Il cavallo allo stato selvaggio mangia per 16-17 ore al giorno e si sposta in continuazione negli ampi territori di pascolo. Ciò fa si che la sua energia motivazionale istintiva trovi scarico in piacevoli attività naturali. Nei cavalli costretti a passare la vita nello spazio angusto e solitario dei box, dai quali escono solo per breve tempo e solo per rispondere ai comandi dell'uomo, questa energia psichica, non trovando sfogo in naturali azioni istintive, può reindirizzarsi verso comportamenti abnormi. Nel gergo equestre e veterinario vengono definiti comportamenti stereotipati, definizione che sta ad indicare un comportamento invariato e ripetitivo non in rapporto con la realtà. Sono in realtà gravi tic nervosi la cui causa è da ricercare nella condizione di vita contronatura a cui il cavallo è costretto: nella forzata inattività e privazione di contatti sociali (il cavallo è un animale con un forte istinto di branco)che la prolungata stabulazione in box comporta. Alcuni studi indicano che negli animali con atteggiamenti stereotipati vi sia una maggiore attività della corteccia surrenale (parte anatomica delle ghiandole surrenali adibita alla produzione di adrenalina), aumento delle lesioni polmonari e una ridotta prolificità, il che farebbe supporre che questi animali siano sotto stress. I più frequenti comportamenti stereotipati sono il ballo dell'orso, in cui il cavallo di fronte alla porta del box oscilla in continuazione da un lato all'altro, potendosi causare nel tempo gravi danni alle articolazioni delle ginocchia; e il ticchio d'appoggio, in cui serra con i denti il bordo della porta del box, arcua il collo e fa continui movimenti di deglutizione, causandosi consumo precoce dei denti anteriori e disturbi digestivi, fino a gravi coliche, per via dell'ingestione continua d'aria. Il Prof. Guido Gori - Specialista in Psichiatria e Geriatria dell'Ospedale i Fraticini di Firenze - ragionando sui comportamenti stereotipati, i gesti bizzarri, le attività motorie concitate e apparentemente afinalistiche che affliggono i soggetti con demenza di Alzheimer così si esprime: "Certi comportamenti demenziali, specie quelli a mediazione corporea, possono sembrare privi di significato, come dondolarsi sul tronco etc...; ma non è privo di significato chiedersi se tali atti non presentino un filo interno di spiegazione e coerenza, in quanto tentativi disperati del soggetto di difendersi da una realtà non più controllabile, nonché espressione di primitivi bisogni relazionali dove la realtà ha lasciato il posto ad una continua concretizzazione". I comportamenti stereotipati nel cavallo come nell'uomo rispondono molto bene alla terapia comportamentale volta al miglioramento della sua qualità di vita e del suo benessere psicologico. |