Compagnia della Lama Infranta - Argain Roleplayers Guild
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- Benvenuti tra le pagine dedicate alla gilda della Compagnia della Lama Infranta! -

Di come le mura bianche di Tir Na Nog ristettero ad ascoltare Feinn e l'imperatore parlare, di teologia, arte della guerra... e segreti, mai rivelati.

Intervista con l'imperatore
«Chi non punisce il male comanda che lo si faccia.»
Leonardo Da Vinci

***

Tir Na Nog, distretto della Fontana. Notte fonda.

Le luci delle lampade elfiche rischiarano discretamente il piazzale delle due fontane e il suono cristallino dell’acqua che scorre screzia l’aria della notte, una serena notte elfica in Tir Na Nog.
Nell’ombra, presso il seggio alchemico della capitale, un uomo avvolto in un mantello amaranto rischiarato dalla luce dei cristalli filosofali, è intento al lavoro, quando un’eco indistinta di passi si distingue tra il rumore delle acque.

Un piccolo essere, dagli abiti da cacciatore, fa il suo ingresso nel piazzale, indossa un mantello con le insegne imperiali.

Il mantello amaranto produce un leggero fruscìo, lasciando intravedere il riflesso di un cristallo su di un ‘armatura lucente. Feinn gira lo sguardo da sotto il cappuccio per tutto il piazzale, per individuare le guardie imperiali sicuramente appostate dappertutto. Nessuno. Gli spalti sono altresì vuoti, un upupa lascia uno dei merli delle mura immergerndosi nell’oscurità dell’occaso.

Il piccolo essere è un coboldo, attraversa lo spiazzale e infine, quasi accorgendosi per caso del cavaliere, solleva l’indice apostrofandolo:

- "Bentrovato nei miei possedimenti, sir Feinn. Giacché tutto quello che il vostro occhio può scorgere è di mia proprietà e ricordate... lo sara` sempre!"

Le ultime parole urlate in una lingua sgradevole e gutturale alle orecchie di qualsiasi abitante di Albion o Hibernia, avevano il proposito di far uscire il cavaliere allo scoperto. Egli fece un inchino formale e si rimise al lavoro.

- "Non siete stanco? Cos'avete ancora da conquistare?”

Scotendo la testa, Esaraden, nelle sue vesti di Esarco, la carica di Cacciatore Imperiale, si avvicinò all’area alchemica, levandosi l’elmo e accomodandosi sull’erba bruciacchiata intorno al tavolaccio.

- "Nulla messer Feinn! Praticamente tutte le terre a me ribelli sono tornate sotto il dominio del mio stemma e il castello Dun Crauchon un tempo vessillo ed orgoglio della gilda Shadow Warriors è caduto e conquistato dal mio esercito!"

Il cavaliere nascose la sua sorpresa sotto il cappuccio, lasciando che un liquido bluastro frizzasse in una pozza.

- "E dunque? Come trascorre il suo tempo l'imperatore quando tutti i confini sono sicuri?"

- "Forse cerco la tranquillità e il seme della concordia che un ininterrotto dominio come il mio non ha mai portato e come potete vedere mi dedico alla caccia."

- "La vostra saggezza è pari alla vostra ferocia, e questo è strano, molte rughe solcano il vostro volto, sono trascorse molte lune da quando veniste su Argain, non vi sembra giunto il momento di riscattare i vostri peccati?"

- "Sappiate messer Feinn che potrete conquistare tutte le terre conosciute ma alla fine non si avrà mai uno spazio piu grande di un cerchio tracciato sulla sabbia…"

- "Infinita è la gioia di chi accoglie il Signore nel proprio cuore, ma chi ha serrato la propria anima all'amore, è prigioniero per sempre..."

- "Non mi parlate di religione per carità… Durante le guerre di conquista e le sconfinate battaglie contro chi ha osato opporsi a me l'ultima cosa che può venirmi alla mente è la religione, mai avuto conforto da quelle inutili panzane messer Feinn!"

- "Allora faccio appello alla fratellanza degli uomini, quella la conoscete bene, come ogni buon regnante: chi vuole governare deve fare appello all'unità degli uomini, non solo alla loro sete di sangue."

- "Fratellanza degli uomini messer Feinn? Voi dite? Eheheh… Cosa vedete sulle terre di Argain, che possa portare ad una benchè minima idea di fratellanza? Ve lo dico io... Nulla che la vostra religione possa spiegare."

