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Benvenuti tra le pagine dedicate alla gilda della Compagnia della
Lama Infranta! -
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Ogni
personaggio, ha la sua storia, e dentro di essa, si nasconde
un segreto...
Kuzzy
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Woinn
***
Pryden Keep... ricordi...
Faceva freddo, ero giovane, inesperta, incoscente.
Uscii di casa, da sola, per la prima volta nella mia vita ad affrontare
quegli orribili mostri che infestavano i dintorni... di nascosto...
Mio Padre, Sir Loutghord, un valoroso ed irreprensibilmente
corretto Maestro d'Armi e mia madre, Adin, una SpiritMaster che
tanto aveva combattuto nelle terre di Vorigern durante la cruenta
guerra fra i tre regni, mi avevano sempre obbligata a restare a
casa, a non uscire. Troppo pericoloso! Per me era già scritto
il destino di un matrimonio, ero già promessa sposa a Frip,
un bretone che da anni girava nei pressi del Ponte alla ricerca
di suo Padre che si dicesse rapito da demoni notturni... era un
ragazzo onesto, ed i miei genitori erano sicuri che mi avrebbe riservato
un futuro felice...
Faceva freddo
presi
dal camino una vecchia mazza piena di fuliggine, ricordo dei primi
allenamenti di mio Padre nei pressi di Camelot. Una lacrima mi scende
dal viso al ricordo delle serate passate intorno al focolare con
le mie sorelle ascoltandolo nei suoi racconti... eravamo felici,
la guerra era finita, mia madre era stanca di lottare e si era ritirata
ad una vita tranquilla, non parlava mai del suo passato, mio padre
invece, magari dopo aver alzato un po il gomito, spesso rimembrava
battaglie epiche, scontri ad Hadrian contro orde di Barbari assetati
di sangue armati di rozzi martelli e con sudice armature, feroci
Celti e astuti Lurikeen che dall'ombra facevano sibilare le loro
lame nel tentativo di tagliarti la gola... ricordo ancora mia madre,
che a quei racconti si irrigidiva, diventava seria... ma ho sempre
notato una strana luce nei suoi occhi... una luce che non sono mai
riuscita a decifrare...
con quella sudicia mazza uscii di casa, era
buio, ricordo ancora come sfuggii alla sorveglianza di Sir Estowitch,
il guardiano del forte, e mi avventurai nelle praterie circostanti;
Scheletri, Serpenti, non Morti senza testa, Lupi, Banditi e Saccheggiatori,
Tagliaborse, trovai di tutto, e, lentamente, mi resi conto che potevo
chiedere di più a me stessa. Ben presto imparai a lenire
le mie ferite con lunico potere che ero riuscita ad apprendere
dai vecchi testi magici di mia madre (se mi avesse scoperto nel
rovistarle i testi mi avrebbe sicuramente tenuta in punizione per
mesi!) e queste creature si rivelavano sempre meno feroci, tanto
che, ad un certo punto delle mie uscite notturne, mi accorsi che
non mi attaccavano più, preferivano starmi alla larga sperando
che io non alzassi la mia mazza su di loro...
Una notte incontrai una strana signora. Ricordo
ancora il suo nome: Sorella Ksha. Emanava una strana energia, sembrava
che intorno al capo avesse una aureola, era vestita di una curiosa
tunica di pelle e portava un lungo bastone. Ricordo ancora quella
strana sensazione di pace che mi trasmetteva. Mi chiese chi fossi,
come mi chiamassi, che ci facessi tutta sola così giovane
ed inesperta nella notte in giro per i prati. Non so perchè,
ma mi confidai con Lei, gli raccontai di mio padre, di mia madre,
del loro sogno di vedermi sposata e della mie recenti scorribande
notturne fuori del forte.
