CONSIGLI DI SALUTE NATURALE, di Giuseppe Ugo Comaschi.

 

 

Non si potrebbe dire, oggi, riguardo alla morale, come Meister Eckhart: “Prego Dio che mi liberi d’Iddio?” (Nietzsche)(1)

APPENDICE 9: NIETZSCHE E LA MORALE              

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Nietzsche non era un filosofo privo di morale, troppi sono i passi nei suoi libri che convergono in questo senso.

Seguono, emblematici, brani che inquadrano Nietzsche come fondatore di una nuova morale(2).

<“Bene” non è più bene se suona nella bocca del vicino>(3). <Ogni popolo parla la sua lingua del bene e del male: che il vicino non intende>(4).

<La moralità è l’istinto del gregge nel singolo>(5). <Le morali non sono nient’altro che un linguaggio mimico delle passioni>(6).

<La pena ha lo scopo di migliorare colui che la infligge – questa è l’ultima via di scampo per i difensori della pena>. Per Nietzsche <L’intera storia della civiltà superiore> è passata attraverso una <crescente spiritualizzazione e “divinizzazione” della cruedeltà>(7). E’ stata consacrata <la vendetta sotto il nome di giustizia>(8).

<Essere giusti è sempre un comportamento positivo>(9).

<Bensì soltanto il piacere dell’abitudine come tale. Questo piacere è il primo gradino del bene>(10).

 

 

 

 

NOTE:

1)(Nietzsche F., La Gaia Scienza, pg 170). <E se la virtù vera è quella che non sa di se stessa: ecco, il vanitoso non sa della propria modestia!> (Nietzsche F., Così Parlò Zarathustra, pg 187). Per quanto riguarda l’emblematicità del pensiero di Eckhardt riporto: <Importante è la pietra angolare rifiutata e la sottile e cristianissima intuizione di Eckhardt: <”Ciò che il cielo dei cieli non circoscrisse, ora riposa nel grembo di Maria”> (Bloch E., Lo Spirito di Utopia).

2)<E colui che vuol essere creatore di “bene e male”: in verità, costui dev’essere in primo luogo un distrutture e deve infrangere valori> (Nietzsche F., Così Parlò Zarathustra, pg 140).

3)(Nietzsche F., Genealogia della Morale).

4)(Nietzsche F., Così Parlò Zarathstra, pg 59). <I grandi conquistatori hanno sempre avuto sul labbro il patetico linguaggio della virtù> (Nietzsche F.,  Aurora, pg 133).

5)(Nietzsche F., La Gaia Scienza, pg 124).

6)(Nietzsche F., Al di là del Bene e del Male, pg 85).

7)(Nietzsche F., Genealogia della Morale, pg 54). 

8)(Nietzsche F., Genealogia della Morale, pg 62).  <Il nostro castigo!> <Insozza più del delitto stesso> (Nietzsche F., Aurora, pg 166). <Senza crudeltà non v’è festa: così insegna la più antica, la più lunga storia dell’uomo – e anche nella pena v’è tanta aria di festa> (Nietzsche F., Genealogia della Morale, pg 55).

Ricordo la posizione marxista: <Tutto il diritto, compresa la maggior parte del diritto penale, non è che un semplice strumento delle classi dominanti per mantenere la sicurezza giuridica a tutela dei propri interessi> (Bloch E., Lo Spirito di Utopia).

Nietzsche non era comunista, probabilmente qui come altrove, denuncia l’ipocrisia del buonismo spicciolo (si pensi alla sua posizione contro i Ciandala e le donne), rimane chiara la denuncia che qua e là sembra assumere il volto di una semplice, spontanea morale. I due pensatori sembrano convergere in questo giudizio: <Talvolta si può raggiungere la vittoria sul male in modo più silenzioso, come accadde al cavaliere che attraversò il lago di Costanza senza accorgersene, ed ancor più profondamente accade al santo in particolari situazioni grazie al bacio della bontà, all’ignorare creativo. Ma di regola le circostanze sono tali che l’anima deve rendersi colpevole per annientare l’esistente malvagio, per non diventare ancor più colpevole ritirandosi nell’idilliaco e tollerando l’ingiustizia con apparente bontà> (Bloch E., Lo Spirito di Utopia).

9)(Nietzsche F., Genealogia della Morale, pg 63). <In noi giunge al suo compimento, posto che vogliate una formula - l’autosoppressione della morale>.

10)(Nietzsche F., Aurora). <In quanto la vita si adempie essenzialmente, cioè nelle sue funzioni fondamentali, offendendo, facendo violenza, sfruttando, annientando e non può essere affatto pensata senza questo carattere>. <Stati di diritto possono essere sempre soltanto stati eccezionali, essendo parziali restrizioni della peculiare volontà di vivere che ha di mira la potenza, e subordinandosi in quanto strumenti particolari allo scopo complessivo di tale volontà> (Nietzsche F., Genealogia della Morale, pg 65).

In conclusione di appendice, al fine di integrare il lavoro, riporto una posizione diversa da quella di Nietzsche: <Kant dà una formulazione affine: “Dio e l’altro mondo sono l’unica meta delle nostre ricerche filosofiche e se i concetti di Dio e dell’altro mondo non fossero strettamente connessi con l’aldilà non servirebbero a nulla> (Bloch E., Lo Spirito di Utopia).

 

 

 

 

 

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