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Benvenuti tra le pagine dedicate alla gilda della Compagnia della
Lama Infranta! -
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Maeve,
Mano di Eir, si aggirava inquieta nei giorni che seguirono
il ritorno di Feinn su Argain. Sogni misteriosi, e l'inquietante
presenza di una figura spettrale, convincono Maeve a recarsi
dalla vecchia Inaksha...
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Incubi dal passato
***
Mi girai attorno, e vidi solo l'oscurità
più totale. Scorgevo qualche forma, qualche collina, ma la
notte era stranamente cupa. La luna brillava di una luce assai diversa
dal solito, più tetra e agghiacciante. Ci misi qualche istante
a capire dove mi trovavo...le Piane di Salisbury. E davanti a me
c'era il cerchio di Stonehenge.
"Non.....non è possibile.....ci sono
già stata qua!"
Vidi, come alcuni anni addietro, venirmi incontro
una figura, ma stavolta era stranamente agghiacciante, sgraziata,
i suoi movimenti sembravano un lento strazio senza fine. Quando
mi arrivò di fronte, riconobbi Finn. Non parlava, stava immobile
e serio.
"ma che diavolo......Finn stai bene?"
Posai una mano sulla sua spalla, e sentii un gelo
pervadermi fin dentro le ossa, salirmi alla testa, nel cuore, un
glaciale soffio che mi stringeva nella sua morsa. Chiusi gli occhi,
e sentii uno stridore provenire dall'alto. Quando li riaprii, mi
trovai tra le rovine di una città, in fiamme, e vidi chiaramente
da dove proveniva quel verso immondo.....un enorme drago di bronzo
scendeva a forte velocità su di me. Provai a mesmerizzarlo,
ma fu inutile, la sua scesa diveniva sempre più rapida e
minacciosa. Mi parai il volto con il braccio, in attesa di sentire
l'urlo assordante che mi avrebbe uccisa. Nulla. mi guardai intorno
e vidi nuovamente qualcosa di diverso...una fittissima nebbia mi
avvolgeva, avviluppante e densa. Riuscivo a distinguere chiaramente
il suono di passi, sull'erba, ma le nebbie erano così profonde,
così impenetrabili, che non riuscivo a vedere nulla. I passi
si fecero più vicini, e infine vidi il volto di Rikus, raggiante,
spuntare dal biancore della nebbia. Dietro di lui, c'era Finn, ma
i suoi passi non erano udibili....il suo aspetto era etereo...sentii
una mano afferrarmi il polso, mi voltai spaventata, e vidi una donna
con un nero mantello e un cappuccio che rendeva impossibile vedere
chi fosse...mi gettò uno sguardo malvagio, carico di male,
che mi pervase e mi irrigidì...era un'Elfa...
Mi svegliai di soprassalto.
"un...un sogno....era solo un sogno..."
Mi toccai la fronte, madida di sudore, e andai verso
la brocca dell'acqua, per lavarmi il viso.
"è la quarta volta questa settimana.....che
cosa succede?"
Mi vestii, e andai di corsa dallo Stalliere, e comprai
un biglietto per Haggerfel.
"Inaksha saprà dirmi di certo qualcosa...lei
può saperlo, è la migliore Mano di Eir esistente,
i suoi consigli non sbagliano mai"
Salii sul nero destriero, nella luce del primo mattino,
e mi incamminai verso Haggerfel.
Lungo la strada, cercai di fare mente locale su
tutti i sogni fatti nei giorni scorsi. Sembravano tutti senza senso,
sconnessi, l'unico punto di congiunzione sembrava essere il male
insito nelle varie figure.
Arrivai, e legai il cavallo alla staccionata, quindi
mi diressi subito alla casa di Inaksha. Entrai, mi abbassai il cappuccio
e mi tolsi l'elmo.
"Inaksha? Sei in casa?"
"Vieni, Maeve, ti stavo aspettando...c'è
qualcosa di cui dobbiamo parlare..."
