Naghib Mahfuz

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La disciplina della scrittura

  Vincere il Premio Nobel, o anche solo aspirarvi, non è mai stato uno dei sogni di Naghib Mahfuz. Il Nobel è semplicente un premio, un riconoscimento, per l'impegno profuso da uno scrittore: è un "evento" da cui ripartire con buona volontà e non un punto d'arrivo, secondo l'anziano romanziere. In modo particolare, questo "evento" significa che chi l'ha ricevuto si è applicato per raggiungere uno scopo e questo indica capacità di gestire il proprio tempo, determinazione e consapevolezza dei propri limiti.
Secondo Mahfuz, l'attività di scrivere è composta da nove parti di disciplina e da una soltanto di talento: per questa ragione, egli ha sempre regolato il suo tempo passando una parte della giornata a scrivere per "non perdere l'abitudine". In questo modo, Mahfuz ha potuto dedicarsi sia alla sua normale attività lavorativa come impiegato sia alla sua monumentale attività letteraria. Contrariamente a quanto è ritenuto da molti Mahfuz sostiene di non avere mai scritto ai tavolini dei caffè ma solo nel suo studio.
Dopo l'attentato, scrivere è diventato molto faticoso per Mahfuz, che non ha mai riacquistato pienamente la funzionalità della mano destra e non sa usare il computer. Fedele al suo programma di vita, si sforza comunque di scrivere per mezz'ora circa al giorno come forma di fisioterapia orientandosi alla stesura (o semplicemente alla copiatura) di brevi articoli e novelle. In modo particolare, spesso ricopia più volte la stessa storia, una di quelle che ormai lui chiama i "sogni", finchè non gli viene un'idea per una nuova storia. I "sogni" sono ormai la sua principale fonte di ispirazione poichè Mahfuz ha ormai pochi contatti con il mondo esterno a causa dei suoi problemi alla vista e all'udito: finiti le soste ai caffè, gli scambi culturali e l'osservazione della gente, sostiene che ora i suoi scritti scaturiscono dalle sue impressioni e dai suoi ricordi, mentre in precedenza si ispiravano ai problemi della vita quotidiana. Per usare le sue parole, Mahfuz "è stato la sua società" facendosi voce narrante dei piccoli e dei grandi avvenimenti della gente comune.

Per molto tempo, ed ora con molta più difficoltà, Mahfuz ha seguito da vicino l'attività dei giovani scrittori ai quali raccomanda di avere una buona conoscenza della letteratura ed una solida cultura generale comprendente storia, politica, arte, filosofia, psicologia e scienza come ne "La Via dello Zucchero" (vedi La Trilogia del Cairo) il direttore della rivista "L'uomo nuovo" consiglia al giovane Ahmad Shawkat, nipote di Kamal. Lo stesso Kamal viene descritto come uno studioso a tutto campo di varie discipline e scrittore di articoli egli stesso.
Mahfuz raccomanda soprattutto ai giovani scrittori di scrivere tutti i giorni, con grande pazienza e perseveranza, tenendosi pronti all'arrivo dell'ispirazione ed accettando la frustrazione di ritrovarsi con il foglio in bianco. La vera e propria disciplina di cui è paladino Mahfuz testimonia che scrivere è un'attività da prendere sul serio: il vero scrittore, infatti, deve scrivere esclusivamente per amore del suo lavoro e non per la fama, la gloria o il denaro.

Mahfuz si mostra interessato e favorevole verso Internet, anche se per sua stessa ammissione, è un mondo che gli è estraneo a causa dei suoi problemi alla vista. I timori che la nuova tecnologia soppianti la stampa sono poco condivisi dall'anziano scrittore, il quale ha recentemente approvato la pubblicazione in rete delle sue opere e sostiene che l'importante è riuscire ad ampliare le proprie conoscenze, al di là del mezzo impiegato per raggiungere questo scopo.
Piuttosto le sue preoccupazioni riguardano la crisi del libro e della letteratura in generale. La difficoltà di trovare un editore e gli alti costi di pubblicazione ostacolano i giovani scrittori; inoltre, libri su argomenti generici e leggeri incontrano un maggior favore da parte dei lettori. La disaffezione alla lettura è dovuta, secondo Mahfuz, alla grande diffusione della televisione come mezzo di svago:infatti, i programmi serali hanno ormai sostituito la lettura di un libro. Inoltre, Mahfuz accusa la scarsa preparazione letteraria degli studenti, che li rende incapaci di affrontare ed apprezzare la bellezza della letteratura sia classica, sia moderna.

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