La perizia sull'EPO

La perizia sui Farmaci

Le stupefacenti controdeduzioni del perito romano

L'inchiesta sui farmaci

Il Tas di Losanna

Le altre inchieste

Gli Altri

Una delle vicende più incredibili degli ultimi anni è la vicenda del "famigerato" processo di Torino. All'interno di questa incredibile vicenda una delle cose più incredibili è la "perizia" di un'ematologo romano. è singolare come questa incredibile vicenda sia iniziata a roma nella primavera del 1998 (e non nel luglio del 1998 come molti, erroneamente, ritengono) e subisce una incredibile svolta sempre da roma. Per ora ci si dedicherà ad analizzare le perizie mediche presentate dai periti nominati dal giudice.

Inizialmente il giudice su richiesta delle parti decide di affidare una perizia medica a due esperti. Questi esperti furono individuati nelle persone del professor Eugenio Muller, ordinario di farmacologia all’università di Milano, e del professor Giovanni Melioli, ematologo, dell’Università di Genova (vedi link), ma in seguito a delle riserve sollevate dalla procura il perito ematologo è stato cambiato, ed il nuovo "esperto" fu individuato nell'ematologo D'onofrio.

Esamineremo prima la perizia di d'onofrio e poi la perizia di muller.

La Perizia precedente a quella del perito romano Perizia d'onofrio - La Variabilità dei Parametri
Perizia d'onofrio - il limite è 2 g/dl in 3-4 settimane Perizia d'onofrio - Il "Caso" Conte
Perizia d'onofrio - Il "Caso" Tacchinardi Perizia d'onofrio - Gli "Indizi" più significativi

Perizia d'onofrio - Introduzione

La perizia è disponibile on line a diversi indirizzi

  1. http://www.sportpro.it/doping/inchieste/periziajuve04.htm
  2. DOCUMENTO - IL TESTO INTEGRALE DELLA PERIZIA DEL PROF. D’ONOFRIO (Formato pdf)

Nella perizia il perito è chiamato dal giudice a rispondere a tre domande, per ora si esaminerà solo una parte della seconda e la terza.


La Perizia precedente a quella del perito romano

Inizialmente la procura di torino per ottenere il rinvio a giudizio dei due dirigenti della Juventus si basava su una perizia di gianmartino benzi professore all'Università di Pavia. Costui sosteneva che i valori del sangue dei giocatori Juventini variavano troppo e quindi vi poteva essere il sospetto uso di EPO. A prova di questo sospetto venivano portati i valori dell'ematocrito di due calciatori, Di Livio e Deschamps, superiori al 50% (anche se di poco), e contestavano la variazione dell'ematocrito di Del Piero nonostante questo fosse al di sotto del 50%.

Quindi inizialmente l'accusa paventava l'uso di EPO alla Juventus additando come prova il valore alto degli ematocriti di Di Livio e di Deschamps.

Si consideri il seguente articolo (vedi anche link) di marco travaglio sempre bene informato sulle mosse della procura di torino. Scrive Travaglio: "Ma per i consulenti del pm, i professori Gianmartino Benzi e Adriana Ceci dell'Università di Pavia, solo l'Epo può spiegare i valori ematici abnormi di tre juventini (Del Piero, Deschamps, Di Livio): aumento improvviso dell'ematocrito e del volume globulare in parallelo con il calo dell'emoglobina e il crollo della ferritinemia. Senza contare l'uso massiccio di ferro, tipico di chi vuole compensare gli effetti collaterali dell'Epo. Nel '96 l'ematocrito di Del Piero passa in poco tempo dal 42,3 al 48,4 per cento e nel 1997 dal 41,4 al 46. Nel '95, nel giro di due mesi, quello di Deschamps schizza addirittura dal 43,2 al 51,9. Quello di Di Livio, nel 1997, balza in due mesi dal 43,4 al 51,2. Tutti e tre assumono ferro in gran quantità. «Carenze naturali», dicono. Il consulente della difesa, professor Mario Cazzola, sostiene che «potrebbe trattarsi di dati errati:
i prelievi di sangue negli spogliatoi non so no proprio impeccabili». Ma Casalbore lo stoppa: «Eh no, professore: non potete dire che, quando un dato non vi torna, allora è sbagliato. Altrimenti potrebbero esserlo anche quelli che fanno comodo a voi...».
"

Come si vede il perito della difesa avanza l'ipotesi che i dati potrebbero essere errati ma viene stoppato dal giudice Casalbore. Inoltre è da notare come le "motivazioni" addotte dai periti dell'accusa benzi e ceci alla loro "accusa" di uso di EPO, riscriviamole, perché più avanti ci saranno molto utili :"aumento improvviso dell'ematocrito e del volume globulare in parallelo con il calo dell'emoglobina e il crollo della ferritinemia", Questa è la prova dell'uso di EPO secondo i professori benzi e ceci consulenti della pubblica accusa. Ricordiamocelo.

