CONSIGLI DI SALUTE NATURALE, di Giuseppe
Ugo Comaschi.
Il rischio è senza dubbio maggiore nell'acquisto delle cognizioni che in
quello dei cibi (Platone)(1).
APPENDICE 9: PLATONE E LA SALUTE NATURALE
Nel pensiero platonico
molta importanza assume il problema della corretta informazione e
dell'ignoranza.
Aristofane
accusava Socrate di vivere fra le nuvole, immerso in pensieri astratti.
Condivido in parte questa opinione. Nessuno compirebbe azioni sbagliate se
fosse consapevole dei danni che ne derivano, scrive Platone. Purtroppo
politicamente, sociologicamente, il discorso non sempre regge. Spesso, la
possibilità di farla franca, incentiva il compimento delle azioni moralmente
riprovevoli.
In
termini di salute le posizioni del filosofo sono più convincenti. Rammento
quanto da me asserito a proposito di fumo: fumare è anche un problema mentale,
alcuni, a mio giudizio, lo fanno perché ammalati, anche perché ne ignorano o
sottovalutano le conseguenze.
Dopo
questa breve premessa, riporto interessanti passi di Platone:
a)<Richiamare
alla ragione>(2);
b)<L'assurdo
sorge nella coscienza di tutti dall'ignoranza>(3).
c)<Il diverso è in
quanto partecipa di "ciò che è">. <Se vi è falsità vi è
inganno>. <Dove essa è, per necessità tutto è per ciò stesso pieno di
immagini, di rappresentazione e di apparenze>(4).
d)<Se ottengono la
supremazia gli elementi migliori dell'anima che guidano a una vita ordinata
dall'amore della sapienza, i loro giorni su questa terra saranno beati>(5).
e) <Quindi bisogna
preferire e ricercare i piaceri e i dolori buoni?> <Noi si debba compiere
ogni cosa in vista del bene>. <Il bene sia il fine di tutte le nostre
azioni e che, in vista di questo, debbano essere compiute tutte le altre cose e
non il contrario?>(6)
d)<E
non osano forse azioni vergognosamente audaci e cattive per nessun altro motivo
che incoscienza e ignoranza?>(7)
e)<Nessuno
si rivolge a cose che considera spaventose, dal momento che si è trovato che
l'essere vinti da se stessi è ignoranza>(8).
f)<Il
cattivo stato dell’errore è la causa più brutta>(9).
g)<Il
più felice è colui che non ha nel suo animo malvagità alcuna>. <Quello
che sta peggio è l'uomo che si tiene la sua ingiustizia>. <Non è proprio
questo il caso di chi, commettendo le più gravi scelleratezze e vivendo nella
più totale ingiustizia, riesce a evitare con ogni mezzo di essere biasimato poi
punito e di scontare la sua giusta pena>. <Si sono comportati in modo
sostanzialmente uguale a uno che, dilaniato dalle malattie più gravi, fosse
riuscito a nascondere ai medici i difetti del suo corpo non dandone ad essi
conto, e a non farsi curare temendo, proprio come un bambino, di essere
cuaterizzato od operato, perchè ciò è doloroso>. <Questi ignorerebbe, a
quanto, pare quale bene sia la salute e il benessere fisico>. <Coloro che
cercano di sfuggire alla giustizia sembrano trovarsi nella stessa
situazione>(10).
h)<Il
miglioramento, la rettitudine, la libertà, fin da giovani la schiavitù toglie
via, costringendoli a fare cose storte, e nelle tenere anime gettando grandi
pericoli e paure, che non possono con giustizia e verità sopportare, e subito
al falso e a farsi ingiustizia gli uni con gli altri si volgono, e in molte
cose si piegano e si spezzano, sicchè nulla di sano hanno nel pensiero quando
di giovanetti finiscono uomini, divenuti abili e saggi come credono>(11).
i)<Ingannare se
stessi per opera propria è la cosa più grave di tutte. Infatti, quando il
futuro ingannatore non si allontana neppure di poco, anzi rimane sempre ai
fianchi, come può non essere terribile?>(12)
j)<Con
piena ragione si potrebbe chiamare vera falsità l'ignoranza insita nell'anima,
propria di chi si attiene al falso. Perchè la falsità che si esprime nelle
parole è un'imitazione dello stato dell'anima, una immagine prodottasi in un
secondo momento, non già una falsità assolutamente pura>(13)
k)<Alcune cose sono
tali quali ciò che è presente in esse>. <Se in una cosa è presente
un'altra, quella che la possiede sarà tale quale l'altra che è presente o lo
sarà soltanto se l'altra è presente in un certo modo>? <Ciò che non è nè
buono nè cattivo, quando è presente un male, talvolta non è ancora cattivo, ma
lo è quando ormai è diventato tale>. <Quando pur essendo presente un
male, esso non è ancora cattivo, questa presenza stessa gli fa desiderare il
bene>. <Quelli che sono già sapienti non amano più la sapienza (..) né
(..) amano (..) quelli hanno una tale ignoranza da essere cattivi>(14).
