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Rinascimento
1.
Teatri di corte e scena dipinta
Scena per L'Heautontimoroumenos
di Terenzio, in cui si vede l'uso delle mansions.
Dalla riproduzione di una xilografia
Negli anni precedenti il1500, in Italia, attori dilettanti
rappresentavano commedie classiche su scene decorate solo con una via di
case con tende; verso la fine del secolo, invece, nel 1589, a Firenze, gli
spettatori assistevano affascinati a spettacoli in cui scene riccamente
dipinte cambiavano in continuazione, quasi per magia, davanti ai loro
occhi ammirati. Nel 1500 piccole compagnie di attori inglesi non
professionisti presentavano, nei palazzi nobiliari o su nudi palchi nelle
piazze dei mercati, il loro repertorio di interludi,
che per la maggior parte oggi presentano un interesse solo per gli
studiosi specialisti: nel 1599 la grande compagnia degli attori del Lord
Chamberlain intratteneva il pubblico del Globe Theatre con King
Henry IV e Julius Caesar. Cos�, nel corso di un solo secolo,
il teatro passava dal mondo medioevale nel mondo moderno. Per comodit� si
� soliti chiamare questo periodo Rinascimento, bench� nell'usare questo
termine bisogna ricordare che qui ce ne serviamo in un'eccezione limitata
e particolare. Per quanto riguarda il teatro, bisogna tener presente
alcune questioni.
Il Rinascimento, nell'operare il passaggio dal mondo medievale alla soglia
di quello moderno, si esplic� in modo differente nei diversi Paesi: di
conseguenza � ora necessario, a differenza delle rappresentazioni
medievali, esaminare separatamente il teatro di ciascun paese.
Il Rinascimento introdusse concetti completamente nuovi, eppure gran parte
di queste ricerche erano, di fatto, basate sull'esperienza medioevale.
Cos� come la struttura del King Lear
di Shakespeare si pu� spiegare soltanto riferendosi alla eredit�
medioevale, allo stesso modo le forme assunte dalle rappresentazioni
teatrali, nell'Italia del XVI secolo, hanno in s� molti ricordi degli
spettacoli precedenti.
Per quanto riguarda il repertorio di queste rappresentazioni, soprattutto
in Italia, la ricerca avveniva nel passato e aveva come prospettiva la
nascita di forme rappresentative nuove per il futuro. Gli studiosi
frugavano avidamente le biblioteche in cerca di testi dimenticati; davanti
a loro sfilavano numerosi tesori portati nelle corti italiane dai profughi
di Bisanzio saccheggiata e dall'interesse di raffinati umanisti: i resti
dei teatri classici venivano esaminati con attenzione, misurati e
idealmente ricostruiti. La scenografia fu anche una tappa obbligata per
molti architetti che, dopo il sacco di Roma, non trovando pi� commesse
importanti per la costruzione di palazzi e dimore signorili, a causa degli
eventi bellici, ripiegarono negli apparati celebrativi che esigeva la
corte spagnola, con allestimenti di cerimonie trionfali a riconferma di
una nobilt� a sovranit� ormai dimezzata. Molti pittori e architetti del
tempo erano animati dal desiderio di creare cose nuove e originali,
scoprivano le meraviglie della prospettiva e si accorgevano che negli
allestimenti teatrali per le feste di questa classe di Signori ormai
ripiegata verso valori neofeudali, avevano modo di fare esperienze molto
vaste. Inoltre arrivavano a comprendere istintivamente che la
rappresentazione spettacolare, il teatro sono fondamentalmente delle arti
dinamiche, cinetiche.