Tale era la convinzione che questi tre giocatori avessero fatto uso di EPO che la procura di torino decise di procedere contro di loro a parte. Ma tutto questo nel più assoluto segreto. L'indagine a parte su Di Livio, Del Piero e Deschamps era talmente segreta che cominciata nel 1999 si venne a sapere della sua esistenza in un dibattimento al processo nel 2003, v. link, dove Del Piero durante l'interrogatorio venne informato di essere indagato e gli venne chiesto di nominare un suo avvocato difensore così su due piedi; e Del Piero nominò come difensore l'avvocato Chiappero che si trovava li per difendere Agricola e Giraudo. 

E indovinate, come andò a finire? che l'inchiesta su Del Piero fu archiviata dalla stessa procura che, evidentemente, non riteneva avesse assunto EPO, finchè, beninteso non è arrivato d'onofrio che ha portato le sue teorie. Nella sentenza di casalbore inoltre si indica come gli indagati in questa vicenda fossero ben 8: Bettega, Moggi, Romi Gay, Del Piero, Di Livio, Deschamps, questi ultimi tre per i loro valori definiti "strani" dai consulenti dell'accusa benzi e ceci, consulenza grazie alla quale ci fu il rinvio a giudizio di Agricola e Giraudo.

Ebbene, sembrerà incredibile, ma sono stati assolti. Quelli che per la procura e i propri consulenti erano dei giocatori "sospettati" di uso di EPO sono stati assolti. In compenso il perito romano aveva trovato altri due goicatori della Juve su cui addensare i sospetti.

Vale la pena di rioportare integralmente il testo della news:

21 luglio - DEL PIERO FU INDAGATO PER FRODE SPORTIVA, MA SUA POSIZIONE VENNE ARCHIVIATA NEL 2000

TORINO - Alex Del Piero era stato indagato per frode sportiva dalla Procura di Torino, anche se l' inchiesta, partita nel '99, venne archiviata nell'agosto del 2000. Lo si è appreso oggi in Tribunale a Torino, durante l'udienza del processo per la somministrazione di farmaci ai giocatori della Juventus. Il giudice Giuseppe Casalbore ha convocato in veste di testimoni cinque bianconeri, e quando è venuto il turno di Alex i pm hanno fatto presente che l' atleta era stato indagato. A quel punto il giocatore è stato invitato a scegliersi un avvocato (e ha nominato Luigi Chiappero, presente in aula), poi si è sottoposto alle domande anche se avrebbe potuto avvalersi della facoltà di non rispondere. "Ha risposto - ha detto il legale - perchè noi non abbiamo nulla da nascondere". Secondo quanto si è appreso successivamente, assieme a Del Piero furono indagati anche Didier Deschamps e Angelo Di Livio. Il procedimento si concluse con l'archiviazione. L'iscrizione nel registro degli indagati avvenne dopo il deposito della consulenza tecnica dei professori Benzi e Ceci (il rapporto sul quale adesso si basano in gran parte le tesi della pubblica accusa). Il nodo da sciogliere era l' andamento dei valori sanguigni dei tre giocatori. La Procura ipotizzò pratiche e medicinali dopanti, ma alla fine decise di non procedere. Del Piero fu formalmente indagato il 17 luglio 1999, e archiviato il 30 agosto 2000. Non ha mai ricevuto alcun avviso di garanzia, e oggi, quando gli è stata spiegata dal giudice la circostanza, è parso visibilmente sorpreso. 

Questo per ricordare anche il modo, il metodo, con cui questa inchiesta è stata condotta.

Ma torniamo ai valori dell'ematocrito di Di Livio e di Deschamps su cui si basava l'accusa di benzi e ceci e su cui il perito della difesa, Cazzola, aveva avanzato dubbi sulla loro correttezza subito stoppata dal giudice. Che dice il romano d'onofrio?

