|
-
Benvenuti tra le pagine dedicate alla gilda della Compagnia della
Lama Infranta! -
|
Ogni
personaggio, ha la sua storia, e dentro di essa, si nasconde
un segreto...
Kuzzy
|
Lourikeen
***
I suoni della festa all'esterno mutavano nella sua
mente in urla di rabbia, mentre la febbre che da giorni lo torturava
distorceva il suo sonno. Il bretone era legato al rozzo letto della
locanda, braccia e gambe ben immobilizzate dai legacci di cuoio,
la bocca stretta attorno al morso di legno inciso in fretta da un
ramo. Il respiro frenetico e bestiale, le lenzuola fresche già
zuppe di sudore mentre il corpo subiva le ripercussioni dei tormenti
onirici.
"Non so se pregare che si risvegli presto, o che non si desti
mai piu"
"Il tempo della preghiera verrà Strange, ora non disturbare
gli dei e controlla l'infuso, dovrebbe esser pronto"
Il chierico cercò lo sguardo del suo superiore, poco convinto
dal cinismo delle sue parole, ma vide solo un'espressione clinica
sul suo volto mentre tergeva inutilmente la fronte del malato. Avvicinatosi
al camino, tolse con cura il bollitore dal fuoco, sollevo il coperchio
e immerse il naso nei vapori per saggiarne l'odore. Era dolce al
punto giusto a dispetto dele fiabe che raccontano di medicine sempre
amare e puzzolenti.
"Già, nella realtà è la vita ad essere
amara e puzzolente..." borbottò tra sè e sè
con disprezzo per quella situazione, per quella stanza rimediata
coi pochi soldi che ormai gli restavano, per il viaggio che pareva
durare da anni e per il suo amico costretto a legarsi per non ferire
se stesso e loro. Da dieci giorni viaggiavano a cavallo a tappe
forzate, da nove notti, dopo l'orrore della prima in cui quasi Ceridd
quasi restava soffocato tra le mani di Lou, legavano l'amico al
suo giaciglio e lo risvegliavano al mattino con quella pozione.
Ed oltre ai soldi stava finendo anche la scorta di erbe, senza possibilità
di trovarne altre su quelle isole dimenticate da dio.
Scacciò quei pensieri che sapeva deleteri e versò
in una tazza il contenuto del bollitore. Ceridd con parole calme
cercava di placare Lou per potergli togliere il morso e farlo bere,
e Strange si premurò che finisse tutto il liquido per poi
pulire il volto del malato. Dopo pochi minuti il corpo era perfettamente
rilassato, e quando aprì gli occhi videro l'uomo più
stanco della sera prima, non avendo ricevuto che delirio e follia
dalla sua notte.
Li fissò un secondo per indagare se ci fossero stati miglioramenti,
ma si avvide in fretta che cosi non era. Volse lo sguardo ai legacci
che giacevano a terra (avevano premura di toglierli prima del suo
risveglio, per mantenere almeno una parvenza di normalità),
si alzò pesantemente e andò a sciacquarsi il viso.
"Se le informazioni sono giuste, non ci saranno altre notti
come questa" disse con voce molto piu vecchia dei suoi giovano
anni
"Sei sempre altrettanto convinto di volerlo fare?" chiese
Ceridd
"E come " rispose Lou " potrei cambiare idea? Le
altre scelte sono vivere come un dannato invasato o gettarmi in
battaglia sperando di essere ucciso. Almeno cosi sarò padrone
del mio destino."
"Come puoi esserne certo?" sbottò Strange "
Segui le voci di una leggenda come fossero verità scritte
nella pietra... E non permetti al tuo giudizio di vedere la tua
stessa follia!"
Lou fissò i volti dei suoi due amici: la tristezza e la rabbia
scavavano rughe sempre piu profonde, ma non poteva fermarsi, nemmeno
per amor loro.