Un sorriso le segnò il bel viso e senza aggiungere una parola
iniziò a fare delle strane magie verso di me
magie
che, con mio sommo stupore, mi facevano sentire più forte,
più veloce e più valorosa, quasi come se potessi sopportare
meglio i colpi
era una sensazione fantastica, una prova di
forza, mi sentivo viva, e non avevo paura di nulla! Mi disse: "vai
Woinn, vai e scegli la tua strada. Ben presto ti dovrai recare a
Camelot ad apprendere il tuo destino. Il tuo cuore è puro,
il tuo corpo è sano e forte, le tue braccia non conoscono
fatica e lamore ed il rispetto che nutri per i tuoi genitori
non possono che portarti ad una scelta
ma io non ti condizionerò,
dovrai decidere da sola. A presto Woinn".
ricordo che quella serà appresi tutto
molto più facilemente, gli incantesimi che la Signora mi
aveva fatto dimezzavano i miei tempi di recupero, non ero mai stanca,
combattevo, combattevo e combattevo ancora
passò unaltra settimana quando
successe uno strano fatto: ero al mercato vicino a Camelot con mia
madre e due delle mie sorelle: Aysha ed Imeope. Un losco figuro
avvicinò mia Madre che prontamente ci prese dietro di lei
non so, forse per proteggerci, non capivo
vedevo solo
Imeope che stranamente aveva una scintilla negli occhi, una scintilla
simile a quella che vedevo da bambina negli occhi di mia Madre e
che non riuscivo a comprendere
sentivo il cuore di mia Madre
battere forte e percepivo un qualcosa di malvagio attorno a quel
viandante che parlava con mia Madre
ma non capivo
energia!
energia!
fiamme! vidi
mia madre torcersi in uno spasimo di dolore, la vidi piangere
qualche secondo prima udii le parole: "
lasciatemi andare
devo solo comprare della merce al mercato e tornare a casa
da mio marito
" vidi sguainare una spada
poi tutto
fu confuso, so solo che mia madre era li, in piedi, fiera, con gli
occhi di ghiaccio, uno sguardo terribile, ansimante
una potente
scarica di energia si era emanata dal suo corpo, qualche cosa di
impressionante, io rimasi sconvolta, vidi tutto bruciato intorno
il cadavere di quel losco figuro steso a terra e mia madre vigile
scrutare intorno a se
nessuno disse una parola, i viandanti
guardavano quella "strega" proteggere le proprie figlie
e non osavano avvicinarsi, era una strega, si! Era una strega, ecco
quella strana luce nei suoi occhi, ecco perché non mi permetteva
di uscire, ecco perché non parlava mai del suo passato
ma perché dopo quella impressionante prova di forza e di
potere mia madre era ancora così tesa? Cosa percepiva?
ad un tratto un sibilo, una lama, vidi Imeope
scattare indietro con una inspiegabile destrezza e spiengere mia
madre più a lato ma il colpo si conficcò nella spalla,
e mia madre urlò di dolore
unombra, si, unombra,
un essere senza nome e senza pietà, senza destino, crudele,
uno di quei terribili assassini di cui mio padre mi narrava nelle
notti intorno al focolare
uno di loro aveva attaccato alle
spalle mia madre, laveva ferita, e se non fosse stato per
Imeope (ma come mai avrà fatto ad accorgersi della presenza
di quellassassino?) probabilmente lavrebbe anche uccisa.
ma non cera tempo per pensare, io avevo paura, Imeope
era furibonda ma incapace di reagire, mia madre stesa a terra con
la spalla lacerata da quella lama notturna, tentava di rialzarsi,
ma lassassino era già su di lei, pronto a darle il
colpo di grazia
non ricordo bene cosa successe, era tutto molto concitato
e poco chiaro, so solo che distinsi la figura di quella strana Signora
di qualche notte prima, si lei, sorella Ksha. Come prima cosa la
vidi lanciare degli incantesimi su mia madre che riuscì a
resistere agli altri attacchi dellAssassino, magicamente
la sua forza diminuiva sotto i colpi del nemico ma immediatamente
tornava come prima dopo gli incantesimi di Sorella Ksha
tutto
questo fino a quando lAssassino se ne accorse e, lasciando
mia Madre, si diresse verso Ksha. Ancora una volta un sorriso attraversò
il volto di quella strana donna ed i suoi occhi si incrociarono
con i miei, era un avvertimento, una sicurezza, mi dava fiducia,
non aveva paura di quellAssassino e anzi non stava aspettando
altro che lasciasse mia Madre per andare incontro a lei
così fece
vidi roteare il bastone ad una velocità impressionante,
quel bastone identico a quelli nei ripostigli di mia madre vicino
ai testi di magia che di nascosto consultavo infliggeva dei colpi
impressionanti allAssassino, che, resosi ben presto conto
di chi aveva di fronte, poco prima di morire gridò: "
che tu sia maledetto!