l)<Ma, man mano il
tempo procede e in lui nasce una dimenticanza maggiore e predomina lo stato
dell'antico disordine; ad un certo tempo, degenera, producendo scarsi beni e
mescolandoli con molta combinazione di contrari, e giunge il pericolo della
dissoluzione di se medesimo e delle cose che contiene in sé. Per questo motivo,
anche in questo momento, Dio, che già lo aveva ordinato, vedendolo in
difficoltà, e prendendosi cura, affinché sotto la tempesta prodotta dal
disordine, dissolvendosi non si immerga nel mare infinito della disuguaglianza,
tornando a sedersi nuovamente al timone, mettendo in sesto le cose che nel
periodo precedente in cui il mondo andava da solo erano state guastate e
dissolte, lo ordina, e, raddrizzandolo, lo rende immune da vecchiaia e da morte>(15).
NOTE:
1)(Protagora).
<Pagato il prezzo, si deve di necessità accogliere nell'anima stessa e
assimilare la cognizione e andarsene, dopo aver ricevuto un danno o un
vantaggio>. <Ma forse alcuni di loro, mio caro, ignorano quale giovi e
quale sia dannosa per l'anima, tra le cose che vendono; e lo stesso accade a
quelli che acquistano da loro>.
<Bisognerebbe
dar via tutto per la sola moneta che vale, il sapere, grazie alla quale si
possono davvero vendere e comprare coraggio, saggezza, giustizia, insomma la
virtù vera, non disgiunta dalla sapienza, si accompagnino, poi, o meno,
piaceri, timori e passioni del genere> (Platone, Fedone).
2)(Platone,
Sofista, 230a). Il concetto riportato è centrale nel pensiero platonico, anche
a livello di salute.
3)(Platone,
Politico, 291b). Il ruolo dell'ignoranza non è secondario nella sua filosofia.
4)(Platone,
Sofista). Il brano ricorda la parte che assume in questo contesto la falsità e
in breve la illustra.
5)(Platone, Fedro, 256a).
6)(Platone,
Gorgia). <Dolore è una
affezione del corpo violenta e contro natura, mentre il piacere è il ripristino
della parte affetta nella sua condizione normale> (F. Trabattoni, Platone,
p.293).
7)(Platone,
Protagora).
8)(Platone,
Protagora, 359d).
9)(Platone,
Gorgia, 477).
10)(Platone, Gorgia). Ricordo
che per Platone, in ogni caso, prima viene la cura dell'anima. Gli interventi
chirurgici, prospettati dal brano, seguono la cura dello spirito. Il pensiero
del filosofo viene felicemente integrato dal S. Tommaso d’Aquino: <Il fine dell'uomo è la "felicità o
beatitudine". Non è possibile che si possa non volere la felicità,
piuttosto; gli uomini si ingannano su quale sia l'oggetto della propria
felicità. In Tommaso la libertà di volere o non volere qualcosa è ordinata
dall'intelletto> (M. Fumagalli Beonio Brocchieri, Profilo del Pensiero
Medievale).
11)(Platone, 173a) Riporto
altresì il pensiero di Sant’Agostino: <Esilio di lotta, determinato dal peccato originale, che ha portato
l'infelicità nell'uomo, un disordine ontologico nel quale si radicano il dolore
e la debolezza, una corruttibilità che investe non soltanto il corpo, ma anche
le facoltà intellettuali e le capacità conoscitive, una miseria costitutiva,
una lotta dell'uomo "contro se stesso", che lo rende incapace di
perseguire il bene che pure in certa misura vorrebbe, che lo vede sottoposto
alla ribellione della carne, alla fame, alla collera, alla paura> (M.
Fumagalli Beonio Brocchieri, Profilo del Pensiero Medievale).
12)(Platone,
Cratilo, 428d). Prima la cura dell'anima, poi quella del corpo viene in
Platone. Il passo citato è straordinario. <Il miglioramento, la rettitudine,
la libertà> sono indispensabili per la cura dell'anima; ma <la schiavitù
toglie via, costringendoli a fare cose storte>. La conseguenza per il
filosofo è la seguente: <Nelle tenere anime gettando grandi pericoli e
paure>, <che non possono con giustizia e verità sopportare>; <sicchè
nulla di sano hanno nel pensiero quando di giovanetti finiscono uomini,
divenuti abili e saggi come credono>.
13)(Platone,
Repubblica).
14)(Platone,
Liside). Altra straordinaria citazione è la presente. Fa venire in mente il
processo di avanzamento del cancro.
15)( Platone, Politico, 273, citato da Reale).