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Benvenuti tra le pagine dedicate alla gilda della Compagnia della
Lama Infranta! -
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Un
passato dimenticato, continua a mostrarsi in bagliori sinistri
nelle vite di Feinn e Maeve. Ma il passato deve essere rievocato
da lontano...
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Al servizio di Trinsic (I)
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Dolce Maeve, oggi ho avuto una nuova
ricaduta, forse è stato l'odore del mare sulla spiaggi di
Gwydnneau. Ho rivisto il passato. Forse è giunto il momento
che provi a ricordarmene, per liberare me e te da quegli incubi.
Proverò a cominciare da qualche
parte...
Tuo, Feinn.
Villaggio di Wearyall, primavera.
Un ragazzetto dai capelli scarmigliati attraversa
il piazzale del villaggio rincorrendo un cucciolo di cane. Il sole
è alto nel cielo, è mezzogiorno e gli abitanti dellultimo
villaggio smilitarizzato dellIsola di Avalon si trovano per
lo più allinterno delle loro case intenti al pasto
di mezza giornata.
Una fresca brezza che soffia dal mare allevia la
calura del mezzodì e solleva i pollini dei fiori dei campi
dintorno; dallalto della collina, come sempre, lalbero
di Wearyall veglia sui suoi devoti protettori come un guardiano
di legno.
Tutto attorno, nella quiete della campagna, non sode altro
che il verso delle cicale nei campi.
Il cagnolino termina la sua corsa di fronte allentrata
della chiesa del villaggio, dove un piccolo essere sta chiudendo
stancamente i battenti per ritirarsi anchegli nella sagrestia.
Quando lessere si volta il cagnolino si accoccola per terra
spaventato con le orecchie abbassate. Il volto dalla pelle azzurrognola
distende le sue rughe in un lieve sorriso e, tratto da una borsella
che porta alla cintola un pezzo di pane, linconnu NChever,
sacerdote di Arawn e parroco di Wearyall, lo lancia al piccolo animale.
Nel frenare il suo impeto, il giovanissimo figlio
dello stalliere rotola accanto al cagnolino e toccandosi un ginocchio
sbucciato sorride allinconnu.
- "Mi scusi, mi scusi, padre, molto buongiorno
a lei!"
NChever si appoggia con entrambe le mani al
suo bastone e socchiudendo gli occhi per la luce solare, apostrofa
il ragazzetto.
- "Come a dire che i cuccioli degli uomini
razzolano con quelli dei cani. Mi chiedo, perché mai Arawn
abbia deciso di prendersi cura di voi, come a dire di qualcosa,
insomma."
- "Padre, vi giuro che la settimana prossima
non perderò la funzione, ma non dite niente a mio padre!"
- "Ringrazia Arawn che tuo padre è troppo
impegnato a governare i cavalli, piccolo neonato, come a dire che
altrimenti un po di busse non te le leverebbe nessuno! Ora
vai a casa!"
"Oh, oggi non si mangia,
papà è per i campi con i raccoglitori di mele"
Nchever si porta una mano davanti gli occhi
e dirige il suo sguardo verso la sommità della collina.
"Erano almeno settantanni
che non udivo queste parole. Settanta, come a dire un numero. Vieni
qui dammi una mano ad arrivare fino alla sagrestia, sono molto stanco
e questo legno dolmo non mi aiuta più di tanto."
Le due piccole figure si incamminano verso il retro
della chiesa, mentre il cagnolino scodinzola intorno a loro dando
la caccia alle erbacce che il vento che viene dalla costa raccoglie
in tanti piccoli mulinelli daria.
Il vecchio inconnu cammina piano, accompagnando una piccola gamba
allaltra, e appoggiandosi sulla spalla del ragazzetto. Di
tanto in tanto sospira emettendo quel suono in falsetto caratteristico
di tutti i membri della sua razza.
"iiih
Davvero una
bella giornata, ringraziando il signore!"
"Padre, padre, mi raccontate
una di quelle belle storie dei cavalieri di Camelot e di Re Artù?"
"Oh, che per favore,
ancora con queste favole! Come a dire che non tinteressi daltro?"
Il ragazzetto tutto immusonito, si azzittisce.
"Cavalieri, cavalieri.
Nascono e muoiono come tutti gli altri. Che altro cè
da sapere? Come quello lì! Mpf
"
Un riflesso del sole accanto alla pietra miliare
dingresso al villaggio rivela la presenza di una figura in
armatura di piastre di sentinella. Era il capitano Jolis, che faceva
la sua ronda di mezzo giorno e come sempre si prendeva qualche licenza
per andare a caccia di Pendagli Arrugginiti da spedire a Camelot,
per il tesoro del Re Costantino. Tutti i guerrieri che attraversavano
i passi delladdestramento dal 36 al 39 andavano a caccia per
lui. Ed egli li ricompensava adeguatamente insegnandogli qualcosa
in cambio dei preziosi Pendagli.
"Padre, padre, da grande
voglio diventare come il capitano Jolis e voglio unarmatura
tutta bella e luccicante come la sua. Vero, padre?"
"Se ti sente tuo padre ti prende a nerbate
sui dorsi delle mani, come a dire con un legno o con le briglie
dei cavalli!"
"No, padre, le nerbate, no, per favore!"
"E che per favore! Mah
vieni, sediamoci su questa panca qualche istante. Voglio prender
un po di sole."
Il ragazzetto tutto felice accompagna il padre lungo
la procedura di assestamento sulla panca. Sa che quel piccolo rituale
è sempre il preludio di un bel racconto.
"iiih! Vediamo un po
dovrei ancora avere qualche mela dellultimo raccolto. La vuoi
una?"
Una mela dei giardi di Afal Dryffin. Poteva essere
considerato un tesoro immenso a Camelot, ma padre NChever
ne aveva sempre una buona scorta. Ogni notte di plenilunio infatti,
una piccola spedizione di soldati di Wearyall caricava il vecchio
padre su un trabucco di legno e andava a raccogliere le mele dei
Giardini Antichi. Nessuno parlava di quelle "raccolte"
nel villaggio, men che meno ai bambini. Ma un giorno il ragazzetto
aveva potuto ascoltare, non visto, una riunione nella chiesa, durante
la quale Jolis e NChever parlavano di come avrebbero attaccato
i giardini. E dai loro discorsi si comprendeva che NChever
era considerato più importante di qualsiasi altro cavaliere
della spedizione. Lunico che non poteva essere sacrificato.
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