Imprinting
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La doma dei sentimenti
Progetto Cavallo
Intuizione
Comportamenti stereotipati
Comportamenti istintivi
Condizionamento
Progetto Cavallo
Imprinting
Il termine imprinting fu coniato da Konrad Lorenz per indicare la modalità innata d'apprendimento  dell'oggetto biologico (figura naterna, partner sessuale) su cui si fissa un determinato modello di comportamento istintivo. Lo stesso Lorenz ha affermato: "E' sbagliato parlare genericamente d'imprinting sull'uomo, perché quello che avviene è sempre e solo la fissazione di un preciso modulo comportamentale". 
Lorenz ne entrò a conoscenza alla nascita della famosa ochetta Martina. Mentre assisteva alla schiusa dell'uovo, nell'istante in cui la paperella faceva capolino, provò ad allontanarsi carponi emettendo il verso di contatto prodotto dalle oche. Fu subito seguito dalla neonata. I ripetuti tentativi di farle riprendere posto sotto la madre naturale fallirono inesorabilmente, la piccola prontamente si svincolava e riprendeva a seguirlo.
Fu così che Lorenz si sentì in dovere di adottarla, essendo stato causa dell'interferenza ambientale che aveva impedito in maniera irreversibile a Martina di adottare un comportamento funzionale alla sopravvivenza, quello di seguire la madre naturale.
Da allora Lorenz stabilì diversi caratteri dell'apprendimento per imprinting.
Il primo è l'
irreversibilità, cioè l'impossibilità di riorientare il modello di comportamento imprintato.
Il secondo è che si verifica solo in una particolare epoca di sviluppo, denominata da Lorenz
fase sensibile.
Il terzo è il
breve tempo d'esposizione, nella fase sensibile, necessario a fissare il comportamento sull'individuo che emette i segnali chiave, talvolta addirittura pochi secondi.
Il quarto è che basta un'
esposizione passiva verso l'oggetto biologico che emette i segnali perchè si fissi su di lui il comportamento.
Il quinto è che una volta prodotto,
non richiede stimoli di rinforzo.
La capacità che abbiamo, nel corso della doma dei sentimenti, di far adottare ai cavalli precisi modelli di comportamento istintivi, come porgere il fianco e seguire a comando, non avviene per imprinting. Sebbene il riconoscimento dell'autorità dominante, come per l'imprinting verso la figura materna e il partner sessuale, poggi sulla stimolazione di
meccanismi nervosi preprogrammati nel riconoscere specifici segnali e disinibire comportamenti funzionali alla sopravvivenza, e faccia affidamento sulla notevole capacità d'astrazione del cavallo nel percepirli, manca di molti dei caratteri suindicati con cui Lorenz ha voluto caratterizzare l'apprendimento per imprinting.
Quello che è importante comprendere, rappresentando una peculiarità pratica e concettuale della
doma dei sentimenti, è che abbiamo la possibilità, "sfruttando" la predisposizione del cavallo a rispondere a un superiore gerarchico con comportamenti d'obbedienza geneticamente fissati, di emettere segnali chiave che lo "obbligano" a farsi avvicinare e a starci vicino, docile e sottomesso. Abbiamo così modo di fargli prendere rispetosamente confidenza con noi e con ciò a cui lo vogliamo istruire.
Simulando l'analogo di un capobranco equino nelle prime fasi dell'addomesticamento, ci è possibile, nel tempo, fargli apprendere ed accettare le peculiarità comportamentali del capobranco umano.

Il cavallo prende confidenza con il capobranco umano al centro del tondino
Il cavallo viene a fare timidamente e spontaneamente conoscenza con il capobranco umano
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