. frate!
Sorella Ksha venne verso di me e mi disse:
"Woinn, sii sincera con tua madre e confidati come hai fatto
con me. Lei capirà. Se vorrai parlare con me mi troverai
a Camelot presso il mio ordine dei difensori di Albion
si
Woinn, lo stesso di tuo padre, io appartengo al suo stesso ordine
anche se sono di unaltra casata, quella dei Frati, come poco
fa questo infame Assassino ha avuto il coraggio e limpudenza
di nominare in punto di morte
. addio
.o, forse, a presto
."
non ho mai dimenticato quel giorno, quella
signora, mia madre, lAssassino, e non ho mai capito Imeope,
i suoi occhi, la sua agilità nello spostare mia madre
.
iniziò una nuova vita per me
mi iscrissi allordine dei Difensori di Albion e divenni Frate,
Frip si sposò con unaltra delle mie sorelle ed Imeope
mi sembrava sempre più strana
sin da piccole io sono sempre stata più
affabile, più gentile, più disposta ad aiutare il
prossimo. Quando io giocavo assieme alle sorelle ed alle amiche
del Forte lei se ne stava sempre sola, gli piacevano le storie cupe
e piene di intrighi, amava la notte, amava lombra
e
non sopportava i deboli
quante volte mi prendeva in giro
e mi dava della "femminuccia"perché a volte piangevo
o mi commuovevo per le storie di papà, lei era sempre rigida,
imperscrutabile, quasi indisponente.
passarono gli anni ed i miei allenamenti
andavano nel migliore dei modi; ero già conosciuta come una
delle più promettenti dellAccademia, e Sorella Ksha
era orgogliosa di me, mi insegnò tutto quello che sapeva
senza però mai tralasciare lindole e la professione
di Fede che un Frate deve avere e portare
nel cuore di un
Frate non esiste vendetta, sete di potere, sangue, esiste solo misericordia,
tolleranza, pace
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Accadde,
che gli anni passarono, ma le terre di Argain lasciarono il
segno su Woinn, come su tutte le cose che ci circondano e
che non sfuggono al dominio del tempo...
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Midgard, Spindehelia... un terribile posto dove
ci si allena in solitario per raggiungere i massimi livelli di sapere
e di pratica. Oramai ero diventata uno dei Frati più esperti
di tutte le selvagge terre di Argain e non avevo mai dimenticato
gli insegnamenti di Sorella Ksha, morta qualche anno prima alla
rispettabile età di 118 anni
il rispetto per gli altri,
lonore in combattimento, il predicare Pace e Bene alla gente
comune come ai Grandi Condottieri
quando:
una Hellaratta, una sorta di piccolo topo
neutrale del posto, attraversò a suo rischio e pericolo tutti
i cunicoli di Spindehelia sino nelle più profonde e buie
stanze abitate da mostri particolarmente aggressivi e spietati,
e mi portò un messaggio del mio allenatore che recitava:
" [omissis]
mia stimata e onorata allieva, e ancora prima
allieva della nostra mai dimenticata Sorella Ksha, un fatto terribile
è successo a Prywden Keep, unorda di malvagi capeggiati
da un terribile Negromante ha raso al suolo la città, nulla
abbiamo potuto, la nostra resistenza è stata inutile, ed
ora stiamo dando riposo eterno ai morti, agli eroi, agli innocenti
ti prego di tornare al più presto, abbiamo bisogno
di te"
mio Padre e mia Madre uccisi! Li vidi ancora
li, nella loro casa, uno vicino allaltro
nessuno aveva
avuto il coraggio di toccarli, tutti aspettavano il mio ritorno.