"Ne abbiamo già parlato piu e piu volte amico mio: ma
come non discuto le vostre vie, votate alla vita, vi prego di non
discutere le vie del mio signore Arawn"
Radunati i loro pochi bagagli, tornarono ai cavalli e ripresero
la strada. Dalle terre di Snowdonia erano giunti fino al villaggio
di Wearyall, sulle Shrouded Isles. La strada che li separava dalla
loro meta era cosparsa di guerrieri e maghi drakoran, ma non erano
avversari del loro livello e si scostavano piuttosto che cadere
rapidamente sotto i loro colpi. Cosi il viaggio gli lasciava una
volta di piu il tempo per pensare alla sua cerca. Seguendo le indicazioni
di un vecchio sacerdote Arawnita, stava cercando la leggendaria
città delle incantatrici Lammie, scavata tra le rocce dallo
scorrere dei fiumi e dalle arti magiche delle sue abitanti. Li sul
ponte sospeso avrebbe potuto rivolgere la sua preghiera al Dio,
perchè gli riservasse il Favore dei Prescelti, una possibilità,
un dono che viene dispensato solo a chi abbia già portato
molte anime ad Arawn. Secondo il rituale descritto il Prescelto
offre la sua vita al Dio per averne in cambio una nuova, in un corpo
ed un luogo diversi, lasciando indietro tutte le proprie esperienze,
amori, lotte e tradimenti. Già, tradimenti... a stento riprese
il controllo di se mentre il sangue gà affluiva al volto
e la rabbia minacciava di possederlo. Dopo poche ore raggiunsero
li corso del fiume che li avrebbe portati a destinazione, portarono
i cavalli ad un trotto leggero sentendo salire l'ansia. Dopo una
larga curva del fiume la foresta si interruppe di colpo e davanti
a loro si stagliava una montagna perfettamente incisa, con un ponte
di corda sospeso tra le due pareti ad unico segno della presenza
umanoide. Lasciarono le loro cavalcature opportunamente legate al
bordo del bosco, e si avviarono a piedi. Avvicinandosi videro vari
movimenti fulminei lungo le pareti, dove le Lammie si nascondevano
nei cunicoli che avevano per abitazioni. Il vento che scorreva attraverso
la fenditura produceva l'unico suono eccetto i loro passi, con un
fischio leggero dovuto al ponte sospeso. Il ponte era il loro obiettivo,
li il Prescelto avrebbe avuto la visione e il rito si sarebbe consumato.
"Su questa roccia divina " disse Lou dal bordo del ponte
" le nostre strade si dividono. Ceridd, ti ringrazio per le
tue pozioni senza cui sarei un cane rabbioso che vaga aspettando
la morte, e per le tue parole sempre pronte a sostenere il mio animo.
Strange, ti ringrazio perchè nonostante odi il mio Dio e
la strada che ho scelto mi hai aiutato a percorrerla. Grazie di
tutto amici miei, vi auguro di trovare persone degne di voi che
possano ricambiare il favore fatto a me."
Detto questo si avviò verso il centro del ponte, dove stette
per alcuni minuti immobile fissando il vuoto sotto di lui. Estrasse
quindi dalla borsa tre oggetti: una piccola scaglia di drago, ricordo
della sua piu grande avventura; il medaglione del suo ordine, una
piccola frusta di ossidiana tanto fragile all'aspetto quanto piena
di potere; e in ultimo un minuscolo diamante, semplice frutto delle
forze della natura, simbolo di tutto ciò che aveva perso.
Depose i tre oggetti su un panno di velluto davanti a se, e sedette
a gambe incrociate mentre il vento in aumento lo cullava. Stette
immobile in quella posizione fino al tramonto, quando il cielo rosso
infiammò la rupe, ed il sole davanti a lui lo cerchiò
di luce tiepida. Sbattè gli occhi a quella luce e vide il
mondo mutare attorno a se, la luce volse al rosso, poi al viola
e al blu lungo tutto lo spettro: poi il sole scoparve dietro i monti,
ed al suo posto una nube delineava il volto del suo Dio.
"E cosi ritieni di avermi servito a sufficienza da esigere
il mio Favore?"
