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Benvenuti tra le pagine dedicate alla gilda della Compagnia della
Lama Infranta! -
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[...]ricordate
sempre che dalle parti di Haggerfel nelle notti più
fredde, fra l'odore di birra e di patate speziate, qualcuno
ha giurato di aver visto il fantasma di un vecchio nano sporco
e stanco, ma fiero dietro alla sua barba bianca. Stava seduto
su una rupe, con un sorriso beffardo: il sorriso di chi ormai
riposa dalla battaglia e la guarda da lontano con soddisfazione
per le vittorie dei propri compagni. Che strani scherzi fa
la birra di Haggerfel.[...]
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Il sogno di un nano (o di un infiltratore?)
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-Che strana lapide! Beh non importa, non ho tempo
adesso per queste facezie, alla locanda mi aspettano, e odio far
attendere le mie donne!-
Nans si rimise il suo cappello piumato e rimontò in sella:
era decisamente tardi, alla locanda The Stone la musica già
suonava da un pezzo, la giornata era conclusa ed egli aveva collezionato
un bel bottino, sicuramente avrebbe trascorso una bella serata nel
letto di qualche dama di facili costumi.
Nell'angolo della sala il fuoco crepitava nel camino e diffondeva
un buon odore di resina bruciata, le porte si aprirono, stanco ma
soddisfatto Nans prese posto ad un tavolo.
Nel vederlo entrare l'oste preparò il solito
beverone che ogni sera quell'uomo ordinava, egli ancora non ne conosceva
il nome, anche se era un cliente affezionato ormai da anni... difficilmente
aveva scambiato parola con qualcuno: solitamente veniva a rifocillarsi
ed a passare qualche ora con le fanciulle del posto, che ormai ne
adoravano i modi di fare sempre premurosi nei loro confronti. Questo
all'oste di sicuro non interessava: -Al diavolo il suo nome, l'importante
è che paghi profumatamente come fa ogni volta!-
Quella serà però qualcosa tormentava
Nans: -Quella lapide, quella maledetta lapide! Perchè non
l'avevo mai vista? ...e quella storia così strana. Non ha
senso che stia troppo a pensare su certe cose, ho già mal
di testa, quei dannati goblin devono avermi fiaccato piu del previsto-
L'oste vide per la prima volta Nans salire da solo le scale che
conducono alle camere, il suo aspetto non era dei migliori.
Nans
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Passo`
un certo tempo, solo dopo il quale Nans si concedette, e
riprese il racconto li` dove lo aveva interrotto. Ed ecco
infatti, il suo seguito...
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Non c'è! Non c'è più! Che
sia stato solo un miraggio quella lapide che stanotte non mi
ha fatto dormire?-
L'infiltratore aveva trascorso una notte agitata
e nel dormiveglia costante la sua mente era attraversata da
immagini strane, come se nel sonno egli rivivesse le avventure
di qualcun'altro: le avventure di quel nano di cui parlava l'iscrizione.
La mattina stessa si era trovato a dover riflettere sulle visioni
avute...
Un muro, un enorme muro davanti a lui. Nans
si ricordava di non identificarsi con lesue
fattezze: in questi strani sogni allucinanti impersonava un
tozzo e rude nano... quanto era diverso dai suoi modi sempre
raffinati e dalla sua grazia nel portamento.
Davanti a questo muro una sola porta aperta si distingueva,
unico passaggio per vedere cosa si possa celare al di là
dell'enorme costruzione, unico modo per uscire da quel posto
assurdo.
Passata la porta si estendeva una landa desolata
e completamente vuota... il nulla, la tranquillità che...
-shhhhhhht un fruscìo-
Un dolore lancinante, cinque figure scure che
lo accoltellano, Nans era svegliato.
Cosa poteva voler dire tutto ciò? Ancora non riusciva
ad immaginare, cinque infiltratori in sogno lo avevano aggredito,
eppure non riusciva a distinguere quale parte nel sogno egli
rappresentasse, se il nano, se un'infiltratore, se il muro,
o nessuna di esse; che fosse soltanto uno spettatore? O forse
Nans era tutte quelle persone contemporaneamente. Come in tutti
i sogni la visione che si ha di essi non è mai troppo
limpida e perfetta, ma questa stranamente era ancora vivida
e impressa nella mente per essere stata un frutto della fantasia.
Nans quella scena l'aveva vissuta veramente molti moltissimi
anni addietro, ora lo sapeva! Come un sussulto si rese conto
di esser stato una volta quel nano, di aver realmente subìto
l'agguato e di esser stramazzato al suolo esanime: adesso si
trovava nel corpo di uno dei suoi assalitori. Perchè?
La sua anima era stata troppo forte e attaccata alla vita per
poter scomparire nel nulla, si era così impossessata
di uno dei suoi carnefici.
Adesso Nans non era nè la crudele ombra
di anni prima nè il nano sporco e rozzo... era Nans,
semplicemente se stesso nella sua solitudine e confusione. Ma
questo ovviamente non lo sapeva non ne aveva modo. Quel giorno
il corpo di un infiltratore svenuto fu ritrovato ai piedi del
suo cavallo da alcuni contadini che tornavano a casa dai campi.
Nans
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