Agli inizi del XV secolo, in Italia, lo scultore ed architetto Filippo
Brunelleschi, amico del matematico Paolo Pozzo Toscanelli, aveva messo a
punto l'"invenzione " della prospettiva
su basi matematiche. Con la riscoperta dei manoscritti di Vitruvio si
incominci� una meditazione sull'architettura classica, sistematizzata
nella seconda met� del secolo ad opera de domenicano Leon Battista
Alberti, autore del De re aedificatoria. Fu una svolta decisiva che
modific� radicalmente la percezione dello spazio nella cultura
occidentale, anche come forma simbolica oltre che come procedimento
progettuale. Tale trattato stimol� il desiderio di costruire qualcosa
nello stile della scena classica e apr� la strada ad una lunga serie di
trattati dello stesso tipo che si occupavano, oltre che di architettura,
anche della costruzione teatrale, della prospettiva, dei metodi per i
cambiamenti di scena, dell'illuminazione del palco e simili in funzione
delle feste di corte e che ebbero materialmente parte importante
nell'elaborazione dei nuovi stili. Nel periodo precedente i luoghi deputati, o case nella rappresentazione dei misteri, venivano considerati
singolarmente, anche quando erano posi l'uno accanto all'altro, pi�
comunemente erano disposti ad una certa distanza oppure collocati in una
vasta area in ordine sparso.
Durante il rinascimento, invece, si adott� sempre pi� il sistema di
affiancare le "case merlade" le une accanto alle altre, su un
unico palco, e di decorarle ciascuna con una porta ed incorniciarle ai
lati da colonne decorate con nicchie e statuette, espediente dal quale
traspare l'esigenza di trattare le case come unit� singole, ma come un
tutto unico. Ci� rappresenta il primo passo verso quella struttura che
divenne pi� tardi l'arco di proscenio. Bastava ormai sostituire uno
sfondo prospetticamente dipinto al posto delle molte case per porre la
nuova scena sulla strada futura; lo sfondo prospettico che costituisce il
successivo passo principale, fu certamente mostrato agli spettatori di
Ferrara, quando nel 1508 videro la rappresentazione della Cassaria
dell'Ariosto. L'artista responsabile dell'allestimento fu Pellegrino da
Udine. Una descrizione pratica di come costruire un teatro � contenuta
per la prima volta, in maniera chiara nel trattato di Sebastiano Serlio,
pubblicato nel 1545, Architettura e comprende quattro punti
fondamentali:
- sala rettangolare con scena posta ad una estremit� della sale e
sedili digradanti per gli spettatori su sostegni; tale disposizione
deriva dalla cavea del teatro romano;
- divisione delle scene in scena
tragica, comica
e satirica,
seguendo la trattazione di Vitruvio con una sostanziale proposta di
scene-tipo per pi� commedie;
- con tutta probabilit� le illustrazioni sono quelle tratte dalle
scende del Peruzzi, eseguite per la rappresentazione romana del Calandria,
nel 1514;
- Nella pianta della scena, il Serlio, imita la piattaforma scenica
romana, ma la piattaforma � inclinata, sulla quale poi disporre
prospetticamente case costruite e telone dipinto; le case pi� vicine
alla parete anteriore della scena presentano due lati: uno parallelo
al fronte della sena e uno obliquo verso l'interno. Gli attori non
recitano nella scena, ma davanti ad essa o al massimo fanno uso delle
case pi� vicine per non vanificare l'illusione prospettica.
2.
La scena mutevole
Per la maggior parte del XVI secolo, il tipo di scena raffigurante
una piazza di citt�, continu� ad evolversi e a poco a poco, ad essa, si
un' un elegante arco di proscenio. Si pu� notare che un disegno come
quello che ci d� Joseph Furttenbach nella sua Architectura civilis
indica un'altra via per cui si poteva giungere all'espediente della
cornice: abbiamo quasi un quadro, ma incorniciato ai lati e in alto da un
fregio che rappresenta un tendaggio permanentemente aperto.
