Naghib Mahfuz

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Le opere di Naghib Mahfuz

Il romanzo, che in Europa risale al XVII e XVIII secolo non è un genere presente nella letteratura araba classica. Il primo romanzo arabo può essere ravvisato in "Zaynab" di Muhammad Hussein Haykal, pubblicato nel 1913,sulla vita rurale egiziana e sull'effetto delle tradizioni matrimoniali sulle nuove generazioni. Altri romanzi furono "L'anima ritrovata" di Al-Hakim e "Sarah" di Al-Aqqad. Queste opere mostravano comunque sovrabbondanza di digressioni superflue ai fini dello svolgimento della storia. Mahfuz aveva comunque letto questi suoi predecessori e si considera loro debitore.
Comunque, Naghib Mahfuz può a ragione essere considerato il padre della letteratura araba in prosa contemporanea per la forma linguistica ed i temi affrontati. l'importanza dell'opera di Mahfuz è dovuta all'assenza di modelli "locali" a cui ispirarsi e di avere piegato la lingua classica a riprodurre la parlata popolare. Il risultato globale (pi� apprezzabile forse nei romanzi) � quello di un lavoro attento e accurato dovuto, come dice lo stesso Mahfuz, ad un'attivit� letteraria ben pianificata e mai lasciata al caso o all'estro della mutevole ispirazione.

L'attività letteraria di Mahfuz viene abitualmente divisa dagli studiosi in tre periodi:

  1. Le opere storiche del primo periodo; di questo gruppo fa parte "La battaglia di Tebe". Sono opere che Mahfuz trae da antichi frammenti di papiro, romanzando la realtà storica.

  2. Le opere del periodo realista-sociale (1945-1952): il realismo, già ampiamente sfruttato in Occidente, era una novità per la letteratura araba. Fanno parte di questo gruppo, contraddistinto dall'acuta ed attenta osservazione della vita quotidiana:

    • "Il nuovo Cairo" (1945);

    • "Khan el-Khalili" (1946);

    • "Vicolo del Mortaio" (1947);

    • "Il miraggio" (1948): quest'opera merita un cenno a parte in quanto essa si rifà alle teorie psicoanalitiche di Freud;

    • "Principio e fine" (1949);

    • la "Trilogia del Cairo" (1956-1957).

  3. Dopo la Trilogia Mahfuz non pubblica più nulla per sette anni: il colpo si stato di Nasser, il cambio della situazione politica e la ricerca di una nuova via letteraria causano un silenzio insolito durante il quale Mahfuz, pensando di avere esaurito la sua vena artistica iniziò a lavorare per il cinema come sceneggiatore. Nel 1959 Mahfuz rompe il silenzio con "Il rione dei ragazzi", pubblicato a puntate sulla rivista "Al-Ahram".

  4. Le opere del periodo modernistico-sperimentale, con un crescente interesse per il simbolismo e i temi psicologici. Fanno parte di questo gruppo:

    • "Il ladro e i cani" (1961);

    • "Chiacchiere sul Nilo" (1966);

    • "Miramar" (1967);

    • "Il caffè degli intrighi" (1974).

A queste tre fasi ne è stata recentemente aggiunta un'altra, la fase "della forma tradizionale": appartengono a questp periodo "L'epopea dei Harafish" e "Notti delle Mille e una notte".

Le opere di Naghib Mahfuz tradotte in italiano sono:

ROMANZI
 
RACCONTI
  • La taverna del gatto nero
  • Il nostro quartiere
  • Il settimo cielo
  • Notti delle Mille e una notte
 
BIOGRAFIE
 
SAGGI SU MAHFUZ
 
IN FRANCESE (ancora inedite in italiano)

 

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