°¤.¸´¯`°¤.¸ rispieghiamo GUCCINI per chi era assente °¤.¸´¯`° R I S P I E G H I A M O P E R C H I E R A A S S E N T E

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Genova. «Perché non sei a Sanremo?», chiede l’intervistatrice Giovanna Zucconi. «Perché non mi hanno mai preso» risponde ridacchiando Francesco Guccini. Così è cominciata la conversazione pubblica che il cantautore ha tenuto al Teatro Modena, terzo incontro della rassegna “Lunedì FEG. Le parole tra noi” a cura della Fondazione Edoardo Garrone. Sala gremita, decine di persone rimaste fuori, e Guccini a raccontare aneddoti su aneddoti con un bicchiere di bianco in mano. Perché non è mai stato a Sanremo? «Non mi hanno mai preso, forse perché sono alto, e poi non sono bello, ecco, sarà per questo. Ho rischiato però, secoli fa». Quando? «Ero innocente, un giovincello, non sapevo ancora cosa fare della mia vita. Caterina Caselli scelse una mia canzone da proporre a Sanremo. Mi dissero però che bisognava adattarla, che ci voleva un “aggancio” per il pubblico, mah». E cosa successe? «Arrivò uno con fare molto professionale e ci disse “Ora vi chiudete qua e uscite solo quando la canzone è pronta”. Sembrava di essere in un film americano. Alla fine venne fuori un verso che diceva “fra binari di sogni andremo verso il mare”». E come andò a finire? «È andata bene, la canzone fu sonoramente bocciata. Noi non ci... sanremo, battutona». Ma Guccini segue il festival? «No, non lo guardo. Io non mi interesso a Sanremo come Sanremo non è interessato a me. Siamo non belligeranti». Poi confessa che ormai la musica la sente solo quando è in macchina. «Non ascolto quasi più niente. Sono stato sopraffatto dal cd, io amavo il long playing, il cd è tecnicamente misterioso. Ho un registratore con le cassettine, che spesso ha le batterie esaurite, e le cassettine sono ormai quasi introvabili, io riciclo quelle vecchie». Giovanna Zucconi azzarda se conosce l’Mp3. «Cos’è, tipo eBook no? Per ascoltare la musica? Vedi che lo so». Spazi dalla musica alla scrittura, al dialetto pavanese a cui ha dedicato un vocabolario. «Mi era venuta l’idea di tradurre in pavanese una puntata di Beautiful, ci sono delle sceneggiature che o sono dei geni o sono degli stupidi. Del resto sono americani, quindi...». Si lamenta del suo computer nuovo che non prende i file dei computer vecchi. Un rapporto difficile con la tecnologia? «Sono senza patente, senza e-mail, senza cellulare, me la cavo bene anche così». La sua passione è sempre stata la lettura, da ragazzino quando marinava la scuola, «in pavanese fare cabò», andava alla Biblioteca Estense a leggere. «Ho scoperto l’Antologia di Spoon River, l’enciclopedia del jazz, sapevo a memoria le formazioni di Louis Armstrong». Sterza su una digressione, la prima chitarra. «L’ho pagata cinquemila lire, generosamente offerte da mia nonna, fatta da un falegname di Porretta Terme. In un momento di paurosa crisi economica l’ho venduta, chissà dov’è». Le passioni musicali giovanili? «Elvis Presley, poi finito il periodo rock i francesi, Brassens, Brel». Sta scrivendo canzoni nuove? «Ne ho tre, due però le ho fatte ai concerti e sono già su Youtube, così mi hanno detto, l’altra la tengo gelosamente nascosta. Poi ho qualche idea, qua e là, ma con calma».

Il Secolo XIX - 19 febbraio 2009

~ RISPIEGHIAMO GUCCINI PER CHI ERA ASSENTE ~
una sgangherata pagina di fil di ferro e spago dedicata a

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