La
prima pianta a sinistra mostra un teatro romano, la seconda invece � la
pianta del Teatro Olimpico di Vicenza, dove si ha un'interpretazione
prospettica della scena ed un allargamento in senso semiellittico della
cavea. Qui stotto le rovine dell'odeon di Pompei

Procedendo in una direzione diversa si potrebbe facilmente esser portati a
vedere questi archi di proscenio quasi come un estremo residuo della scaenae
frons Romana, e tale legame evidente diventa ancor pi� accentuato se
paragoniamo alcuni disegni pi� tardi con la facciata del Teatro
Olimpico. In effetti potrebbe essere del tutto giustificato affermare
che parecchie cornici di proscenio settecentesche, costruite in
profondit� e tridimensionali, assomigliano alla facciata del Teatro
Olimpico, con l'entrata principale aperta su tutto il proscenio, tanto
che non si pu� evitare di supporre un'influenza esplicitata dal classico
sul moderno.
Gi� nel 1531 sembra che a Ferrara ci fosse una sala o un teatro specifico
per le rappresentazioni teatrali e, nel 1585, Bernardo Buontalenti
(1536-1608) cui era stato commissionato il progetto per il Teatro degli
Uffizi di Firenze, decise, invece di una scena unica fissa, di
introdurre la scena mutevole: la costruzione di lunghe e larghe botole sul
palcoscenico e di numerose macchine sceniche per effetti di apparizioni e
movimento di nuvole. La richiesta di cambiamenti di scena era soddisfatta
da adattamenti dei classici periaktoi,
trasformati in scatole rettangolari, mentre sessant'anni pi� tardi
comparvero due libri di esclusivo argomento teatrale: Pratica di
fabbricar scene e macchine ne' teatri (1638), di Nicola Sabbatini, e Architectura
recreationis (1640) di Joseph Furttenbach. L'uso di periaktoi si
protrasse per lungo tempo con una concezione del teatro in disaccordo con
quella del Serlio.
Uso dei periaktoi in un teatro del
XVII sec. Da Architectura recreationis di J. Furttenbach
Tale uso fece nascere l'esigenza di mascherarne la
parte in alto, da qui nacque l'idea di introdurre bordi di nuvole o cieli,
in coppia con il fondo prospettico posto pi� lontano, dipinto su due
grandi telai o fondali che si univano al centro del palcoscenico: se si
ponevano dietro ad essi altri telai simili, tirando via la poccia davanti,
si effettuava l'immediato cambio di scena. Tutto avveniva sotto gli occhi
degli spettatori perch� non erano ancora entrati in uso i sipari mobili.

Da
un disegno di Bartolomeo Neroni, detto Il Riccio, per l'Ortensio
(1562)
3.
Il Rinascimento in Europa
Nei teatri d'Europa, l'uso dell'arco scenico e della scena dipinta
viene introdotto molto tempo dopo il loro uso in Italia, per motivi
culturali e politici; gli scambi culturali avvenivano nelle corti
principesche e nelle grandi citt�.
Inghilterra
Durante la prima parte del sedicesimo secolo ci sono due attivit�
teatrali completamente distinte: piccoli gruppi di attori professionisti
agivano sul nudo pavimento delle sale signorili, nelle piazze dei mercati,
nelle sale delle locande e, dall'altra parte, i ragazzi del coro delle
cappelle reali, gli allievi delle scuole pi� importanti, gli studenti
delle universit�, giovani dilettanti appartenenti alle innis
of court (collegi degli avvocati), che si dedicavano a
rappresentar drammi davanti ad un pubblico tra i pi� selezionati di cui
la corte era il centro.
Non abbiamo alcuna raffigurazione pittorica di questi spettacoli, ma
preziosissimi registri del Revels' office (ufficio dei
divertimenti), che fanno riferimento ad houses (case) e a great
cloths (grandi teli); si parla di travi per fare l'ossatura delle
case degli attori ricoperte di grossa tela per coprire, di scene con case,
citt�, altri congegni e nuvole.