Feinn inarcando un sopracciglio, si lascia andare ad un amaro sorriso, scoprendo i denti come in una smorfia di dolore e insieme di sdegno.

- “Che mi dite di Jagan? Ch'è successo? Perdonate la mia indiscrezione, ma sapete che sono diretto nelle cose, veramente non mi aspettavo ciò ch'è successo."

- "Bhe messer Feinn, le serpi e le ribellioni si annidano ovunque nelle mie terre messer feinn, ovunque il seme della ribellione e dell'ambizione di piccoli uomini cresce e germoglia, ed io mi adopero affinchè queste piante malsane non mettano radici forti, diciamo che faccio del bene... Le mie azioni saranno ripugnanti è vero ma sono sempre e comunque portatrici di bene. Infatti non può che scaturirne del bene messer Feinn... Vedete Argain com'è tranquilla ora? I muri sono sporchi di sangue e la terra si abbevera del sangue dei miei nemici ma tutto è tranquillo... Non trovate? Non trovate che potete tranquillamente girare per le mie terre sotto la difesa e la scorta del mio esercito? è un esercito disciplinato, organizzato e che mantiene l'ordine!"

Il Cacciatore Imperiale sorride ora soddisfatto, allargando le braccia con fare ecumenico e beffardo.

- "I campi fuori la città degli elfi sono intrisi di sangue, sangue di uomini, elfi, orchi, troll… Questo lo chiamate bene? I tre draghi sono ancora vivi, il male nel mondo non è domato i demoni si preparano sempre più forti guidati dai Signori dell'Ombra... E il vostro esercito che fa?"

- "Il mio esercito ha domato molte belve uscite direttamente dai meandri dell'Inferno messer Feinn! Cose che le vostre preghiere ed il vostro Signore non potrà mai permettervi di fare!"

- "Vi manca di domare quelle che sono scese dal cielo, allora, perché io sono ancora qui e molti sono con me."

- "Per una buffa coincidenza siete qui messer Feinn... Siete stato via molto tempo... Forse l'amarezza di aver ammesso che non potete competere con le mie forze vi ha spinto a stare lontano? Siamo uomini di mondo messer feinn possiamo parlarne."

- "Il giovane daino deve imparare a camminare con le proprie gambe, ora il cervo di un tempo vuole cavalcare sulle ali del vento... Sono giunto... perché il vento cambi."

- "Diciamo che la vostra fede è meramente una sorta di favoletta per cuori instabili è puramente velleitaria!"

- "Comprendo che per il vostro regime è meglio non prenderci sul serio e finora ha funzionato. Un giorno però diverrà il vostro più grande errore."

- "Ah è una sfida la vostra?"

- "Sì."

- "Ebbene sappiate che il mio impero molte lune fa ha rischiato di crollare, per l'inadempienza e la pigrizia dei miei ufficiali e dei miei uomini più fidati che come spugne hanno pensato di arricchirsi mentre ero via, ma appena tornato chi doveva pagare ha pagato con la vita messer Feinn ed ora eccoci tornati alla situazione iniziale, non pensate che il mio regime come voi lo chiamate sia veramente ottimale per tenere le redini di un cosi vasto dominio?"

- "È capitato più di una volta che il vostro regime fosse per crollare, capiterà ancora."

- "Solo se io non ci sarò messer Feinn, solo se io non ci sarò ricordatelo..."

- "Sapete qual'è stata la mia più grande sfida nella Lama?

- "Ditemi pure."

- "Convincere Lithwen che una Compagnia non può vivere basandosi su un solo comandante, e che avrebbe dovuto trovare qualcuno che condividesse con lei il peso del comando, dal giorno che vinsi quella sfida le cose sono cambiate."

-"Ed è pura follia! Come potete pensare una cosa del genere? Serve una mano forte che guidi e nessun altro che condivida il potere, solo il potere assoluto è segno di vittoria e dominio incontrastato."

- "Vedete Imperatore... Il potere assoluto serve a risolvere le situazioni... Ma alla lunga gli uomini si stancano, soprattutto quelli in gamba, e più sono in gamba e prima si stancano, e senza uomini in gamba non si vince, come la mettiamo?"

- "Vi riferite a Jagan! Siete dalla sua parte! Vero??"