Inaksha era seduta, col volto turbato...come sempre,
d'altronde. In tanti anni di allenamento, lei si era sempre occupata
della salvezza del Reame, sempre con l'angoscia e la speranza nel
cuore e la sofferenza sul volto. E come sempre, le sue fantastiche
doti le avevano fatto percepire con largo anticipo il motivo del
mio arrivo.
"Inaksha, lo sai già...cosa sono queste
visioni? Puoi aiutarmi tu?"
"Maeve, ormai sei una Mano di Eir da svariato
tempo, era questione di poco prima che tu iniziassi ad avere le
prime preveggenze. Questa volta, però, tu non hai visto il
tuo futuro...hai visto il tuo passato, il tuo presente, o meglio,
quello di chi ti è attorno."
"Io....non capisco..."
"E' molto semplice, o molto complicato, Maeve.
Ciò che hai visto, è ciò che vorresti vedere.
Cos'è che ti sta a cuore, Maeve?"
"Io...beh, la mia famiglia, i miei compagni,
la salvezza del reame....ma non vedo come possa essere collegato
a questi incubi!"
"Maeve, non mentire a me...tu vorresti essere
arrabbiata, vorresti fare tante domande, vorresti chiedere perchè,
ma non lo fai per non turbarlo. Non lo fai per il quieto vivere.
Non lo fai perchè gli vuoi bene. Come Anziana del Tempio,
non posso che essere contraria, l'unione di un'Ancella di Eir con
un vile Paladino di Albione è inconcepibile. Ma come tua
vecchia consigliera...ti dico, ciò che hai visto è
la realtà di una vita parallela, una realtà che esiste
ma non è visibile."
Fui presa da uno stordimento improvviso. Cosa voleva
dire tutto ciò? Una realtà parallela?
"Parli di Finn, sì, ma....cosa vuoi
dire? spiegami perfavore!"
"Tu sai già cosa devi fare e come finirà
tutto questo. Devi solo volerlo scoprire. Non hai bisogno che io
ti dica che è inutile parlarne con quello sporco sguattero
di Albione, non caverai un ragno dal buco. Devi scoprirlo da te."
"ma..."
"Basta così, vai, ora. Segui la via,
Eir è con te."
Mi inchinai, e mi diressi verso l'uscita, ancora
incosciente di tutto ciò che avevo ascoltato.
"Cosa posso fare..."
Ripensai un attimo ai miei sogni. Cercai di trovare
qualche indizio che mi potesse aiutare a scoprire di più,
qualsiasi cosa. Poi ebbi un'illuminazione improvvisa...
"Ma sì! Ne parlerò con Lithwen,
lei conosce Finn da tempo immemore...forse lei mi può dire
qualcosa di più!!"
Feci galoppare il cavallo verso Jordheim, per dirigermi
a Tir Na Nog.
Intanto, Inaksha, mi guardava partire, dall'uscio...
"povera ragazza...sta andando incontro a lei senza saperlo..."
Maeve
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Maeve
si reco` a Tir Na Nog, dove sapeva che avrebbe trovato facilmente
l'amica elfa, ma nonostante sperasse in risposte risolutrici,
queste non giunsero presto come aveva sperato...
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Lithwen camminava adesso al fianco di Maeve,
il suo passo leggero avrebbe reso la sua presenza invisibile,
ma oggi la sua voce era piu` alta del solito...
"Ma dico, ti rendi conto di
cosa ha fatto quel bandito l'altra notte!? Al maniero di Majere?
E non ti dico che ha risposto quel fedifrago di mago! Non so chi
e` peggio tra i due, non mi stupirei se avessero organizzato tutto
da principio, mettendosi d'accordo!"
Maeve tiro` l'ennesimo sospiro. Aveva
raggiunto Lithwen di buon mattino, con la speranza di avere consiglio,
ma erano gia` tre ore consecutive che l'elfa si lamentava dei
recenti avvenimenti. Maeve cominciava a domandarsi se gli elfi
respiravano prima di un lungo discorso, le parole di Lithwen sembravano
non aver bisogno di sosta.
