità intera, domina la comprensione dell’individualità, insieme al procedimento comparativo che cerca di ordinare concettualmente questa molteplicità individuale> (Dilthey, citato).

Cerco di approfondire in Nota l'argomento. Scrive Nietzsche, alcuni suoi concetti introducono bene l'argomento: <La parola greca che designa il “sapiente” si connette etimologicamente a sapio, io gusto a sapiens, colui che gusta, a sisyphos, l’uomo dal gusto più raffinato> (Nietzsche F., La Filosofia nell'Epoca Tragica dei Greci, pg 155). Il filosofo, già nei suoi primi scritti, commentava: <Per  la considerazione empirica è anzi fuori discussione che l’attività del rappresentare non sia causa sui, bensì un effetto del cervello> (Nietzsche F., citato, pg 208); <In base al criterio della percezione esatta, cioè in base a un criterio che non esiste> (Nietzsche F., citato, pg 237).

<Siamo ciò che facciamo ripetutamente. L'eccellenza, allora, non è un'azione, ma un'abitudine... Parlando di virtù umana o di eccellenza non intendiamo quella del corpo, bensì quella della mente e, per felicità, intendiamo l'attività della mente> (Aristotele, ex Marinoff L., Le Pillole di Aristotele, pg 295). <L'opera di un uomo si ottiene sono in accordo con la saggezza pratica e con la virtù morale; la virtù ci fa mirare al segno giusto, e la saggezza pratica ci fa scegliere i mezzi giusti> (Aristotele, ex Marinoff L., Le Pillole di Aristotele, pg 379).

16)(Nietzsche F., Genealogia della Morale, pg 3).

17)(Nietzsche F.).

18)(Nietzsche F.). <Dove sta l’albero della conoscenza c’è sempre il paradiso> (Nietzsche F.).

19)(Nietzsche F., La Volontà di Potenza, pg 334). <L’opinione è una conoscenza relativa, sia nel suo oggetto, che è sottomesso al divenire e all’illusione, sia nel suo soggetto, che non ne ha una completa certezza> (Gobry, citato, pg 57).

20)(Nietzsche F, Così Parlò Zarathustra, pg 14).

21)(Nietzsche F, Così Parlò Zarathustra, pg 201). 

22)(Nietzsche F., La Gaia Scienza, pg 121).

23)Non abbiamo appunto nessun organo per il conoscere, per la “verità”> (Nietzsche F., La Gaia Scienza, pg 223).

24)(Nietzsche F., Aurora, pg 117).

25)(Nietzsche F., Al di là del Bene e del Male, pg 42). <Che la verità abbia maggior valore dell’apparenza, non è nulla più che un pregiudizio morale> (Nietzsche F.).

26)(Nietzsche F., Al di là del Bene e del Male, pg 43). <Tutto ciò che è profondo ama la maschera; le cose più profonde hanno per l’immagine e l’allegoria perfino dell’odio. Non dovrebbe essere soprattutto l’antitesi il giusto travestimento con cui incede il pudore di un dio?> <Dietro una maschera non c’è soltanto fraudolenza – c’è molta bontà nell’astuzia> (Nietzsche F., Al di là del Bene e del Male, pg  46).

27)(Nietzsche F., Al di là del Bene e del Male, pg 91). Non apprezzo questo giudizio di Nietzsche, esteso alla Fede. Sembra che a livello di scienza ed epistemologia, molte sue idee siano corrette ed abbiano larga diffusione. 

28)(Nietzsche F.).

 

 

 

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