Dice che sono valori sbagliati, e la colpa è delle macchine. Così scrive alle pagine 12, 13 e 14, arrivando a scrivere a pagina 12 per quanto riguarda il valore dell'ematocrito di Di Livio: "Ritengo, in accordo con gli attuali Consulenti delle parti con cui il caso è stato esaminato e discusso, di poter affermare che esso non debba essere utilizzato ai fini della Perizia, perché frutto di un errore di laboratorio." Frutto di un errore di Laboratorio, Quindi.

E Deschamps? se ne parla a pagina 13 :"Indici significativi di errore analitico si riscontrano anche nell’esame emocromocitometrico attribuito all’atleta Deschamps in data 22/3/1995 ...". Un altro errore.

Quindi i valori di ematocrito di Di Livio e di Deschamps su cui si basava la perizia benzi-ceci, su cui si basava la richiesta di rinvio a giudizio proposta dalla procura di torino sono frutto di errori di laboratorio e su questo concordano tutti i periti, quelli della difesa, quelli dell'accusa e anche il romano d'onofrio.

Torniamo ora ad esaminare i ciriteri utilizzati dai periti per determinare l'uso o il non uso di EPO. Secondo i periti dell'accusa benzi-ceci  si deve prendere in considerazione il valore dell'ematocrito, in questo modo erano giunti a indicare come casi più sospetti di uso di EPO Di Livio e Deschamps. Secondo il romano d'onofrio invece si deve prendere in considerazione il valore dell'emoglobina, e in questo caso secondo lui i casi più sospetti sarebbero Tacchinardi e Conte.


Perizia d'onofrio - Il Limite è 2 g/dl in 3-4 settimane

A questo punto il perito si "avventura" nell'analisi delle cartelle cliniche di alcuni giocatori della Juventus.

E da qui in poi si ravvisano delle cose che dire "strane" è poco.

  • a pagina 27 il perito scrive "Anche in in occasione di terapie con ferro o vitamina B12 in pazienti con anemia da carenza di grave (per altro da escludere in Conte), la somministrazione del fattore carente produce aumenti di emoglobina raramente superiori a 2 g/dl in 3-4 settimane. Non essendo questo soggetto anemico, né carente di ferro o di vitamine, questo ulteriore aumento rapido e consistente fino a valori superiori alla sua media precedente può essere spiegato soltanto da uso di eritropoietina (associata a ferro) o trasfusioni di globuli rossi. " Quindi il perito afferma che anche nei pazienti con grave anemia è raro che l'aumento di emoglobina superi i 2 g/dl in 3-4 settimane. è raro, ma è possibile, secondo il perito.
    Il perito poi afferma a pagina 35-36, che "Una siffatta ripresa di 2,5 g/dl in dieci giorni non è fisiologica né naturale, neanche come eventuale risposta ad una terapia marziale: anche nei pazienti con gravissima anemia sideropenica trattati con dosi massimali di ferro la risalita è di 2 grammi in 3-4 settimane. Per spiegarla si può ipotizzare il ricorso a una terapia con eritropoietina a dosi piene o a trasfusioni di globuli rossi: la prima ipotesi sembra più coerente con la stabilità dei risultati ottenuti nei mesi successivi. ". Quindi anche in pazienti con gravissima anemia "la risalita è di 2 grammi in 3-4 settimane". Non è quindi possibile, secondo quanto scrive il perito a pagina 35-36 avere aumenti di emoglobina superiori a 2 g/dl in 3-4 settimane, a differenza di quanto scriveva a pagina 27 quando aumenti di emoglobina superiori a 2 g/dl in 3-4 settimane erano rari, ma possibili.
    Da questa supposizione del perito il perito stesso parte per dedurre che si sia utilizzato EPO. Partendo dall'assunto che non è ne' fisiologico ne' naturale avere aumenti del valore di emoglobina superiori a 2 g/dl in 3-4 settimane, riscontrando aumenti del valore dell'emoglobina in due casi paragonabili a questo "limite" si è dedotto che si è fatto uso di EPO.
    In realtà è vero che l'aumento di emoglobina può superare, e di molto, i 2 g/dl in 3-4 settimane. A dimostrazione di questo la difesa ha presentato svariate cartelle cliniche di privati cittadini che ricoverati hanno subito aumenti del valore dell'emoglobina addirittura superiori a 6 g/dl in meno di 4 settimane. Questi pazienti non sono stati sottoposti ne' a trasfusioni ne' a trattamenti con EPO. Come riporta la Gazzetta dello Sport (http://www.gazzetta.it/primi_piani/calcio/2004/pp_1.0.536546343.shtml) : "La difesa del club torinese ha presentato una documentazione dettagliata secondo cui vi sono pazienti che senza l'uso di Epo, hanno sbalzi di emoglobina superiori rispetto a quelli dei giocatori sotto accusa."
    Un'errore, questo del perito, incredibile. Davvero Incredibile. è bene ricordare che d'onofrio oltre ad essere un professore presso l'università Cattolica del sacro cuore di gesù è un medico presso il policlinico gemelli. Avrà quindi avuto modo di constatare nel corso della sua carriera come medico ematologo che l'affermazione da lui fatta "Una siffatta ripresa di 2,5 g/dl in dieci giorni non è fisiologica né naturale, neanche come eventuale risposta ad una terapia marziale: anche nei pazienti con gravissima anemia sideropenica trattati con dosi massimali di ferro la risalita è di 2 grammi in 3-4 settimane. " non corrisponde al vero. Avrà avuto pazienti la cui ripresa è stata molto superiore a questo "limite" da lui fissato, o avrà avuto modo di venire a conoscenza nel corso di colloqui con suoi colleghi che questi ultimi hanno avuto pazienti la cui ripresa è stata di molto superiore ai 2 g/dl in 3-4 settimane. E questo rende la vicenda ancora più incredibile.
    Ma poi perché questo "limite" è fissato a 2 g/dl in 3-4 settimane? perché non è 2.1 g/dl o 1.9 g/dl in 5 settimane? Il perito non lo spiega. Non da nessuna motivazione di questo valore "limite" sebbene gli dia una importanza enorme visto che su questo basa la sua conclusione di uso di EPO, non vi è nessuna documentazione, nessun riferimento, nessuna prova. è in effetti una strana vicenda questa.