Appare evidente che si tratta di scene come per il teatro in Italia e in
Francia; il numero di queste case pare che oscillasse da due a sei e si
pu� supporre che fossero disposte sulla scena al modo francese e
medievale. I drammi di John Lyly indicano che le sue scene erano costruite
con un allestimento multiplo a vista e anche Te commedy of errors
di Shakespeare presuppone un ordinamento analogo delle localit�, mostrate
al pubblico attraverso case dipinte indicate da cartelli.
Nel registro pi� sopra citato si fa menzione anche di "cortine"
(courteynes), ma sia che fossero usate come sipari anteriori o come
sfondi dietro gli attori � importante notare che invece di cadere, come
il primo sipario italiano, o si alzarsi, erano "tirante" (drawn)
per mezzo di corde e di anelli, usate per porre inizio e fine alle
rappresentazioni.
Nel 1576 si costruisce il primo teatro pubblico con pubblico pagante, il The
Theatre, di propriet� di James Burbage, completamente in legno. Fu
solo il primo di una serie di costruzioni quali il Curtain, il Globe
Theatre e il Forutne.

Pianta e sezione di un tipo di teatro elisabettiano.
Di queste costruzioni non ne rimane
neanche una, ma numerose sono le testimonianze dei viaggiatori che le
descrivono; il pi� importante scritto che le descrive con ampie
trattazioni e con schizzi � l'Ex observationibus londinesibus Johannis
De Witt. La Pianta di questi edifici teatrali era quadrata, circolare,
ottagonale o ovale; le pareti laterali avevano una specie di tetto
ricoperto di paglia e gallerie per posti a sedere. Per quanto riguarda il
palcoscenico, la forma pi� usata era quadrata, con un lato che poteva
variare dai dieci ai quindici metri e con il palcoscenico che si incuneava
nella sale in modo da essere quasi contornato dal pubblico.
Colonne posate ai lati del palcoscenico, unite dalle travature
trasversali, servivano per i cambiamenti di scena, oggetti, attrezzeria
ecc. In fondo, sopra le porte d'ingresso, una galleria e un secondo
ambiente che serviva in parte come palcoscenico e come luogo di raduno
degli attori. Questi edifici costruiti prima in legno, poi in muratura,
erano ricchi di colonne, decorazioni, sculture, stucchi, pitture e le
entrate erano situate sia sulla facciata principale che sulle pareti
laterali, mentre i costumi degli attori erano fastosi e ricchi di stoffe
pregiate e si ispiravano sia ai vestiti contemporanei che alla fantasia ed
al costume storico.
 The
Swan Theatre (1594-1596) ricostruzione in scala
Francia
In Francia, se si tralasciano i palchi sui cavalletti usati degli
attori girovaghi, l'attivit� teatrale pi� interessante fu quella
collegata alla grande Confr�rie de la Passion, organizzazione
istituita a Parigi per le rappresentazioni dei cicli di misteri.
Nel 1402 questa compagnia ottenne un permesso speciale "di far
rappresentare qualsiasi mistero volessero", mentre nel 1548, quando
ormai i misteri stavano rapidamente perdendo importanza e venivano da
taluni disprezzati, bench� alla compagnia fosse proibito recitare
"misteri sacri", ad essa veniva data una licenza quasi esclusiva
di recitare "altri misteri secolari". Abuto il permesso di
rappresentare tali drammi, la Confr�rie trasform� in teatro una
lunga sala rettangolare nell'Hotel de Bourgogne; ivi gli attori
della Confr�rie recitarono regolarmente fino al 1598 e, sebbene
dovessero abbandonare questo teatro per un breve periodo, lo ripresero
nuovamente nel 1608 con una posizione pi� elevata, in qualit� di Com�diens
du Roy. Deo Com�diens du Roy sono rimaste delle trattazioni,
comprendenti disegni e schizzi datati mezzo secolo pi� tardi in M�morie
pour la d�coration des pi�ces qui se repr�sentent par les com�diens du
Roy, che descrivono allestimenti fatti tra il 1633 e il 1678, dei
quali l'artista principale � Laurent Mahelot. In questi schizzi �
rintracciabile l'influsso italiano per l'uso di tele montate su telai e
per la divisione fra scena di commedia, tragedia e di satira, trattate dal
Serlio, ma alcuni allestimenti hanno ancora un impianto medioevale per il
tentativo di disporre, contemporaneamente, su un'area scenica ristretta,
tante case che rappresentavano tante diverse localit�, cos� come il
dramma lo richiedeva.
