CONSIGLI DI SALUTE NATURALE, di Giuseppe Ugo Comaschi.

 

 

Calmate la vostra ira infuriate stelle del cielo! Vento, pioggia e tuono, ricordate che l’uomo terreno è sostanza che a voi per forza cede, ed io, come si addice alla mia natura, obbedisco (Shakespeare)(1).

APPENDICE 9: ASTRONOMIA                                      

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        Si tenga presente che a gennaio la neve in Scandinavia è sinonimo di caldo; le persone a San Pietroburgo fanno i bagni nei laghi perché la temperatura dell’acqua, in quella stagione, è più calda di quella esterna. Nel deserto, un tè bollente è più digeribile di una bibita tiepida, soprattutto la sera: crea un buon effetto all’interno del corpo.

Non è questo il momento per un’analisi approfondita dell’astronomia. Si tenga in ogni caso presente che la terra è sferica; la consapevolezza di ciò era chiara probabilmente ai norvegesi, che percorrendo le coste del loro Paese, soltanto così potevano spiegare il sole di mezzanotte d’estate a Hammerfest e le tre ore di oscurità ad Oslo. La cosa poteva essere altresì comprensibile ai Fenici ed agli stessi Greci (la conoscenza perfetta delle eclissi, lo renderebbe probabile). Il Mediterraneo è un mare molto piatto; ma guardandosi attorno cosa ipotizzava un marinaio, quando all’orizzonte non intravedeva terra? Un grande cerchio intorno a lui! E tra i solidi, quale figura associare di più alla terra in generale? La sfera! Probabilmente Cristoforo Colombo non fu il primo a scoprire le Americhe. Gli scandinavi, attraverso le Shetland, le Faer Oer, l’Islanda, la Groenlandia - avendo tratti molto più brevi - riuscirono prima. Ciò, ovviamente, non toglie merito al valore di Colombo, che per primo deve averle raggiunte lungo la rotta più lunga.

        Chi scrive non può permettersi un’esauriente trattazione di cosa sia il pendolo di Foucault. Invito il lettore, ancora una volta, a leggersi il libro di Eco. Si può accennare in ogni caso al fatto - risaputo - che la terra, sferica, ruota intorno a se stessa nell’arco di 24 ore: per questa ragione tale è la durata della giornata. La terra ruota anche intorno al sole ed impiega 12 mesi per terminare il ciclo (tale è la durata dell’anno). La terra è costituita di due emisferi. Nell’emisfero nord l’acqua sgorga e defluisce nel lavandino in un senso, in quello sud nell’altro. Anche le stelle che si vedono in cielo non sono le stesse nei due emisferi. Quando nell’emisfero boreale è estate in quello australe è inverno e viceversa. Il fenomeno è dovuto al fatto che la terra nel compiere il suo giro intorno al sole, si sposta a nord e a sud. Stonehange, i Nuraghi, Piazza S. Pietro a Roma, le Piramidi in Egitto, le statue dell’Isola di Pasqua, sono stati concepiti e realizzati per studiare il fenomeno delle stelle. Ci sono riviste di larga diffusione che hanno dedicato alla materia interessanti lavori. Per chi volesse approfondire l’argomento delle piramidi consiglio il seguente sito internet: http://digilander.iol.it/paolopi(2).

 

 

 

NOTE:

 

1)(Shakespeare, Pericle, 2, 1); <Il punto più alto della mia buona sorte dipende da una stella molto propizia> (Shakespeare, La Tempesta, 1,2). Ricordo di Boezio: <Teologia aritmetica, non si limita a una fondazione filosofica della matematica, ma combina gli elementi matematici con l'idea che l'armonia del cosmo sia la stessa che tiene assieme anima e corpo nell'uomo> (M. Fumagalli Beonio Brocchieri, Profilo del Pensiero Medievale, p.94).

2)Poco studiata è l’influenza del sole sulla psiche dei viventi. Plinio cita Omero: <”E tu, Helios, che tutto vedi e che tutto ascolti!”> (Plinio, Storia Naturale, 1; Omero, Iliade, 3, 277; Odissea 11, 108, Odissea 12, 322). Il sole, nel mondo classico, era considerato una divinità; soggetta ad umori: <Anche il Sole, che regola ogni cosa con la luce astrale, anche lui fu preso da amore> (Ovidio, Metamorfosi, 4, 170). <A volte ti fai pallido e il languore della mente si comunica alla luce, sgomentando con l’oscurità il cuore dei mortali> (Ovidio, citato, 4, 200). <”Io sono colui”, comincia, “che misura la lunghezza dell’anno, colui che tutto vede e grazie al quale la terra vede le cose, l’occhio del mondo”> (Ovidio, Metamorfosi, 4, 210).

Terra, <appellativo riverente di madre. Essa è degli uomini, come il cielo è delle divinità; essa ci accoglie al momento della nascita, e, venuti al mondo, ci nutre, e una volta partoriti ci sorregge sempre, sinchè, alla fine, ci abbraccia nel suo grembo, ormai abbandonati da tutto il resto della natura, e allora, soprattutto, ci ricopre come una madre> (Plinio, Storia Naturale, 1, 154). <Ma la terra è benevola, mite, gentile, e sempre servizievole al bisogno dei mortali; cosa non produce se costretta, e cosa non profonde spontaneamente! Quali odori e sapori, quali succhi, quali piaceri al tatto e colori alla vista> (Plinio, citato, 1, 155). <Ma ammettiamo il vero: la terra ha generato per noi un rimedio contro i mali, e noi lo trasformiamo in veleno contro la vita> (Plinio, citato, 1, 158). Plinio parlava chiaramente di sfericità del pianeta: <Dunque, questa sua forma, in una rivoluzione eterna instancabile, con inesprimibile velocità, gira su se stessa nel tempo di ventiquattr’ore> (Storia Naturale, 1, 6). <A noi che viviamo al suo interno, pare che il mondo scorra nel silenzio, di giorno come di notte> (cit., 1, 7).

La luna, <anche l’animale più minuto, la formica, subisce gli influssi da quell’astro (Plinio, cit., 1, 109). E’ <la stella dal soffio vitale; è lei che sazia di nutrimento la terra e ricolma i corpi avvicinandosi, li svuota allontanandosi> (Plinio, cit., 1, 220-22). <Anche il sangue aumenta e decresce insieme alla sua luce>. Plinio così si esprimeva: <Ora è bassa sulla terra, ora è elevatissima e neppure in modo costante> (cit., 1, 44).

Molto interessante è vedere come Erodoto tratta il fenomeno delle piene del Nilo: <Il sole attraversando le regioni superiori della Libia fa questo: poiché l’atmosfera è in queste zone perpetuamente serena e il paese è caldo e senza venti freddi, il sole attraversando fa quello che suole fare durante l’estate, quando passa nel mezzo del cielo; attira cioè a sé l’acqua, e poi la spinge nelle regioni superiori, dove i venti se ne impadroniscono, la disperdono e la sciolgono: e giustamente i venti che soffiano da questa regione, il noto e il libeccio, sono di gran lunga i più piovosi di tutti i venti. Io credo però che il sole non rimandi ogni volta tutta l’acqua presa durante l’anno dal Nilo, ma che ne trattenga una parte anche per sé. Mitigandosi poi l’inverno, il sole torna in mezzo al cielo, e da quel momento trae l’acqua ugualmente da tutti i fiumi> (Erodoto, Storie, 2, 25).

 

 

 

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