Perizia d'onofrio - Il "Caso" Conte

  • Il perito si sofferma su due "casi" a suo parere strani. Riguardano due calciatori: Tacchinardi e Conte. è da notare come nel periodo interessato entrambi i calciatori erano infortunati, Tacchinardi per "... una broncopolmonite virale interstiziale bilaterale, diagnosticata il 7/2/1996, trattata con antibiotici e cortisone, che lo ha reso non idoneo all’attività agonistica per due mesi. " come scrive il perito a pagina 36, Conte per "... ematoma al muscolo quadricipite della coscia sinistra, prodotto da un incidente di gioco" in data 23/05/96, come scrive il perito a pagina 26. è da notare inoltre come il calciatore Conte fosse stato ricoverato presso l’Azienda Ospedaliera S. Giovanni Battista di Torino il 23/05/1996 (l'incidente di gioco è avvenuto la sera del 22/05/1996 a roma) per 5 giorni ed è stato poi trasferito presso la Clinica Fornaca, come scrive il perito a pagina 26: "Sorprendente è in questa circostanza soprattutto il recupero del livello di emoglobina, che passa da 11,1 (emocromo eseguito al S. Giovanni Battista il 28/5, prima del trasferimento) a 13,0 il giorno successivo alla Clinica Fornaca." . è da notare come gli incrementi del valore di emoglobina che il perito considera non fisiologici ne' naturali siano avvenuti durante la degenza di Conte presso queste strutture. Come sarebbe stato possibile dopare un calciatore per di più infortunato per di più mentre questi si trova in ospedale? a questa domanda il perito non dà risposte.
    il perito a pagina 27 scrive a proposito del caso di Antonio Conte: " ....questo ulteriore aumento rapido e consistente fino a valori superiori alla sua media precedente può essere spiegato soltanto da uso di eritropoietina (associata a ferro) o trasfusioni di globuli rossi. " e a pagina 39 scrive "... Queste variazioni in aumento implicano l’adozione quasi certa di pratiche farmacologiche, come l’eritropoietina, o trasfusionali volte a superare una condizione di anemia lieve e transitoria. Di queste misure terapeutiche non si ritrova nessuna traccia nella documentazione esaminata. La loro attuazione non è clinicamente giustificata e può aver avuto lo scopo di affrettare il recupero agonistico; ...." Quindi secondo il perito si è fatto uso di EPO (o si sono praticate trasfusioni) per affrettare il recupero agonistico dei due calciatori in questione. Non per migliorare le prestazioni di qualche giocatore alla vigilia di qualche partita, ma per affrettare il loro recupero. Già questo suona strano. Ma poi è sufficiente dare un'occhiata alle date per consolidare i sospetti su questa interpretazione e sull'intera perizia.
    Ebbene il periodo in cui, secondo le tesi del perito, Antonio Conte sarebbe stato sottoposto a pratiche dopanti per affrettarne il recupero agonistico è il fine maggio del 1996. Il 22 Maggio 1996 come tutti i tifosi juventini ricordano si gioca a roma la Finale di Champions League Juventus-Ajax, questa è l'ultima partita ufficiale della stagione per la Juventus, che ha giocato l'ultima giornata di campionato il giovedì precedente, come è possibile vedere di seguito

