Una fonte interessante per conoscere alcuni aspetti "minori", ma non per questo privi di importanza, della storia di Campiglia agli inizi del secolo XIX è la relazione della Visita pastorale di Monsignor Giacinto Pippi, Vescovo di Montalcino, nella cui diocesi si trovava il nostro paese.
Diversamente dalla maggior parte delle altre precedenti o successive relazioni di visite pastorali, rispondenti a formulari fissi e per lo più minuziose solo nell'elenco dei benefici legati ad altari o cappelle, questa, redatta dal sacerdote Mario Melini, segretario e cancelliere del Vescovo, riporta anche una serie di notizie minute, di osservazioni e persino di note paesistiche, interessanti e di gradevole lettura.
La Visita ha inizio giovedì 26 agosto 1819 in modo poco felice: trattenuti a Montalcino sino al pomeriggio inoltrato da una "rovinosa pioggia", Monsignor Pippi, il segretario Melini e i due sacerdoti convisitatori, Canonico Vincenzo Chiarini, pro-vicario generale, e Reverendo Luigi Nasimbeni, Canonico di Santa Maria di Provenzano in Siena, debbono fermarsi per la notte a San Quirico.
Venerdì
27 agosto
Il Vescovo, partito in carrozza alle 8,30, giunge "per la strada romana"
alla stazione di posta di Ricorsi verso le dieci e
ne visita la cappella, intitolata alla Madonna,
e la trova seriamente danneggiata dall'umidità.
A mezzogiorno Monsignor Pippi giunge a Campiglia "in mezzo alle acclamazioni giulive" del popolo: lo riceve il parroco Don Giovacchino Lenzini, nativo di Abbadia San Salvatore, in carica a Campiglia dal 1813; questi lo ospita nella casa parrocchiale "in buona forma resarcita e ridotta" a sue spese.
La visita ha inizio alle sei pomeridiane con una solenne funzione nella Chiesa parrocchiale, durante la quale il Vescovo riceve l'obbedienza del clero locale e indice una serie di lezioni catechistiche per il popolo, due al giorno, "da farsi nella mattina al nascer del Sole e nella sera al suo tramontare" per il tempo della sua permanenza.
Sabato
28 agosto
Monsignor
Pippi esamina il fonte battesimale "recentemente collocato all'ingresso
della Chiesa dal lato dell'Epistola", e cioè sulla destra (mentre
attualmente si trova a sinistra) e l'Altar maggiore "tutto ben ornato
a cura e spese" del parroco. Fra funzioni, istruzioni catechistiche
e benedizioni solenni si giunge a sera, e il popolo campigliese festeggia
il suo Vescovo.
Domenica
29 agosto
Alle
dieci e trenta il popolo di Campiglia assiste alla Messa solenne pontificale
"accompagnata dall'organo e cantata con canto figurato da più
individui del luogo"; nel corso della funzione il Vescovo impartisce
la prima tonsura o gli ordini superiori ai giovani aspiranti e ai chierici da
lui incontrati due giorni prima. Dopo la benedizione solenne viene pubblicata
l'indulgenza plenaria concessa dal Papa a tutti coloro che, confessati e comunicati,
avessero assistito alla cerimonia.
Alle
cinque del pomeriggio Monsignor Pippi impartisce la Cresima "ai fanciulli
dei due sessi non minori di anni cinque", non solo di Campiglia, ma
anche di centri vicini: i cresimandi campigliesi,
in tutto centottantaquattro, sono il gruppo più
numeroso.
Lunedì
30 agosto, martedì 31 agosto, mercoledì 1 settembre
Si trascorrono
tre giorni tra funzioni ordinarie e istruzioni catechistiche; il Vescovo riceve
in udienza particolare numerose persone del paese. Il popolo di Campiglia affluisce
alla confessione, la cui amministrazione procederà costantemente anche
nei giorni successivi. Si esaminano gli arredi di sacrestia di San Biagio con
risultati positivi: tutto è trovato in ottimo stato "per la diligenza
e il dispendio dell'attuale rettore", salvo due patene che Monsignor
Pippi dà ordine di ridorare.
Giovedì
2 settembre
Il Vescovo si reca
a visitare i luoghi sacri di Bagni San Filippo, dipendenti dalla parrocchia
di Campiglia: l'Eremo, in particolare, suscita
l'ammirazione del cancelliere Melini. Il Cappellano curato della Chiesa del
Casale dei Bagni, Don Giovanni Visconti di Abbadia San Salvatore, riceve Monsignor
Pippi "nella casa di proprietà del Signor Giuseppe Pagliari,
scultore e proprietario della plastica
dei detti Bagni"; viene amministrata la Cresima
ad altri diciassette fanciulli e visitata la Chiesa
di San Filippo apostolo, che è trovata in buono stato. Non manca
una visita, questa volta non pastorale, alle terme e alla "fabbrica della
plastica" prima del rientro a Campiglia per le funzioni serali.
