CONSIGLI DI SALUTE NATURALE, di Giuseppe Ugo Comaschi.

 

 

APPENDICE 9: LE OBIEZIONI A SOCRATE               

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Le prime obiezioni a Socrate sono quelle comparse nella nota alla citazione di apertura. Socrate è il padre del razionalismo moderno. La sua logica non è infallibile. Se una critica si può muovere al suo modo di argomentare, la maggiore, per l’appunto, è quella di essere la sua razionalità un poco astratta.

        Talvolta sembrerebbero calzare, a Socrate, le frasi con le quali il fratello di Eutidemo introduce Eutidemo stesso: <Qualunque cosa egli risponda, è, sarà redarguito>(1); <Gli gira una domanda doppia sullo stesso punto>(2).

Il rilievo mosso a Socrate direttamente è il seguente: <Perché Socrate faccia il suo solito gioco, di non rispondere lui direttamente, ma di attaccarsi alla risposta che venga data da un altro, e di confutarla>(3).

        La critica maggiore al filosofo emerge nel seguente passo del Gorgia: <La natura e la legge sono, nella maggior parte dei casi, in contrasto l'una con l’altra. Pertanto se uno ha vergogna e non osa dire quello che pensa, cade necessariamente in contraddizione. Tu hai capito perfettamente questo segreto e lo usi come un trucco per barare quando discuti con gli altri, orientando le tue domande sul piano della natura, qualora uno parli in base alla legge, e su quello della legge, qualora l'altro si muova sul piano della natura. E' proprio questo che è capitato poco fa a proposito del commettere l'ingiustizia del subirla: mentre (..) parlava di ciò che è brutto sul piano della legge, tu proseguivi il discorso come se lui avesse parlato secondo la natura>. <Coloro che hanno stabilito le leggi sono gli uomini deboli e la massa. Per se stessi e per il proprio tornaconto>, <per spaventare gli uomini più forti, qualli capaci di emergere>. <Ma la natura stessa, a mio parere, ci mostra che è giusto che chi vale di più abbia la meglio su chi è più forte su chi è più debole>. <In virtù di quale diritto Serse mosse contro l'Ellade?>.<Tutte queste persone, a mio parere, agiscono in base alla natura del diritto e, per Zeus, in base alla legge della natura, non certo a quella stabilita da noi>. Viene ricordato un passo di Pindaro: <"La legge, regina di tutti\mortali e immortali...muove, giustificandola, somma violenza\con mano possente”>. <I filosofi non sono esperti delle leggi che vigono nelle città nè delle parole a cui bisogna ricorrere nei rapporti con gli uomini, sia che questi rapporti siano pubblici sia che siano privati; essi non sanno niente dei piaceri e delle passioni umane>, <sono del tutto inesperti del modo di comportarsi degli uomini>. <Come può essere sapienza, Socrate, quest'arte che, prendendo un uomo di buona natura, lo rende peggiore, incapace di soccorrersi, di salvare dai più grandi pericoli>. <Esercita piuttosto la Musa della concrettezza e dedicati alla attività in seguito a cui tu possa acquisire la fama di uomo saggio>(4).

 

 

NOTE:

1)(Platone, Eutidemo, 275).

2)(Platone, Eutidemo).

3)(Platone, Repubblica, 1, 11).  <Sei un bel sicofante, Socrate>. <Così chi si sbaglia sui malati lo chiami tu medico proprio per questo suo errore?>

4)(Platone, Gorgia).

 

 

 

 

 

 

 

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