I drammi secolari che formavano il repertorio della Confr�rie
erano per lo pi� ispirati ad un sentimento romantico, cos� i luoghi
immaginati nelle diverse scene erano molti e vari. Tali drammi potevano
essere rappresentati in tre modi: per mezzo di tendaggi, lasciando che
l'immaginazione degli spettatori creasse l'ambiente, per mezzo di scene
mutevoli, per mezzo di d�cor
simultan�. Fu quest'ultimo sistema che il Mahelot adott�. A
differenza che nei teatri inglesi, dove nei drammi di Shakespeare le scene
passano dal palazzo di Leonte alle pianure e alle coste selvagge della
Boemia, il regista francese mette ogni cosa sulla scena
contemporaneamente. Con tutta probabilit� le raffigurazioni di queste
varie maisons o "case" erano angolate al modo del Serlio,
formate da telai di legno ricoperti di teloni dipinti, e almeno alcune
erano praticabili. Vi comparivano perfino delle stanze, come se fosse
stata abbattuta una "quarta parete". Potremmo quasi dire,
perci�, che durante un lungo periodo che va dalla met� del sedicesimo
secolo fino a buona parte del secolo successivo, la Francia segu�, per la
scena, un percorso tutto suo, in opposizione a quello del teatro italiano. Spagna
I teatri che fiornirono in Spagna sorsero all'incirca nello stesso
periodo dei teatri elisapettiani ed ebbero una forma non dissimile. Nel
1579 fu fondato a Madrid il primo teatro spagnolo importante, il Teatri
de la Cruz. Gli attori erano soliti recitare in un corral
o patio e fu
proprio a questa tipologia edilizia che guardarono quando costruirono il Patio
de La Cancelleria a Granada, nel XV secolo, che fu il luogo di
parecchie rappresentazioni.
Se nel 1579 Madrid ha il suo Corral de la Cruz e nel 1583 il Corral
del Pr�ncipe, Siviglia poteva vantare non meno di sette luoghi di
spettacolo, mentre diverse citt� in Portogallo come in Spagna,
diventavano sue rivali. Il corral pu� essere definito come un
cortile formato dalle pareti di case contigue, non dissimile per la forma
e la grandezza dai cortili delle locande inglesi. A una estremit� era
eretto il palcoscenico, una piattaforma simile a quella dei teatri
inglesi, sebbene a volte le tende dipinte potessero fare da sfondo agli
attori. Sotto, sul terreno, erano disposte delle panche, mentre posizioni
pi� vantaggiose erano le finestre o i piccoli balconi (c�losias
o apos�ntos),
che si aprivano nelle pareti delle case che delimitavano il corral.
In pi� , una specie di galleria a mo di palco, chiamata la cazuela,
era assegnata al pubblico femminile. Spesso su tutto il cortile erano
stese delle tende che pi� tardi furono sostituite da soffitti fissi
dipinti.
Dietro la piattaforma c'era una zona spogliatoio che poteva, al caso,
essere aperta come palco interno, mentre un piano superiore, lo alto
del teatro, poteva essere usato per gli stessi scopi della galleria
elisabettiana, fungendo ora da bastione di una citt� assediata, ora da
terrazza di una casa, ora da sommit� di una collina. Proprio per la
somiglianza con il teatro inglese si svilupp� la personalit� di Lopez
de Vega che, quasi coetaneo di Shakespeare, pot�, in Europa,
rivaleggiare quale autore di drammi.
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