CONSIGLI DI SALUTE NATURALE, di Giuseppe Ugo Comaschi.
Di verosimile si può
dire proprio questo, che ai mortali accadono molte cose verosimili
(Aristotele)(1).
APPENDICE 2: IL CONCETTO DI
FOLLIA
Cerco di chiarire in margine - gli studi sulla
mente lo consentono - il ruolo della follia in altre culture.
<”Gli antichi - scrive Platone nel Fedro - ritenevano
la follia tanto superiore alla sapienza in quanto l’una proviene dagli dei,
l’altra dagli uomini. Poco oltre egli distingue quattro forme di follia
prodotta da un “divino straniarsi (..) dalle normali regole di condotta”:
quella profetica, regolata da Apollo, che penetra nella mente della Pizia e la
rende capace di divinare gli eventi futuri; quella poetica, grazie alla quale
gli uomini ottengono dalle Muse il dono dell’ispirazione; quella erotica
generata da Afrodite, quella iniziatica (telestiké)
che appartiene al dominio di Dioniso>(2). <I “coribantizzati”
erano allo stesso tempo folli e guaritori di folli>(3). <I medici
ippocratici, che osservavano le patologie mentali da una prospettiva
scientifica e davano meno spazio all’intervento degli dei, contribuiscono
anch’essi a definire un quadro in cui follia, possessione, manifestazioni
religiose sono strettamente collegati>(4).
Se il
concetto di follia nella Grecia antica era diverso da quello in uso, nella cultura
indiana ancora oggi emerge: <Questa domanda ci porta al cuore del problema occidentale. Non abbiamo altre
categorie diagnostiche che queste per concepire stati simili a quello di Gopi Krishna. Stati alterati ed
alieni sono di competenza della psichiatria. Fortunatamente Gopi
Krishna possedeva concetti diversi (Yoga, Kundalini) che gli permisero di collocare in un contesto
non patologico quanto gli stava accadendo>: i suoi <stati alterati ed
alieni> erano <inizi di illuminazione piuttosto che inizi di
follia>(5).
La
medicina africana, invece, per lo meno fino al secolo addietro, preferiva classificare le
malattie, non sulla base delle patologie tipiche d’occidente, bensì di quelle
della tradizione propria, ricorrendo spesso ai paradigmi del malocchio, delle
fatture e di altre simili pratiche(6).
Infine, nella prospettiva di meglio illustrare un
punto centrale del consiglio - nella lotta contro il cancro e l’aids, gli
errori ci conducono sulla cattiva strada - ricordo la provocatoria posizione di
Nietzsche: <Tre le condizioni della vita ci potrebbe essere
l’errore>(7). Viene in mente anche Pirandello: <Oh, signore, lei
sa bene che la vita è piena d’infinite assurdità, le quali sfacciatamente non
hanno neppure bisogno di parer verosimili; perché sono vere>(8).
NOTE:
1)(Retorica, 2, 24, 1402a).
2)(Baccanti,
Mursia Ed, Int. Guidorizzi, pg
9).
3)(Baccanti,
citato, pg 25).
4)(Baccanti,
citato, pg 12).
5)(Gopi Krishna, Kundalini,
commento di Hillmann J., pg
66- 67).
6)Ricordo
che nella tradizione occidentale, le Metamorfosi di Ovidio recitano: <Finchè parve un male naturale e oscura ci fu la causa che
provocava quella immane strage, si lottò con
l’arte medica> (7, 523-527). <Se è follia, conosco una donna, che
la guarisce con erbe e incanti; se t’han fatto il malocchio, un rito magico te
l’annullerà; se collera è dei numi, con sacrifici si può placare (Ovidio,
Metamorfosi, 9, 397).
7)(Nietzsche
F., La Gaia Scienza, pg 127) Ricordo ancora il detto
“errare è umano” e “sbagliando si impara”.
8)(Pirandello
L., Sei Personaggi in Cerca d’Autore).