CONSIGLI DI SALUTE NATURALE, di Giuseppe Ugo Comaschi.
Tu guardi le stelle, mia stella.
Deh, fossi io il cielo, e te
con gli occhi di tutte le stelle
potessi guardare (Attribuito a Platone)(1).
APPENDICE 3: I SENSI
A
proposito di utilizzo dei sensi di Eraclito leggo: <Sono dei cattivi
testimoni per gli uomini gli occhi e le orecchie quando le anime sono
barbare>.
<E’
necessario staccarsi da queste cose e non guardar più, ma mutando la vista
corporea con un’altra ridestare quelle facoltà che ognuno possiede, ma che
pochi adoperano>(2).
Viene
in mente anche Nietzsche: <Se avessimo la vista cento volte più acuta per
quel che ci è vicino, l’uomo ci apparirebbe enormemente alto>. Quanto segue
lo propongo come provocazione: <Le abitudini dei nostri sensi ci hanno
irretiti nella frode e nell’inganno della sensazione: questi sono ancora una
volta i fondamenti “di tutti i nostri giudizi e di tutte le nostre conoscenze”
- non esiste assolutamente scampo, né alcuuna strada per scivolare e
sgattaiolare via nel mondo reale!>(3).
Ricordo
similmente Bloch: <Il nostro stesso essere uomini rappresenta solo una forma
inautentica che per il momento è da considerare
provvisoria. Non possediamo organi per l’Io o il Noi, ma ci troviamo nel punto
cieco, nella tenebra dell’attimo vissuto, nella tenebra che è la nostra
propria tenebra, il nostro incognito, la nostra maschera, il nostro
oblio>(4).
NOTE:
1)(Attribuito a
Platone, ex Saffo ed altri Poeti Lirici, pg 127).
2)(Plotino, Enneadi,I 6, 8).
3)(Aurora, pg 89). <Attraverso
l’abitudine del vedere comodamente il nervo ottico viene a ottundersi in tale
misura, da riconoscere orma lo stimolo e i rapporti dei colori e delle
forme come dietro n velo13>
(Nietzsche F., La Filosofia nell’Epoca Tragica dei Greci, p.13).
4)(Bloch E., Lo Spirito dell’Utopia).