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Benvenuti tra le pagine dedicate alla gilda della Compagnia della
Lama Infranta! -
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In
generale di buon umore e pronta allo scherzo, chi potrebbe
dire cosa c'e` nel cuore della nostra somma guaritrice? Ce
lo svela un poco in questo criptico racconto...
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Ritornando a casa (I)
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Quella sera, Maeve era appena tornata
nella sua piccola casa, tanto sognata nei tempi andati.
Seduta, accanto al caminetto, gettava piccoli pezzi
di corteccia secca nel fuoco, e guardava le fiamme con un triste
sguardo mesto.
Dopo qualke minuto, si alzò e andò
verso l'uscio, a contemplare la sfera rossa del sole sparire a poco
a poco dietro le candide montagne bianche di Midgard.
Con passo lento, Maeve si diresse verso il lago,
e si chinò per vedere il riflesso nell'acqua.
Tanti piccoli cerchi concentrici si formarono sulla
superficie argentea dell'acqua, mentre il suo limpido riflesso si
increspava piano e uno scintillio inondava i suoi azzurri occhi
di una fievole nostalgia.
Di lì a poco, Maeve udì il pianto
di una bambina, che aveva le ginocchia sbucciate per una rovinosa
caduta. Si diresse verso il piccolo angelo, ed un dolce sorriso
comparve sul suo viso cancellando le lacrime, mentre le poneva una
mano sulle gambette per sanare le sue ferite.
"Vieni, piccina, torniamo dalla mamma"
Dopo aver riaccompagnato la bambina a casa, Maeve
si diresse di nuovo nella sua capanna. Il camino era quasi spento,
e Maeve si diresse verso il letto. Sedette, e portò le mani
al viso.
"Io......non....capisco.....perchè......perchè?"
Ormai la felicità di pochi minuti era già
sparita, e il dolore bruciava ardente nel petto della Guaritrice,
mentre stringeva forte a sè il medaglione. Il dolore di un
attimo, il sentimento tempestoso di un'istante, che di lì
a poco sarebbe svanito, scacciato dal coraggio di continuare....la
solita, piatta routine che continuava a ripetersi tutte le sere...mentre
il canto del gufo, pesava come una condanna.
Maeve si rannicchiò nel suo giaciglio, coprendosi
con la pelliccia fino al collo. Mentre la luce del camino si faceva
sempre più flebile, Maeve guardava il suo zaino, e l'uscio,
e stringeva, come tutte le sere, il medaglione, fino a che il sonno
non la coglieva...e rimandava i tormenti al sorgere del sole..
Maeve
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