"Primo - Il Signor Proposto Giovacchino Lenzini
2° - Don Carlo Marianelli Cappellano curato
3° - Don Giovanni Battista Scannelli sacerdote
4° - Don Giovanni Battista Valenti sacerdote
5° - Il chierico Andrea Carletti di Seggiano per causa di studi dimorante in Campiglia
6° - Il chierico Anzano Marzocchi
7° - Il giovine Domenico Scannelli non tonsurato
8° - Il giovine Giovanni Cardeti non tonsurato
9° - Il giovine Giuseppe Giorgi non tonsurato
ciascuno dei quali baciò la mano al prelato con le dovute reverenze" (Melini).
Anche in altre visite pastorali a Campiglia (ad esempio quella di Monsignor
Giuseppe Bernardino Pecci, del 1790, o quella di Monsignor Paolo Bertolozzi,
del 1852) numerosi membri delle famiglie Marianelli, Scannelli e Marzocchi compaiono
nel clero campigliese, specie come "rettori" (cioè usufruttuari)
di benefici istituiti per testamento da loro ascendenti,
mentre diversi rappresentanti laici delle stesse famiglie sono "patroni"
degli stessi benefici, cioè amministratori dei fondi da cui il beneficio
dipende o responsabili della manutenzione di altari, cappelle e loro arredi.
Tali prerogative fanno pensare che queste famiglie si distinguessero per ricchezza
e prestigio.