CONSIGLI DI SALUTE NATURALE, di Giuseppe Ugo Comaschi.
Scienza dei nomi, scienza delle cose (Platone)(1).
APPENDICE 1: LE PAROLE DEL MITO
Affronto, qui di seguito, il significato di tre
importanti parole legate alla Grecia: Atena, Era, Scilla.
Atena –
<Dea greca, dai Romani identificata con Minerva>, la stessa che compare
sulla moneta - <deriva dal greco Athena>. <Divinità domestica>,
<protettrice delle arti>, generata dal cervello di Zeus, - il serpente e
la civetta le sono sacri - <cura l’amministrazione della giustizia>(2).
Atena - si legge sulla Treccani - <non
personifica soltanto il valore guerriero(3), ma la virtù, nel più largo
significato della parola> e <la saggezza>. <Ha insegnato agli
uomini a cavalcare e a navigare>, <è l’inventrice delle arti musiche e
della danza>, del fluato; insegna la tromba.
<Come genio tutelare dello stato, la dea della città>, <purificandone
l’aria e mantenendo la salute pubblica>, <allontanando le malattie e le
infermità>, protegge la polis.
Dal significato proprio della divinità di <pura
vergine che personifica la chiara luce del cielo, si ottiene la lucidità
dell’ingegno, la prudenza, l’assennatezza e anche l’astuzia; da lei deriva la
profondità e la vastità dell’intelletto>(4).
Hera, è figlia di Crono, sorella e sposa di Zeus.
<Divinità del cielo>, della luce e, per alcuni, della luna, <presiede
alle manifestazioni atmosferiche ed ha come sue ministre Iride e le Ore>.
<E’ patrona della vita matrimoniale>, <protettrice dei parti>; come
animale ha sacro il pavone(5).
Scilla è
il <nome di due figure>, spesso confuse, <della mitologia greca>.
Per una tradizione rappresenterebbe un mostro marino, di cui parla anche Omero,
<localizzato nello stretto di Messina>. Una donna <trasformata da
Circe, gelosa di Glauco> o <da Anfitrite gelosa
di Posidone>, in un mostro di orribile entità
<dalla testa e il corpo di donna che terminava in un’appendice pisciforme da
cui sporgevano teste di cani voraci>(6).
Per un altro credo, rappresenterebbe la <figlia
di Niso, re di Megera, che si innamorò del cretese
Minosse venuto ad assediare la sua patria e per compiacergli non esitò a
strappare a suo padre il cappello fatale>, quello stesso <che assicurava
la vita del re e la salvezza della città>. <Siccome Minosse stesso,
inorridito, fuggì per mare, Scilla lo inseguì e fu trasformata nell’uccello
marino ciris(7)>.
NOTE:
1)(Cratilo, 435)
2)Della stessa, <una forma cosmogonica del mito
della nascita>, la vuole balzare <fuori dall’Oceano e dalla Notte>;
d’altronde <già in Omero> <tutte le cose e gli dei stessi nascono
dall’Oceano>.
3)<La religione micenea fece di questa dea delle
opere di pace> - <della vegetazione e dei lavori agricoli> - <una
dea guerriera>. Viene spesso raffigurata con lo scudo avente in mezzo Medusa,
da lei trasformata in mostro per gelosia di Poseidone
(Dizionario Enciclopedico Italiano).
4)(Treccani).
Si ricorda che in greco la radice “Ate” - simile ad “Athe” di Athena - significa: <a)essere fuori di senno,,
accecamento, follia; b)rovina, flagello sventura; c)colpa, errore, inganni>.
(GI-Montanari, Dizionario di Greco).
5)
(Dizionario Enciclopedico Italiano).
6)Ad
integrazione di quanto fin qui detto, riporto il seguente passo dell’Odissea:
<Scilla non volle il padre dei numi e degli uomini che mi vedesse; non
scampavo se no, l’abisso di morte> (Odissea, Libro XII, 445-46).
7)(Dizionario
Enciclopedico Italiano).