- "Io detesto Jagan se volete sapere come la penso, è un fanciullo capriccioso, neanche l'ombra di suo fratello Titan."

- "Ah bene, mi fa piacere che la pensiate cosi, i miei uomini in gamba messer Feinn sono molto piu in gamba di Jagan, e sono fedeli soprattutto! Tenuti sotto la mia mano protettrice e paterna."

- "La mano paterna va bene per i bimbi, Imperatore... gli uomini hanno bisogno di altri valori, e io preferisco essere un capitano d'uomini."

- "Avete detto bene, io sono il loro padre e i miei uomini fedeli sono i miei figli che stringo al mio petto! Con dolcezza e cura ma se osano rispondere allora come loro padre sono in diritto di punirli, molto duramente se necessario, sappiatelo! Ed è gia successo!"

- "Abbandoneranno la loro casa, quando vedranno che i vostri guanti nascondono gli artigli di un drago."

- "Guardate le mie mani messer feinn....sono quelle di un drago? Sono quelle di un uomo umile ma che ha saputo sempre quello che voleva, il potere, il dominio, il controllo, tutto!"

- "Niente, dico io, senza l'amore della propria gente, combattono per paura di voi e per ebbrezza della vittoria."

- "La mia gente mi ama... E la gente ama le vittorie e la garanzia di sicurezza che il loro capo il loro imperatore gli offre."

- "Ma quando non vinceranno più e non avranno paura di voi, vi abbandoneranno, al mio fianco io ho compagni che non mi abbandonerebbero nel più triste dei destini, voi cosa preferite?”

- "Sappiatelo messer Feinn... Il mio impero non cadrà mai!!! Saranno le follie di un coboldo ma sarà sempre così! E il mio dominio resterà incontrastato su tutti voi!"

- "Il mio cuore è libero, Imperatore, e anche quello dei miei compagni."

- "Ho preso tutto messer Feinn... Otterrò anche la vostra anima se sarà necessario per piegarvi alla mia volontà! guardate gli Shadow Warriors.... Inebriati dalla vittoria hanno perso miseramente tutto quello che avevano duramente ottenuto, e perchè? Per la mia volontà, un mio semplice gesto, gli ha tolto tutto!"

Una cendela si spense, sul tavolo, inspiegabilmente.

- "I Guerrieri dell'Ombra hanno fallito, ahimé, ma innanzitutto di fronte a se stessi."

- "Ho generali fedeli e capaci messer feinn, che hanno guidato le mie truppe all'assalto."

- "Non lo metto in dubbio, purtroppo..."

- "I miei generali più fidati: Perla, Radiazione hanno organizzato e messo a punto il piano di attacco, sono generali e leaders capaci che hanno sempre difeso e combattuto per il mio impero, ed hanno sempre portato alla vittoria le mie truppe, e tutto questo perchè? Perchè hanno a cuore il loro imperatore non ne hanno paura!!!"

- "Mmm... permettete una domanda?"

- "Ditemi"

- "Come pensate si sarebbe comportata la Lama al posto dei Guerrieri d'Ombra?"

- "Uhm è una domanda molto difficile mi pare impossibile riuscire a rispondervi, ma l'unica cosa che posso dirvi è che non so come si sarebbe comportata la lama... Sono l'Imperatore non sono un mago da baraccone eheheh."

- "Beh, d'altra parte non saprei rispondere neanche io! Di certo spero che non tradiremo noi stessi e i valori per i quali combattiamo."

- "Secondo voi Animalia come ha reagito di fronte alla bruciante sconfitta del suo esercito al quale è stato tolto tutto... Il castello, le reliquie, l'onore e l'orgoglio..."

- "Non saprei, non ero presente."

- "Una demoralizzazione definitiva per far capire che l'impero non crollerà mai."

- "So che lo sciamano Controller ha abbandonato queste terre."

- "Sì ed è la piu bella notizia che potessi avere, un nemico del mio sangue ha abbandonato queste terre, ma secondo voi è vera questa storia?"

- "Un vostro ufficiale me la narrò, ma le parti che riguardano sono belle che inventate, ve lo garantisco."

Il Cacciatore Imperiale si accostà più dappresso a Feinn controllando che nessuno possa sentire i loro discorsi e da questo momento il suo parlare è un sussurro diretto soltanto alle orecchie del cavaliere.