Mio padre con lo scudo e larma ancora sguainata, logoro di
sudore, sporco di sangue, con la sua scintillante armatura dorata
spezzata in più punti, segno del bieco combattimento contro
numerosi nemici in netta superiorità numerica
sporchi
assassini! Incapaci di combattere lealmente ed incuranti donore
. un prode Maestro dArmi
mio Dio! Vicino a lui
le carcasse di 10 volgari mercenari periti sotto i suoi colpi e
larcano potere magico di mia madre e, dietro di loro, le mie
sorelle! Tutte morte! Tutte tranne una: Imeope. Lei non cera.
E nessuno mi sapeva dire dove fosse
***
Sono passati oramai 25 anni dal vile saccheggio
e sono venuta a scoprire delle informazioni interessanti:i saccheggiatori
erano esponenti di una Gilda feroce e ribelle denominata Necromanti
che nel tempo si era creata un esercito di luridi e cenciosi mercenari
dediti allalcool, senza nessun ideale e capaci di voltare
bandiera al miglior compenso; inoltre Imeope era presente il giorno
dellassalto al forte. Alcuni raccontano di averla vista apparire
dallombra e tagliare la gola con un sol colpo a qualcuno di
quelle carogne e di berne il sangue sgrondante, altri dicono che
senza di lei mio padre e mia madre non avrebbero resistito così
a lungo tanto da permettere a molti cittadini innocenti ed indifesi
di mettersi in salvo e di raggiungere la vicina CostWold,
ma nessuno sapeva che fine avesse fatto
era morta? Era viva?
Dovera?
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Come
si puo` ignorare, il legame di sangue che lega un fratello
all'altro, una sorella all'altra? La linea del sangue, dicono,
e` talmente forte, che anche la morte che porta corona, non
riesce a spezzarla...
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Un caldo giorno destate ero in
missione per conto della stimata Silly, compagna di mille avventure
e battaglie contro i perfidi Necromanti (sui quali ho giurato vendetta
andando contro gli insegnamenti di Ksha) nei dintorni di Camelot;
decisi quindi di far visita al Forte ed alle tombe dei miei genitori
e delle mie sorelle. Al cimitero percepivo una presenza, un qualcosa
di sfuggevole, ma non mi sentivo in pericolo, era una sensazione
strana, molto simile a quella provata più volte nel corso
della mia vita in battaglia; quella di avere un Assassino alle calcagna,
pronto a conficcarmi la sua lama nella schiena. Portai i miei ossequi
alle tombe, visitai Sir Estowitch il vecchio guardiano del Forte,
oramai infermo e non ancora in pace con se stesso dopo il saccheggio
compiuto dai Necromanti 25 anni prima e, entrata nella Locanda del
Forte per prendere ristoro, incontrai Frip, ubriaco,sbandato, scheletrico.
Mi dissero che dopo lattacco e la perdita della moglie (mia
sorella Enyat) non si era dato pace, era caduto in una sorta di
crisi, non lavorava, si ubriacava ogni giorno, ed aveva addirittura
smesso di cercare suo padre. Povero Frip! Tutti gli portavano comunque
rispetto e non lo condannavano, capivano la situazione atroce ed
il crudele destino di quelluomo a cui fu prima portato via
il Padre da dei Demoni notturni, ed in seguito fu uccisa lamata
sposa!
Quando mi vide scoppiò in una fragorosa risata,
sicuramente dovuta al troppo alcool: "Ossequi Miledy!!! il
Suo nome risuona su ogni cantone di Albino!
e pensare che
era promessa mia sposa!!!
" disse
ma subito si
mise a pingere, mi si inginocchiò di fronte, mi baciò
i piedi e mi chiese di Confessarlo.
Restai con lui per molte ore e, ad un tratto, reiniziai
a sentire quella strana sensazione provata poco prima al cimitero,
quella presenza, quella presenza che mi faceva avvertire qualcosa
ma che allo stesso tempo non mi faceva sentire in pericolo!