Finalmente dopo l'ennesimo litigio
con uno sventurato passante che aveva il solo torto di somigliare
vagamente a Jude, sembro` che l'elfa fosse disposta a concentrarsi
anche sulla sua accompagnatrice.
"Feinn? Certo anche lui e` un
uomo come Jude, e anche se non appartiene alla stirpe elfica sara`
un mentecatto almeno quanto Majere! No, aspetta...
"Si hai ragione, conosco Feinn
da molti anni. Invero vi e` qualcosa in lui che lo rende diverso
dagli altri. In comune con Jude ha il coraggio e la forza, un
grande carisma, ma lo esercita in modo differente, quasi regale.
E' bizzarro, come uomini dalla vita cosi` poco longeva, possano
acquisire rapidamente dei valori che andrebbero trasmessi in centinaia
di decadi...
"Io conosco poco della vostra
storia... ma se egli ti ha fatto una promessa, la manterra`, oltre
ogni limite che possa imporglisi innanzi. Probabilmente, persino
la fine della sua esistenza un giorno si attardera` a compiersi,
per permettergli di portare a termine i suoi giuramenti e le sue
promesse, perche` la sua parola ha un valore rispetto al quale
ben poco possono persino le inestimabili gemme magiche degli elfi.
"Al tuo posto, riporrei maggiore
fiducia in lui. La stirpe degli uomini sa essere sorpendente a
volte, e persino gli elfi piu` impulsivi ripongono in essa maggiore
stima di quello che si potrebbe pensare. Inoltre, pensa anche
che... aspetta un momento! Non e` Jude quello li` in fondo alla
strada?!
Maeve non ebbe il tempo di rispondere,
Lithwen aveva gia` affrettato il passo verso lo sfortunato mercante
di frutta midgardiano con una cicatrice lungo l'occhio destro.
Per il momento accantono` i suoi
pensieri, e si affretto` ad intervenire per evitare il peggio:
si scopri` solo in seguito, che il malcapitato nordico era giunto
a tir na nog esclusivamente per richiesta di un robusto troll,
apparentemente ghiotto di mele...
Lithwen
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Sogni
e visioni proseguivano, ma possono davvero esserci da guida?
Qualcuno disse difronte alla tomba di un amico: "non
temere, perche` ci incontreremo sempre nei miei sogni..."
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Ormai era tardo pomeriggio, e stavo
tornando verso casa. Ripensavo a Lithwen, al suo esasperante monologo
su Jude e alla sua collera...sorrisi, divertita. Però fu
soltanto un lampo, perchè nella mia testa c'erano già
molti altri pensieri. Mi fermai sulla riva del lago, e dopo essermi
seduta iniziai a tirare pietruzze nell'acqua limpida.
"Lithwen non mi ha saputo dire
nulla...non capisco se lo fa apposta, se mi nasconde qualcosa,
o se persino lei è all'oscuro di ciò che ha detto
Inaksha....eppure non è possibile! Lei vive da centinaia
di anni, dovrebbe sapere tutte le vicissitudini di queste terre!
Da dove viene Finn, dove era lei prima di venire nelle terre di
Argain? Rikus? Tutte queste domande, nessuno mi ha dato una risposta...che
devo fare?"
Mi accorsi che stavo parlando da
sola, mi ero addirittura alzata...mi sedetti subito, sperando
che nessuno mi avesse visto...avrebbero potuto scambiarmi per
una pazza, magari!
Ripensai alle parole di Lithwen, cercando qualcosa che potesse
essermi utile.
*Se egli ti ha fatto una promessa,
la manterra`, oltre ogni limite che possa imporglisi innanzi.