- "Ve lo dico in tutta confidenza messer Feinn... Controller non ha abbandonato queste terre, sapete che Controller è uno dei miei tanti figli vero?"

Feinn ha un'espressione di stupore.

- "Ah! davvero? la carne è debole, sta scritto."

- "No no cose meramente politiche messer Feinn, bhè bhè... Diciamo che all'inizio del declino del mio regno ero... Insomma... Più disposto alla libertà, riforme, libertà di pensiero e di parola, abolizione della condanna a morte."

- "Ah, avevo capito male! Però... non l'avrei mai detto!"

- "Ed è stata questa libertà a portare quasi al crollo il mio Impero, il mio figliastro Controller si era messo dalla parte dei ribelli non abbiamo mai avuto un buon rapporto sapete?"

- "Così si dice tra i più dotti."

- "Sono confidenze tra uomini queste messer Feinn... Siamo in confidenza e siamo uomini di mondo quindi a voi posso dirvi tutto, bhè ho dovuto sistemare le cose in famiglia diciamo... sistemare... Voi capite vero?"

- "Ahem... cough... cough... non credo di capire, cosa intendete?"

- "Diciamo che mio figlio si è trovato inspiegabilmente nelle segrete del mio nuovo maniero, il Crauchon, e sempre inspiegabilmente ha avuto un incidente..."

- "Immagino che sappiate quanto mi ripugnano queste azioni."

- "Sapete... Come si dice... Se la testa non l'avessimo attaccata al collo rischieremmo tutti di perderla vero? Soprattutto se la testa in questione è senza buon senso."

- "Mmm... e questa dunque sarebbe stata la fine dello sciamano?"

- "E cosi la voce ufficiale è che mio figlio ha abbandonato queste terre.... Stava diventando una minaccia, ogni minaccia va stroncata, con qualsiasi mezzo. Su messer Seinn, nella vostra carriera di paladino e uomo di chiesa ne avrete avute di confessioni ben più macabre della mia no? Non penso che ciò vi scandalizzi piu di tanto, figli che uccidono i padri, padri che uccidono i figli... Alla fine sono nomi."

- "Non è scandalo, è pietà, ed è per questo che vi propongo di abbandonare il vostro trono, dacché ho pietà di voi, e non posso esimermi dall'indicarvi la strada della Luce, abbandonate le vostre cariche, donate i vostri averi, deponete le insegne del male, quelle che indossate da troppo tempo ormai."

All’udire queste parole, il coboldo scattò in piedi, sollevando il pugno. Le sue urla risuonarono in tutto il piazzale, coprendo il dolce suono delle acque elfiche.

- "e pensate che la vostra fede mi convinca dal desistere dal mio tragitto?!"

Il cavaliere fermò il suo lavoro, volgendo il suo sguardo a sostenere la sfida imperiale, ma non perse la calma.

- "Non la mia fede, ma la Luce del Signore Padre Onnipotente."

- "Ecco il mio simbolo, la fede che tutti coloro sotto il mio dominio e la mia egida dovranno osservare, questo, osservatelo, ecco l'unica cosa degna di essere venerata!"

Lunghi istanti di silenzio, nei quali il cacciatore imperiale mostrava al cavaliere con occhi infuocati, l’effige del teschio, ricamata sul suo mantello.
Dopo un tempo imprecisato il cavaliere trasse dal tavolo un’ampolla finemente decorata, contenente un liquido dal colore celeste. Sorridendo, così si rivolse, all’autorità incontrastata:

- "Voglio farvi un dono, Cacciatore Imperiale, affinché possiate un giorno riconoscere il valore della vita sul vostro cammino... Prendete, un giorno potrà salvarvi la vita, allora forse ripenserete alle mie parole."

La maestà imperiale rimase non poco stupefatta, lasciando andare il mantello e allungando il braccio come a prendere qualcosa che non fosse già suo. Gli stretti occhi del coboldo si allargarono quasi meravigliati nell’osservare l’ampolla alla luce di un cristallo mistico. Accennando un cenno di ringraziamento, ripose la preziosa pozione in una delle sue bisaccie da cacci. Rimise l’elmo. Poi, con gesto controllato, alzò il pugno in direzione del cavaliere.

- "Non siatene troppo certo messer Feinn!"

- "Non ne sono certo, ma la speranza non mi abbandona mai."

- "Vi saluto messer Feinn."

- "Andate in pace".

Feinn MacCoomhail

 

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