Così la Chiesa di San Filippo apostolo ci viene descritta da Melini, cancelliere di Monsignor Pippi, vescovo di Montalcino, durante la visita pastorale del 1819:
Il Vescovo visita
l'unico altare di opera laterizia a stucco, sopra il quale, nel muro che divide
dalla sagrestia, vi è una nicchia "con entro una statua parimenti di
stucco rappresentante al naturale l'immagine dell'Apostolo San Filippo, a piè
di cui vi è apposta la seguente iscrizione : 'Divus Philippus Apostolus veteris
diruti Templi,Thermarum et Casalis Titularis', in buono stato. Ai lati dell'Altare
due piccole porte introducono alla stanza che serve come Coro e Sagrestia, larga
braccia 2 e 1/2. Sopra la porta in Cornu Evangelii vi è un busto di stucco di
S. Filippo Benizi con l'iscrizione 'D. Philippus Benitius eremi proxime incola'.
Sulla porta in Cornu Epistolae busto simile di S. Filippo Neri con l'iscrizione
'D. Philippus Nerius Benitii Concivis optimus'".
Il Vescovo visita la sacrestia e i paramenti lì conservati in un armadio di
legno a muro dietro l'altare, ed approva ogni cosa. Esamina poi i confessionali
posti ai lati dell'ingresso, ed ordina solo di porvi le sacre immagini dal lato
del penitente. "La Chiesa è lunga braccia 15 e 5/6, larga braccia 8,
è sormontata da soffitto, e il suo impiantito è ad opera reticulata. Vi è un
piccolo campanile con una sola campana".
Il curato celebra le funzioni parrocchiali in tutti i giorni festivi, e per
questo riceve £ 70 l'anno dalla cassa dello Spedale di Casteldelpiano e altri
emolumenti, tra cui 30 moggi di grano, che gli versano spontaneamente gli abitanti
del luogo. Sull'architrave dell'ingresso vi è l'iscrizione "IN ANNO DNI MIIICLXXXIII",
"quale pone in mezzo un piccolo scudo creduto lo stemma di uno dei Visconti
antichi Signori di Campiglia".
Anche qui la descrizione del Melini resta valida in gran parte; attualmente il pavimento è stato rifatto in cotto e le iscrizioni sotto i busti dei Santi ai lati dell'altare sono state in parte tagliate.