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Benvenuti tra le pagine dedicate alla gilda della Compagnia della
Lama Infranta! -
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Ogni
personaggio, ha la sua storia, e dentro di essa, si nasconde
un segreto...
Kuzzy
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Sallytania
***
La stanza semibuia era una specie
di prigione sotterranea, illuminata da poche candele; al centro
un tavolaccio da macellaio con sopra vari arnesi per lei insoliti.
Un uragano di sentimenti acuti e contradditori attraversò
i suoi sensi. Sorpresa, paura, eccitazione si fondevano in un'unica
intensa sensazione.
Tutto sembrava irreale e confuso. Di fronte a lei la semioscurità
le impediva di vedere la fine della stanza. Improvvisamente notò
qualcosa muoversi nel buio, come un'ombra. Qualcuno si stava avvicinando.
Non era umano.
Era qualcosa di surreale, indistinto. Bello, avrebbe detto in un'altra
situazione. Gli fu davanti e la fissò intensamente negli
occhi. Lei fece lo stesso.
Continuarono a fissarsi senza parlare per un tempo che le sembrò
lunghissimo.
In lei la paura era quasi scomparsa, sopraffatta dagli altri sentimenti
che la dominavano.
Restarono così, immobili, a
pochi centimetri uno dall'altro. Lei poteva sentire il suo respiro
sfiorarle il collo. Dal groviglio di suoni informi che giungevano
al suo udito, poteva ormai distinguere chiaramente il suo nome.
Lui la stava chiamando.
Camminò verso un'altro lato della tenda, dove a terra, ben
sistemata, giaceva una pesante armatura
La sollevò e potè vederla
in tutto il suo splendore. Era tutta d'oro e d'argento, decorata
con pietre preziose. Le diverse parti erano collegate fra di loro
da robuste cinghie di cuoio, che servivano anche per meglio ancorarla
al corpo.
Per prima prese la corazza, e la cinse
intorno al torace di lei, fissandola saldamente con le cinghie.
Le si modellava perfettamente, seguendo con precisione le sue curve,
come se fosse stata fatta su misura per lei. Continuò mettendole
i cosciali, le ginocchiere e le scarpe. Poi fu la volta delle spalliere
e dei bracciali. Infine le immerse la testa nella celata, una specie
di passamontagna di metallo, con delle strette sbarre all'altezza
degli occhi ed una specie di bavaglio sollevabile, anch'esso metallico,
davanti alla bocca. Prese una grossa spada dorata, incastonata con
diamanti, e la fissò dentro una custodia a livello del suo
fianco sinistro. Poi le mise due specie di guanti, anch'essi doro,
e le disse:
Conosci il tuo compito, ora sei
pronta!
Un vento gelido le attraversò il corpo
. Si sentì
pronta.
Era nata.Per lapace di Argain, per obbedire a Feinn..."
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