CONSIGLI DI SALUTE NATURALE, di Giuseppe Ugo Comaschi.
Amor, ch’a nullo amato amar perdona (Alighieri D.)(1).
APPENDICE 1: LA FEDE CHE FA SOFFRIRE
Non è stato possibile sviluppare nel Consiglio il
problema delle sofferenze che la Fede provoca. Non fa parte dei fini di un
testo diretto ad illustrare tecniche mentali di salute, soffermarsi su
argomenti delicati da affrontare per gli ammalati. Doveroso è chiarire che la
Fede - come pure l’amore - può attraversare l’anima e il corpo, sconvolgendo
l’esistenza. Non si è potuto approfondire il problema che emblematicamente
emerge nel Settimo Sigillo di Bergman: <La Fede è una pena così
dolorosa>.
In
genere la Fede è un forte elemento di aiuto nella vita; la cosa, ovviamente,
non vale indistintamente. Purtroppo, alcune persone, vivendo intensamente,
misticamente, il proprio credo, soffrono. Nietzsche affronta una problematica
simile parlando di saggezza: <La sua saggezza cresceva e non lo faceva
dormire>; in “Così Parlò Zarathustra”, si parla di
saggezza che fa soffrire. <Spirito è la vita che taglia nella propria carne:
nel suo patire essa cresce il suo sapere – lo sapevate?>(2). Arrivati ad una
certa età - settanta anni - è naturale, quindi, che le cellule comincino ad
incancrenirsi(3). E’ chiaro che invecchiare e morire fanno parte della vita; di
meno lo è il fatto che a dover soffrire siano i giovani.
NOTE:
1)(Alighieri
D., La Divina Commedia, Inferno, Canto V).
2)Viene
in mente, anche, l’’Agamennone’ di Eschilo: <Le vie della saggezza Zeus aprì
ai mortali, facendo valere la legge che sapere è soffrire. Geme anche nel
sonno, dinanzi al memore cuore, rimorso di colpe, e così agli uomini anche loro
malgrado giunge saggezza; e questo è beneficio dei numi che saldamene seggono
al sacro timone del mondo>). Ricordo che vige pure il detto “errare è umano”
e che “sbagliando si impara”.
3)<La natura, come tale, delle cose finite è
quella di avere, come loro essenza intima, il germe del transuente:
l’ora del loro nascere è quella del loro morire> (Hegel,
Logica, citato da Otto W. F., Dioniso).