Venerdì
3 settembre
Monsignor Pippi
fa visita alla Cappella di Santa Maria (oggi completamente
scomparsa), posta nella parte più elevata di Campiglia. Le sue condizioni
non sono buone: il diligente cancelliere annota i danni che l'incuria ha procurato
all'edificio, ed insieme fornisce un'accurata descrizione della bella tavola
dell'Orioli, attualmente alla Pinacoteca Nazionale di Siena, che allora
si trovava in loco sopra l'unico altare dell'oratorio. Il Vescovo ordina che
prima dell'inizio della stagione invernale vengano effettuati tutti i necessari
lavori di restauro dell'edificio.
Sabato
4 settembre
Inizia l'accurata
visita agli altari della Chiesa parrocchiale di San Biagio, con il puntuale
controllo dei benefici annessi: tocca per prima alla cappella
di destra "in cornu epistolae". Questa ha ereditato, tra l'altro,
i benefici un tempo eretti nella "soppressa chiesa
di San Rocco fuori delle mura e presso le fonti di Campiglia".
Non tutti gli obblighi inerenti ai benefici sono stati rispettati, e gli arredi
sacri dell'altare non si trovano: "si suppongono essere in casa del
Dottor Matteini". Si tratta di irregolarità minori, certo comuni
a molti benefici, ma vanno ad assommarsi alla negativa impressione suscitata
nel Vescovo dalla visita alla cappella di Santa Maria.
Domenica
5 settembre
Dopo le solenni celebrazioni del mattino, con la Comunione generale dei fedeli,
il Vescovo si dedica nel pomeriggio ad esaminare i fanciulli e le fanciulle
di Campiglia sulla dottrina cristiana. Il
risultato è piuttosto deludente, tanto che quella stessa sera, in occasione
dell'ultima istruzione catechistica, Monsignor Pippi rivolge al popolo di Campiglia
due ammonizioni:
"1° Che i padri e le madri siano in futuro premurosi dell'educazione
dei loro figli, giacché su questo particolare era stata riconosciuta
una grave negligenza;
2° Che ognuno si rendesse premuroso di accostarsi ai Santissimi Sacramenti
della Confessione e Comunione una volta al mese, e così fosse bandito
il pericoloso costume di accostarsi a questi solo una o due volte l'anno".
Lunedì
6 settembre
Prosegue
la visita in San Biagio: è la volta della cappella
di sinistra, "in cornu Evangelii", il cui altare "fu ritrovato
spogliato dei sacri arredi per la negligenza
dei rettori dei benefici, ai quali fu imposto che entro un mese ornino decentemente
l'altare stesso". Nel pomeriggio il Vescovo amministra la Cresima "privatamente"
a quattordici fanciulli "infermi o malsani"; poi, come le norme
canoniche gli impongono, procede alla "visita personale", cioè
all'esame del comportamento di ciascun membro del clero locale, "dando
tutti gli avvertimenti necessari per la buona disciplina e condotta".
Come ultimo atto il Vescovo si riserva la visita al corpo interno ed esterno della chiesa parrocchiale, ricostruita di recente sulla chiesa preesistente: "ridotta in forma regolare di buona architettura dietro il disegno dell'architetto Signor Dottor Leonardo De Vegni negli anni 1793 fino all'anno 1795". Si visita innanzi tutto l'altar maggiore, sormontato dall'immagine della Madonna del Carmine e le due statue laterali, San Biagio e San Giovanni Francesco Regis, oltre al coro e al campanile. Nel complesso il risultato dell'esame è buono, "ma fu osservato che nel costruire le muraglie è stata usata poca calcina, e di cattiva qualità... Fu osservato franato un pezzo di barbacane dalla parte di tramontana... visitato il cimitero, posto dal lato dell'epistola, [...] fu osservato ingombro, e mal tenuto, e però fu ordinato ripulirsi decentemente" (Melini).
La visita è terminata, e non tutto è andato bene, se accanto agli ordini impartiti per una più accurata manutenzione di edifici e spazi sacri il Vescovo ritiene opportuno emanare alcuni decreti relativi, tra l'altro, all'insegnamento del catechismo ai ragazzi e alla ripartizione delle spese per il culto. Monsignor Pippi permette, infine, di mettere otto panche, quattro per lato, tutte eguali nella parte della Chiesa riservata alle donne, raccomandando di rispettare la consuetudine della rigorosa separazione dei due sessi durante le funzioni sacre.
Martedì
7 settembre
Monsignor
Pippi riparte per la sua prossima meta, Castel del Piano, accompagnato "da
numeroso popolo dei due sessi" (non si sa, vorremmo aggiungere, se
più dispiaciuto o sollevato): "al ponte posto sul fosso della
Croce alla distanza di mezzo miglio da Campiglia... fu congedato il popolo".