CONSIGLI DI SALUTE NATURALE, di Giuseppe
Ugo Comaschi.
L’ignoranza assoluta
non è mai un male pauroso o violento, e nemmeno molto grande, mentre la molta
conoscenza e il molto sapere malamente appresi costituiscono un danno molto
maggiore (Platone)(1).
APPENDICE 3: PREVENZIONE DIVERSA
Anche in questo capitolo non è stato possibile dedicare
attenzioni a provocazioni e teorie particolari. Ho già chiarito che nascere e
crescere, invecchiare soprattutto, contengono in sé il processo naturale della
futura morte. Vivere, però, non significa morire lentamente. Nell’esempio della
caduta in bicicletta ho evidenziato ciò che in molti casi della vita risulta
chiaro: sbagliando si impara. Anche nello stato di ammalati, abbiamo la
possibilità di fare esperienze positive, costruttive. Illustro la posizione di
Nietzsche, al riguardo: <Quando fui quasi finito e per il fatto che
ero quasi finito, comincia a riflettere su questa irragionevolezza alla base
della mia vita – l’”idealismo”. Solo la malattia riuscì a portarmi alla
ragione>(2); <Il dolore si pone sempre il problema della causa, mentre il
piacere tende ad arrestarsi a se stesso e a non guardarsi indietro>(3);
<Se è possibile fare a meno della
malattia, anche per lo sviluppo della nostra virtù, e se specialmente la nostra
sete di conoscenza e di autoconoscenza abbia tanto bisogno dell’anima malata
quanto ne ha di quella sana: insomma, se l’esclusiva volontà di salute non sia
pregiudizio, una viltà e forse un residuo della più squisita barbarie ed
arretratezza>(4); <Io vi dico: bisogna avere ancore un caos dentro di sé
per partorire una stella danzante. Io vi
dico: voi avete ancora del caos dentro di voi>(5).
NOTE:
1)(Leggi, 5, 726).
2)(Nietzsche F., Ecce Homo, pg 39).
3)(La Gaia Scienza, pg 46).
4)(La Gaia Scienza, pg 126).
5)(Nietzsche, Così Parlò Zarathustra, pg 11).