Probabilmente, persino la fine della sua esistenza un giorno si
attardera` a compiersi, per permettergli di portare a termine
i suoi giuramenti e le sue promesse, perche` la sua parola ha
un valore rispetto al quale ben poco possono persino le inestimabili
gemme magiche degli elfi...*
Oltre ogni limite...
La fine della sua esistenza...
Avevo la sensazione di esserci vicina,
come di girare intorno alla verità ma non toccarla mai.
Mi venne un'idea.
"Potrei.....e se.....magari
ci riesco..."
Se Inaksha lo poteva fare, perchè
non dovevo riuscirci io? In fondo, come aveva detto lei stessa,
ogni Mano di Eir può avere preveggenze...
Presi la mia sacca, e ne tirai fuori il medaglione. Lo strinsi
tra le mani, e mi concentrai. Niente. Nessuna visione.
Guardai il medaglione.
"Ma che sto facendo? Sto diventando
pazza come Inaksha..."
In fondo, non me ne importava un
fico secco di sembrare matta. Riprovai, strinsi il medaglione
tra le mani chiudendo gli occhi. Ancora una volta, il vuoto più
totale.
"Al diavolo!"
Delusa, arrabbiata, gettai il medaglione
a terra, lo scagliai con tutta la forza che avevo. Poi ripensai
al momento in cui lo ricevetti...mi pentii subito di quello che
avevo fatto, e mi alzai, per andare a raccoglierlo. Questa volta,
non appena le mie dita lo sfiorarono, venni presa da una vertigine
improvvisa.
Aprii gli occhi, e mi guardai attorno,
stordita. Vidi una specie di monastero, un Tempio, non riuscivo
a distinguere bene. Entrai, ma il buio mi impediva di vedere qualsiasi
cosa. mi parve di vedere una lapide, o comunque una pietra, un'incisione
sulla roccia...parlava di qualcuno sepolto là sotto.
Poi sentii una voce, come di qualcuno
che piangeva, ma non riuscivo a distinguere bene la lingua che
pronunciava quel lamento. Istintivamente, cercai la fonte di quel
pianto...ma non vidi nient'altro che le tenebre. Sembrava la lingua
di Albione, sembrava Elfico, non saprei dirlo. Per un attimo vidi
nuovamente Rikus, con dei compagni assieme a lui, che scuotevano
il capo, tristi.
Provai a raggiungere Rikus, ma sembrava
sempre più lontano. Di nuovo, com'era già successo,
sentii qualcuno trattenermi per il braccio, ma questa volta la
morsa era dolorosa, la mano era fredda come il ghiaccio di Tuscaren,
e quegli occhi di Elfa erano ancora più malvagi e infernali
che mai. Poi tutto si annebbiò...
Mi ripresi. Ero svenuta.
"ouch....ora capisco cosa provava
Inaksha..."
Rimasi stesa, la testa mi faceva
male come non mai. Respiravo a fatica, ero in preda al panico...cosa
voleva dire quella visione? chi era sepolto in quel tempio, in
quel monastero? Chi era che si lamenteva, e perchè? Chi
poteva essere quell'Elfa?
Nella disperazione più totale,
ebbi per un attimo la percezione di qualcosa che poteva essere
il collegamento.
"le Nebbie...il monastero.....Rikus
è apparso in tutte le visioni!"
Mi alzai, animata da una forza di
cui non sapevo la provenienza. Corsi verso lo Stalliere, e saltai
in groppa al cavallo, catapultandomi a Jordheim alla volta di
Camelot.
Arrivai nella capitale Albionese
che era ormai notte fonda. Si udivano soltanto le voci di Menestrelli
ubriachi nelle Locande, e le uniche luci erano quelle delle camere,
che filtravano fiocamente dalle finestre. Mi precipitai verso
la Chiesa, e bussai violentemente alla porta.
"Rikus, Rikus, apri! Rikus apri!"
COntinuai a bussare con tutta la
mia forza, ininterrottamente, noncurante della tarda ora. Una
luce, finalmente, si accese all'interno dell'edificio...
Maeve
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