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Il gioco del calcio
nelle opere di Naghib Mahfuz
L'interesse di Naghib
Mahfuz per il calcio dura inalterato fin dai tempi della sua giovinezza.
Il futuro premio Nobel ed i suoi amici erano grandi appassionati di questo
sport e, oltre a seguire attentamente l'andamento delle squadre, giocavano
loro stessi.
Mahfuz si definisce modestamente un "giocatore non troppo cattivo",
ma il suo amico Adham Ragab lo descrive come un buono sportivo dalle grandi
capacità tattiche ed agonistiche, in grado di arrivare, se lo avesse
voluto, ad eccellere anche a livello professionistico.
Il tema del calcio compare, seppur brevemente, ne "Il palazzo
del desiderio" (vedi la pagina "La Trilogia del Cairo")
e in "Principio e fine" (vedi la pagina"Opere").
Ogni volta in cui il tema compare, però, sottolinea un momento
topico dello svolgersi dei fatti o li precisa ulteriormente.
Ne "Il palazzo del desiderio" i quattro amici Kamal Abd-El
Gawwad, Ismail Latif, Husein Shaddad e Hasan Salim sono tutti tifosi di
calcio e praticano questo sport sia pure a differenti livelli di bravura.
Kamal e Hasan, tacitamente in rivalità per conquistare l'amore
della bella Aida, trovano nella passione per il calcio un ulteriore motivo di disputa e disaccordo.
Entrambi giocatori di livello intermedio, tifano per squadre diverse:
Kamal parteggia per l'Olympic del Cairo, mentre Hasan predilige lo Zamalik.
E' proprio la breve discussione sull'argomento, peraltro non riportata
integralmente come dialogo, che induce Kamal a riflettere come niente
lo accomuni ad Hasan, in quanto i due giovani si trovano su posizioni opposte ed inconciliabili
su ogni argomento.
In "Principio e fine" la rinuncia a giocare a calcio
è il primo doloroso sacrificio che la morte improvvisa del padre
e le nuove ristrettezze economiche impongono ai fratelli adolescenti Husayn
e Hasanayn Kamil Ali. Il loro triste e repentino rovescio di fortuna impedisce
loro di continuare a ricevere dalla madre il denaro per pagare le piccole spese personali
come la quota di iscrizione al circolo di football. Husayn, il pi� grande dei due,
per non spiegare al capitano della squadra il vero ed umiliante motivo che
lo obbliga, insieme al fratello minore, ad abbandonare il club di Xubra, adduce
come pretesto il lutto per la morte del padre. I due ragazzi sono buoni
giocatori, soprattutto Hasanayn che ricopre il ruolo di ala destra della
squadra, ed il capitano è contrariato all'idea di rinunciare a
loro. Malgrado le insistenze del capitano, che tiene a precisare al giovane che lutto e sport non sono incompatibili, Husayn ribadisce l'impossibilità
di continuare a giocare: finisce così la loro attività sportiva,
e inizia un periodo di ristrettezza ed amarezze.
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