|
-
Benvenuti tra le pagine dedicate alla gilda della Compagnia della
Lama Infranta! -
|
"Ascolta
adesso, di come l'elfa che conoscevi come Lithwen trascorre
la sua esistenza, e di come la condanna della non morte si
sia imposta per il resto della sua non vita..."
|
Dal tramonto all'alba
***
Lithwen sbarro` gli occhi all'improvviso.
Aveva cominciato ad abituarsi, a quel sinistro risveglio. Non appena
l'ultimo raggio di sole scompariva all'orizzonte, qualcosa dentro
di lei le imponeva di spalancare gli occhi. E provare a prolungare
il suo sonno, era inutile, a nulla serviva tentare di serrare le
palpebre... Perche` non c'e` alcuna pace, nella non morte.
Quindi si alzo`, come ogni notte da quando la sua
intera esistenza era stata maledetta. E come ogni notte, vago` come
spirito inquieto, mentre gli animali rifuggivano la sua presenza,
e la luna maligna seguiva i suoi passi con sguardo spietato... perche`
chi resta sospeso tra la vita e la morte, non appartiene piu` veramente
a questa terra, e nessun rifugio e nessun conforto puo` essere trovato,
e il cielo appare sempre nero e straziato agli occhi di non e` piu`,
ma puo` ancora guardarlo.
Poteva sentire quel che restava della sua anima
gridare dentro di se`, ma aveva rinunciato a darle voce, perche`
sapeva che se avesse ceduto, come nei giorni passati, avrebbe solo
aumentato la sua disperazione, perche` a quelle grida senza speranza
nessuno sarebbe accorso.
Aveva ancora degli amici? Cerco` nei suoi ricordi,
ma riusciva a vedere solo dita accusatrici, per tutto quello che
non era stato fatto, per tutto quello che sarebbe potuto essere,
e non era, per sua causa, per sua colpa. Ed ora che anche la sua
vita si era trasformata in una non esistenza, esiliata e condannata
a restare a guardare cio` che sarebbe ancora accaduto, a quale pensiero
poteva aggrapparsi?
E sopra ogni cosa, la fame la divorava dall'interno,
ma nessun cibo poteva toccare, e nessuna bevanda poteva bere, e
doveva rifuggire dall'acqua, che le procurava uno straziante dolore
ogni volta che vi si avvicinava.
Avrebbe voluto addormentarsi e non svegliarsi, ma
ogni tentativo era inutile, e non avrebe potuto arrestare la sua
veglia per quanto fosse stata grande la sua volonta`... solo il
sorgere del sole poteva darle un temporaneo oblio sino a che la
tenebra non avesse nuovamente ammantato le terre di Argain.
"Questa e` dunque, la sorte che ho meritato,
il castellano aveva infine ragione..." si sforzo` di sopportare
la dilaniante fame e si accinse a trascorrere una nuova, angosciante
notte.
Lithwen
|