CONSIGLI DI SALUTE NATURALE, di Giuseppe
Ugo Comaschi.
<Una disposizione ordinata farà dunque di una casa una buona casa,
mentre il disordine la renderà cattiva>. <Possiamo dire lo stesso del
nostro corpo (..) e la nostra anima>. <Buona (..) se partecipa di un
certo ordine e di una certa armonia>. <A me pare che l'ordine del corpo
debba chiamarsi con la parola "sano">. <Quanto all'ordine e
all'armonia dell'anima, il nome giusto per chiamarli è "disciplina" e
"legge", in virtù delle quali gli uomini divengono rispettosi della
legge e moderati; in ciò consiste la giustizia e la saggezza (Platone)(1).
APPENDICE 9: PLATONE ANIMA E CORPO
Centrale, in Platone, per la
cura del corpo, l'igiene dell'anima.
La
distinzione platonica tra anima e corpo è un poco complessa. Scrive il
filosofo: ciò che le <cose sane e malate> <sono nel corpo, le azioni
ingiuste e giuste sono nell'anima>(2). E aggiunge: <Il corpo è sottoposto
all'azione degli alimenti, delle bevande e delle fatiche, e ogni pianta a
quella del calore solare, dei venti e di accidenti consimili; eppure i corpi e
le piante più sani e vigorosi non sono i meno soggetti ad alterazione?>
<E l'anima più coraggiosa e prudente non sarà la meno soggetta alla
perturbazione da causa esterna?>(3)
Per
quanto riguarda <la condizione del corpo>, il filosofo sostiene: <Non
identificheresti il male con la debolezza, la malattia, la deformità e altre
cose di questo genere?>(4) Per quanto attiene l'anima, il medesimo scrive:
<Esistono due generi di vizio nell'anima, e bisogna considerare viltà,
sregolatezza e ingiustizia, tutto ciò nel suo complesso una malattia in noi e
porre, invece, come deformità l'essere affetti dall'ignoranza molteplice e
multiforme. E nel caso del corpo almeno, riguardo a queste due affezioni non si
sono forse costituite due determinate tecniche?> <Riguardo alla deformità
la ginnastica e riguardo alla malattia la medicina>. <E riguardo
all'ignoranza del suo complesso si può forse più correttamente indicare qualche
altra tecnica che non si quella dell'insegnamento?>(5).
Centrale, a mio giudizio, a
questo proposito, è il seguente brano: <La natura dei corpi è tale che essi
hanno in sé questo duplice Amore; infatti, per il corpo, malattia e salute
sono, come tutti sanno, due condizioni diverse e contrarie e, come tali,
perciò, non appetiscono e non desiderano mai le stesse cose. In poche parole,
altro è il desiderio che prova la parte sana, altro quello che sente la parte
malata. E come diceva Pausania poco fa che è bello concedersi ad un amante
virtuoso e vergognoso è, invece, darsi a un dissoluto>, <lo stesso è
anche per il corpo per cui è cosa bella, anzi doverosa, favorire lo sviluppo
delle parti sane di ciascun organismo (e, in fondo, proprio questo è il compito
del medico) ed è male, invece, farlo per le parti malate per le quali occorre
agire con intransigenza>(6).
NOTE:
1)(Platone,
Gorgia).
2)(Repubblica,
4,18).
3)(Platone,
Repubblica, 2,19). Ricordo il pensiero di Platone, a proposito di anima: <E
se mai c'è un mezzo attraverso cui qualcuno degli esseri si manifesta
all'anima, questo non è forse il ragionamento? (..) Allora, l'anima ragiona nel
modo migliore, quando nessuno di questi sensi la turbi, né la vista, né
l'udito, né il piacere, né il dolore, ma quando si raccolga sola in se stessa
lasciando il corpo,e, rompendo il contatto e la comunanza col corpo nella
misura in cui ciò è possibile, miri con ogni sua forza all'essere!>. <E
non è forse vero che potrà fare questo nella maniera più pura colui il quale,
per quanto è possibile, si accosta a ciascuna realtà con la ragione stessa
senza appoggiarsi nel suo ragionare alla vista e, senza prendere a compagno del
pensiero alcun altro senso del corpo e valendosi della pura ragione in sé e per
sé, cerca di raggiungere ciascuno degli esseri nella sua purezza in sé e per
sé, separandosi il più possibile dagli occhi e dagli orecchi e, in una parola,
da tutto il corpo, in quanto esso turbi l'anima e non le lascia acquistare
verità e sapienza, quando ha comunione con essa? Non è forse costui, o Simmia,
colui che, più di chiunque altro, potrà attingere l'essere?> (Fedone, 65
c2-66a10, citato da Reale G.).
4)(Platone,
Gorgia).
5)(Platone,
Sofista). Platone aggiunge: <Tanto che il soddisfare i desideri, come
mangerie a sazietà quando si ha fame o bere quando si ha sete, non è forse vero
che i medici lo consentano per lo più a chi è sano, mentre a chi è malato non
permettono mai (..) di soddisfare i propri desideri?> <E per l'anima (..)
finchè rimane malvagia perché stolta, sregolata, ingiusta, empia, bisogna
impedirle di soddisfare i suoi desideri e non permetterle di fare se non le
cose in seguito alle quali diverrà migliore>? (Platone, Gorgia).
6)(Platone,
Convivio). <Anche le stagioni dell'anno, nella loro successione, son colme
di questi due amori e quando gli elementi contrari di cui parlavo prima, il
caldo e il freddo, il secco e l'umido, cadono sotto l'influenza dell'amore
benigno che li armonizza e li compone sapientemente, allora le stagioni recano
abbondanza e salute agli uomini, agli animali e alle piante e non portano alcun
danno. Quando ha sopravvento l'altro amore (..) rovine e distruzioni ovunque
(..) la scienza che, attraverso il moto degli astri e il succedersi delle
stagioni indaga questi fenomeni, si chiama astronomia. Infatti, tutti i
sacrifici e i riti a cui presiede l'arte profetica, nel loro insieme (sono essi
a mantenere un rapporto tra l'uomo e le divinità) non hanno altro scopo che di
custodire e di salvaguardare l'amore; ogni scelleratezza, infatti, nasce perchè
non si dimostra buona disposizione nei riguardi dell'amore benigno (..) l'arte
profetica..deve sorvegliare gli amori e apprestarne i rimedi> (Platone,
Convivio).