Tra le altre cose Frip mi raccontò che da
qualche settimana girava la voce che presso Pryden Keep ci fosse
un Angelo della Notte. Un Angelo che seminava il terrore tra i viandanti
con cattive intenzioni, i borseggiatori e gli Assassini in cerca
di soldi facili, soliti nellaggredire i poveri cittadini indifesi
per rubarne il bottino. Sembra che questo "Angelo della Notte"
proteggesse la comunità del Forte per qualche strano motivo,
ma non si faceva mai vedere
o quasi
Frip mi confidò infatti di avere la certezza
che si trattasse di Imeope! Si! proprio lei!
Era sicuro di averla vista una notte finchè
infilava la sua lama sul petto di un cencioso borseggiatore che
stava importunando una vecchia Chierica tra Pryden Keep e CostWold.
Frip era nei dintorni, ubriaco come al solito, ed attirato dalle
grida della vecchia ma incapace di reagire e portargli aiuto si
era nascosto dietro un albero. Mi raccontò che ad un tratto
una figura nera sbucò dallombra e con la velocità
di un felino eliminò il borseggiatore inondando di sangue
la vecchia ed allontanandosi in silenzio, senza parlare
lunico
suono che si sentì fu il sibilo della lama lurlo della
vecchia ed il grido smorzato del borseggiatore
si smorzato
dal suo boia che con una mano gli perforava il cuore e con laltra
gli tappava la bocca
una esecuzione da perfetto Assassino!
Frip era sicuro che fosse Imeope perché,
prima di rinchiudersi nellombra, andò nella direzione
del suo nascondiglio dietro lalbero e giurava di averne sentito
lalito dietro le spalle seguito dalle parole, impercettibilmente
sussurrate allorecchio: "
non hai visto nulla vero
vecchio Frip? ma soprattutto non ne parlerai mai con nessuno, vero
vecchio? " quelle parole sembravano cullate dal vento
disse
e non le avrebbe dimenticate mai.
Al suo ritorno al Forte, in cambio di una pinta
su di un sudicio bicchiere di Locanda, Frip raccontò la sua
storia;
che aveva visto lAngelo della Notte e che avrebbe
giurato sulla tomba di sua moglie che si trattava della piccola
Imeope, figlia di Sir Loutghord e di Adin nonché sorella
di Woinn, ormai indiscussa professatrice di fede amata e rispettata
in tutte le terre di Argain.
Come era facile intuire nessuno gli credette, gli
hanno dato del pazzo,dellubriacone e alcuni più giovani
e meno rispettosi del triste passato del povero Frip lo malmenarono
imprecando contro chi aveva avuto il coraggio di rinvangare il nome
di Sir Loutghord, di Adin e di Woinn, eroi di Albion.
"
Imeope era dunque viva?
"
se tutto questo era vero aveva intrapreso la strada
dellAssassina? Ma no! Non poteva essere!
"
e quella luce nei suoi occhi che non sono mai riuscita
a decifrare? Forse tutto ha un senso!
"
ma è malvagia oppure combatte per la pace in
queste selvagge terre senza la grazia di Dio?
"
dove e con chi vivrà?
"
come avrà fatto per tutti questi anni?
"
e se Frip fosse effettivamente solo un ubriacone?
come dicono tutti?
ero assorta in questi pensieri quando vidi
Frip stramazzare al suolo in una pozza di sangue e la figura di
una donna slanciata, dalle forme sinuose e tutta vestita di nero
allontanarsi in direzione del Cimitero dei miei genitori. Un lungo
mantello sprigionava energia da tutti i lati e con il cappuccio
lasciava solo intravedere ciocche di capelli neri come il carbone,
due lame scendevano dai lati aderendo perfettamente ai fianchi,
infine un seno ben fatto e spalle larghe denotavano la provenienza
nobile della donna, era aggraziata, tanto aggraziata quanto letale!
non cerano più dubbi, il povero
Frip aveva ragione, si trattava di Imeope, ne ero sicura!
ma perché lha ammazzato? per quale motivo porre fine
alla vita del marito della defunta sorella?
la seguii
Imeope non si nascose nellombra, sapeva di essere seguita
e, sulla tomba dei nostri genitori si voltò verso di me
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