"Mio Signore Arawn, mille piu mille sono le anime che vi ho
portato solo in questo mio ultimo viaggio, ed molte altre le hanno
precedute. Eppure mai mi sognerei di esigere il vostro Favore. In
questo luogo mistico vi imploro di concedermi questa liberazione,
chinato davanti a voi come il più umile dei servi, poichè
altro non sono davanti al mio Dio"
"Conosci il prezzo della tua richiesta?"
"Non so quale tassa possa imporre un Dio, non posso quindi
che offrire tutto ciò che ho"
"Vediamo di mettere alla prova le tue parole..."
Di colpo sentì un dolore lancinante alla mano sinistra, e
vide le dita rattrapirsi, mentre la pelle passava dal rosa al grigio,
e la mano appassiva come una foglia pronta a cadere. Il suo urlo
fu amplificato dalla gola di roccia, tanto da stordire Ceridd e
Strange che guardavano la scena attoniti. Una miriade di Lammie
uscirono dalla roccia, come insetti da un nido in pericolo. Si disposero
sotto il ponte pronte a difendere la loro roccia da chiunque ne
turbasse la quiete.
Mordendosi la lingua fin quasi a farla sanguinare Lou riuscì
a fermare il suo stesso urlo, e a guardare nuovamente il volto del
suo signore.
"Bene, il dolore non ti turba... o forse basta aumentarne l'intensità?"
Poco dopo quelle parole, i suoi polmoni presero a bruciare come
se avesse inspirato una fiamma. Si contorse sul ponte senza respiro,
avvolgendosi il petto con le braccia e tentato di buttarsi dal ponte
per raggiungere l'acqua del fiume. Strange fece per lanciare una
magia ma Ceridd intercettò lo sguardo di Lou e lo fermò
immediatamente.
Guardando fisso il diamante, raccolse tutta la sua rabbia e con
essa formò un'armatura a proteggerlo dal male che lo riempiva.
Ancora una volta fissò lo sguardo negli occhi del Dio.
"Sei guidato da una forza imponente Reaver,te lo concedo. La
tua rabbia potrebbe servirmi bene su questa terra... ma c'è
un'altra possibilità. Se e solo se dichiari di concedermi
tutto ciò che hai in questo mondo io accetterò le
tue suppliche."
"Già una volta ve l'ho offerto, e non intendo tirarmi
indietro." Chiuse il panno e gettando i tre oggetti nel fiume
disse "In nome di ciò che mi è stato più
caro offro tutta la mia esistenza, tutto cò che è
in mio potere a voi!"
"E sia! La tua vita era già mia... ora però ho
anche quelle dei tuoi amici, che stoltamente mi hai appena concesso.
E di che qualità! Due fedeli accoliti della Luce in mano
al Signore della morte. "
Inorridito sentì le energie fuggire da lui, e i corpi dei
suoi amici cadere senza vita. Le ultime parole sentite prima del
buio furono:
"Quand'è che voi mortali imparerete a non giocare con
gli Dei?"
Per quanto provasse, e per quanto un fastidioso
cinguettio lo disturbasse, il lurikeen non riusciva a decidersi
ad alzarsi dal giaciglio improvvisato sull'erba. Le palpebre capricciose
restavano ben ferme sugli occhi, le braccia non volevano abbandonare
il cuscino. Poi la sola cosa capace di destarlo di colpo raggiunse
le sue narici: l'odore della colazione! Al solo pensiero delle prelibatezze
che Wilma avrebbe preparato anche quel mattino tutte le parti del
corpo ribelli tornarono in funzione e dopo pochi istanti era già
vicino al fuoco, dove tre salsicce ben dorate aspettavano le fauci
sue e dei suoi compagni di viaggio. Wilma imburrava il pane mentre
Padishar giocava come sempre a nascondersi ovunque potesse. Si radunarono
per consumare il primo pasto della giornata, poi arzilli ripresero
a girovagare in cerca di mostri, amici, nemici, e tutto ciò
che la vita poteva offrire loro.
"Wilma suoneresti quella melodia che hai composto ieri?"
Le note si diffusero in fretta, mescolandosi a perfezione con i
suoni del bosco.
"Stupenda! hai piu deciso come chiamarla?"
"Si, l'ho deciso stamattina all'alba. Si chiamerà Prelude
of Light"
|