CONSIGLI DI SALUTE NATURALE, di Giuseppe Ugo Comaschi.
<Simmia è più Grande
di Socrate perché ha in sé, per caso, la Grandezza e che, d'altronde, supera
Socrate non in quanto Socrate è Socrate ma perché questi ha la Piccolezza in confronto
alla Grandezza di lui?> <La Grandezza in sé non può mai essere grande e
piccola nello stesso tempo, ma anche la grandezza che è in noi, non può
accogliere la Piccolezza e lasciarsi separare o la Grandezza cede e fugge
quando le si avvicina il suo contrario, cioè la Piccolezza o, quando questa
subentra, scompare, ma mai che possa restarsene lì, accogliere in sé la
piccolezza> (Platone, Fedone)(1).
APPENDICE 9: PLATONE INTRODUZIONE
Platone è uno dei massimi filosofi che la storia
ricordi.
Socrate era l'amato maestro di Platone; non lasciò
ai posteri alcun suo scritto.
Platone, dal suo canto, ha redatto moltissimi
dialoghi; i problemi a lui cari venivano affrontati, nelle sue opere,
attraverso i confronti di vari filosofi.
In quasi tutti i dialoghi platonici Socrate è
l'interlocutore principale. L'interpretazione plurisecolare vuole il pensiero
di Socrate degnamente ricostruito dall'allievo.
Il pensiero di Socrate, la sua dialettica, non
emerge soltanto da ciò che esplicitamente a Socrate viene attribuito nei
dialoghi. Le sue domande incalzanti, il suo modo di pensare, soprattutto quanto
da lui espressamente proferito, fanno ritenere il suo pensiero emergere,
altresì, spesso, nelle risposte di altri(2).
Platone sta a Socrate come Giotto a Cimabue.
Il pensiero di Platone, formatosi su quello del
maestro, per molti versi con quello si confonde, per altri, di versi, traspare
sulla bocca di altri interlocutori(3).
Riassumendo:
1)Socrate non ha lasciato alcun suo scritto;
2)Il pensiero di Socrate è stato ricostruito
degnamente da Platone;
3)Platone ha scritto dialoghi in cui Socrate, quasi
sempre, è l'interlocutore principale;
4)Nei dialoghi platonici il pensiero di Socrate
emerge non solo da quanto a lui direttamente attribuito;
5)Il pensiero di Platone non coincide esattamente
con quello di Socrate, è ancor più articolato ed immerso nella logica
dialettica.
NOTE:
1)La
presente frase si prefigge, introducendo il filosofo, di contribuire al
chiarimento del concetto platonico-socratico, dei
“beni in sé”. Parole come grande e piccolo, usate in senso relativo nei
dialoghi di tutti i giorni, in senso proprio, rettamente intese, non possono
subire, per Socrate, lo stesso effetto. Una cosa per essere “grande”, nel senso
proprio del termine, non può allo stesso tempo essere “piccola”. Le citazioni
successive contribuiranno al processo di chiarificazione del pensiero socratico
sull’argomento. Il “bene”, per essere tale, non può contenere in sé il “male”,
per Socrate, se il termine “bene” è utilizzato in un’accezione corretta.
2)Le domande incalzanti di Socrate, tese ad
educare, a far riflettere l'interlocutore, a sviscerare e tirar fuori il meglio
di lui, spesso, lo conducono lungo la strada del suo pensiero. Ho estrapolato
alcuni brani per chiarire il tutto:
<Non mi riesce, amici, di persuadere Critone che il vero
Socrate sono proprio io, questo che, ora, vi sta parlando, che sa mettendo in
buon ordine, per benino, i suoi pensieri> (Platone, Fedone).
Emerge chiaramente dal brano, la constatazione è costante negli scritti
platonici, che Socrate non parla per terza persona.
<Ti rivolgi a me come se io affermasi di sapere
ciò su cui faccio domande>, <anzi
indago sempre insieme a te ciò che si presenta> (Platone, Carmide, 165b). Socrate sostiene di “sapere di non sapere”,
di essere alla ricerca della verità e dialogando di indagarla insieme
all’interlocutore. Socrate afferma di essere come una partoriente di idee per i
filosofi con cui si confronta.
<Cerca
piuttosto di impedire che la filosofia, l'oggetto del mio amore, parli come ora
parla. E' lei, amico mio, a dire le cose che ora ascolti da me, ed è molto meno
volubile dell'altro mi amato>, <il figlio di Clinia>
(Platone, Gorgia). Omero scriveva ispirato dalla Musa, Socrate si sente
ispirato dalla Filosofia.
Un brano
estremamente importante per capire il modo di ragionare socratico è il
seguente: <Qui, Alcibiade, cadono a pennello quelle parole di Euripide:
"probabilmente queste cose da te stesso e non da me tu le ha
sentite", non sono io che le dico ma sei tu, e mi accusi ingiustamente. Ma
per la verità dici bene. Infatti, carissimo, stai cullando in cuor tuo
un'impresa folle, cioè di insegnare cose che non conosci, senza esserti
precedentemente curato di apprenderle> (Platone, Alcibiade). Nei dialoghi
serrati, con i vari interlocutori, Socrate, sempre alla ricerca della verità,
li incalza ad esprimere il meglio. Spesso le sue domande portano l’altro sulla
strada del suo pensiero ad affermare ciò che Socrate stesso pensa; talvolta
capita l’incontrario.
3)La dialettica
socratica mostra il pensiero del maestro nei confronti serrati con
interlocutori diversi. La dialettica platonica si confonde con quella socratica
e viene arricchita dal pensiero di Timeo e di altri
filosofi ed in questo senso coincide, non potrebbe essere diversamente, con
l'armonia d'insieme dei suoi libri.