CONSIGLI DI SALUTE NATURALE, di Giuseppe Ugo Comaschi.
Tu guardi
le stelle, mia stella.
Deh,
fossi io il cielo, e te
con gli
occhi di tutte le stelle
potessi guardare (Attribuito a Platone)(1).
APPENDICE 7: KUNDALINI, TERZO OCCHIO
Nella medicina, come pure sulle insegne delle
farmacie, compare spesso come simbolo uno serpente o due. Questi, in genere, si
abbeverano ad una coppa oppure si attorcigliano lungo un bastone (il bastone,
in questo caso, rappresenta la spina dorsale degli individui). Ricordo che due
serpenti attorcigliantisi lungo un bastone,
rappresentano anche il simbolo di Mercurio.
Non è nei
limiti del presente scritto illustrare esaustivamente il significato di Kundalini. Ricordo che l’argomento è già stato trattato, in
parte, in Appendice al Consiglio due. Il lavoro di Gopi
Krishna affronta il problema nevralgico del risveglio
di Kundalini. Leggo ancora nel testo: <Raramente
in tempi recenti vi sono stati casi di individui in cui il fuoco del serpente
sia bruciato ininterrottamente dal giorno del risveglio di Kundalini
sino all’ultimo, portando seco i mutamenti mentali conosciuti e lasciati
intendere dagli antichi saggi dell’India>. <Tutti coloro che possiedono
poteri di chiaroveggenza, lettura del pensiero, predizioni e simili facoltà
soprannaturali devono i loro sorprendenti doni all’azione della risvegliata Kundalini, operante in modo limitato nella testa senza
raggiungere il più alto centro, adombrando solo l’intera coscienza>(2).
<In tutti i casi sopra menzionati, o il flusso della più potente corrente
vitale è così regolato e circoscritto da non creare alcuna perturbazione nel
sistema, o, come nel caso dei mistici sui quali l’impatto della corrente sul
cervello è a volte molto potente, la condizione comincia alla nascita in modo
che il sistema nervoso vi si abitua>. <Ma anche i mistici debbono spesso
affrontare molte crisi e sopportare una sofferenza ed un tormento insoliti
prima di acquistare una stabile e tranquilla condizione della mente>(3).
<I libri popolari sullo Yoga che avevo letto anni prima non accennavano a
tali anormali sviluppi e sfibranti esperienze>(4).
Propongo
il momento centrale del libro: mio cognato <disse che il suo guru aveva
notato una volta che se per errore Kundalini fosse
stata destata attraverso un’altra nadi (nervo)
che non fosse Sushumna, si creavano pericoli
di gravi disturbi fisici e psichici, che conducevano all’infermità permanente,
alla pazzia, o alla morte>(5). <Poteva darsi che io avessi destato Kundalini attraverso Pingala
o il nervo solare che regola il flusso di calore nel corpo ed è situato sul
lato destro di Sushumna?> <Mi attraversò
la mente l’idea di fare un ultimo disperato tentativo di portare in attività Ida,
o il nervo lunare sul lato sinistro>(6). <Restai assolutamente quieto ed
immobile per qualche tempo, assaporando la felicità del sollievo>(7).
Kundalini, nelle varie tradizioni orientali - come pure in
Egitto - viene considerata anche il
terzo occhio degli esseri umani, “l’occhio teatrale” per Nietzsche (<Apri il
tuo occhio teatrale, il grande terzo occhio che scruta il mondo attraverso gli altri
due!>)(8).
Riporto
alcuni brani illustrativi: <Ei non guarda con gli occhi, ma con il
sentimento, ed è per questo che l’alato cupido viene dipinto cieco. Né il suo
cervello ha avuto mai il senso della saggezza. Ali ed occhi bendati stanno a significare un’inconsulta
foga. Ed è così che l’amore è concepito fanciullo, lui che sovente si inganna
quando sceglie. E come, giocando, i monelli si mancan
di parola. Così il pargoletto Amore è sempre uno spergiuro>(9); <Bruto,
puoi vedere la tua faccia? No, Cassio; perché
l’occhio non vede se stesso se non di riflesso, attraverso altri
oggetti>(10); <“Si hanno anche gli occhi per udire”, diceva un vecchio
confessore che era diventato sordo: e tra i ciechi il re è chi ha orecchie più
lunghe>(11).
NOTE:
1)(Attribuito
a Platone, ex Saffo ed altri Poeti Lirici, pg 127).
2)Scrive
Agrippa ne il De Occulta Philosophia: <L'humor melancholicus,
quando si infiamma e prende ardore, genera il delirio (furor) che ci
conduce alla sapienza e alla rivelazione, specialmente se si combina a influssi
celesti e soprattutto a quelli di Saturno... Perciò Aristotele nei Problemata dice che attraverso la melanconia alcuni
uomini sono diventati esseri divini, capaci di predire il futuro come le
Sibille... mentre altri sono diventati poeti... e afferma inoltre che tutti gli
uomini che si sono distinti in qualche branca della conoscenza sono
generalmente stati melanconici. Inoltre, questo humor
melancholicus ha un potere tale, dicono, da attrare certi demoni nei nostri corpi, tramite la cui
presenza e attività gli uomini cadono in estasi e pronunciano molte cose
meravigliose... Ciò accade in tre forme differenti che corrispondono alle tre
facoltà della nostra anima, cioè l'immaginazione (imaginatio),
la ragione (ratio) e l'intelletto (mens) (ex Yates F. A., Cabbala e Occultismo nell'Età Elisabettiana, pg 68).
3)(Gopi Krishna, Kundalini,
pg 56).
4)(Gopi Krishna, Kundalini,
pg 57).
5)(Gopi Krishna, Kundalini,
pg 58).
6)(Gopi Krishna, Kundalini,
pg 62).
7)(Gopi Krishna, Kundalini,
pg 63).
8)(Aurora,
pg 242).
9)(Sogno
di una Notte di Mezza Estate, I, 1).
10)(Shakespeare,
Giulio Cesare, I, 2).
11)(La Gaia Scienza, pg
152).