    Round 34 (May 12, 1996)   
    Atalanta   - Padova        3-0  12' aut. Serao, 16' Sgrò, 54' Herrera
    Bari       - Juventus      2-2  20' aut. Montanari (JU), 45' Protti, 69' Vialli (JU), 85'
                                    Protti
    Cagliari   - Parma         2-0  41' aut. Sensini, 75' rig. Oliveira
    Milan      - Cremonese     7-1  7' aut. De Agostini, 22' Florijancic (CR), 59' Weah, 61' 
                                    aut. De Agostini, 65' Panucci, 83' Di Canio, 84' Boban, 85'
                                    Di Canio
    Napoli     - Udinese       2-1  28' aut. Pecchia (UD), 41' rig. Pizzi, 71' Policano
    Piacenza   - Fiorentina    0-1  21' aut. Corini
    Roma       - Inter         1-0  44' rig. Di Biagio
    Torino     - Lazio         0-2  1' Boksic, 9' Signori
    Vicenza    - Sampdoria     2-2  18' aut. Mannini (VI), 20' Seedorf, 32' Murgita (VI), 83'
                                    Mancini R.

    link -> http://www.rsssf.com/tablesi/ital96.html .

    Nel corso di questa partita (la finale di Champions League) durante uno scontro di gioco si infortuna Antonio Conte, che viene sostituito, come si può vedere dal tabellino di quella partita, al 44° minuto del primo tempo da Jugovic (che poi segnerà il rigore decisivo)    link-> http://www.rsssf.com/ec/ec199596.html

    Final, Stadio Olimpico, Roma, 22 May 1996, att 80000

    Juventus                 (1) 1  Ajax                     (1) 1
    12' 1-0  J: Ravanelli
    41' 1-1  A: Litmanen
    after extra time, Juventus won 4-2 on penalties

    Juventus (trainer Lippi)
        Peruzzi; Ferrara, Torricelli, Vierchowod, Pessotto; Conte (Jugovic 44),
        Paulo Sousa (Di Livio 57), Deschamps, Del Piero; Vialli, Ravanelli
        (Padovano 77)
    Ajax (trainer Van Gaal)
        Van der Sar; Silooy, Blind, Davids, F.de Boer (Scholten 68); R.de Boer
        (Wooter 91), Litmanen, Musampa (Kluivert 46); Finidi, Kanu, Bogarde

    Penalty shoot-out
        Ajax: Davids (stopped), Litmanen, Scholten, Silooy (stopped)
        Juventus: Ferrara, Pessotto, Padovano, Jugovic

    La sera del 22/05/1996 si infortuna durante l'ultima partita della stagione, ed il giorno dopo viene ricoverato  "...presso l’Azienda Ospedaliera S. Giovanni Battista di Torino ..." come scrive il perito a pagina 26. Dopo qualche giorno, secondo il perito sarebbe stato sottoposto a pratiche dopanti, al solo scopo di affrettarne il recupero agonistico!!!!
    Già, ma in vista di quale partita? il perito non lo dice, e sarebbe interessante saperlo visto che la stagione era bella che finita e la prossima partita ufficiale della Juventus vi sarebbe stata a Settembre, ovvero dopo circa 3 mesi dall'infortunio.
    Secondo il perito invece si sarebbe praticato quello che potrebbe essere definito un "doping di fine stagione". Quando un'atleta si infortuna si cerca di farlo guarire con una certa celerità. Alzi la mano chi non ha mai sentito "il giocatore xxx gioca con una infiltrazione ..". Ma quale momento della stagione agonistica è il migliore per un'atleta per potersi curare con tutta calma senza l'assillo di dover affrontare una gara? Quel momento è la fine della stagione, quando non ci sono più gare ufficiali per svariati mesi e si ha tutta la possibilità di recuperare tranquillamente.
    Ebbene, questa che sarebbe una ovvia considerazione viene invece clamorosamente smentita dal perito d'onofrio, secondo cui si può arrivare a dopare un'atleta infortunato al solo scopo di affrettarne il recupero agonistico al termine della stagione!!! Incredibile, davvero Incredibile.
    Questo episodio unitamente alle affermazioni circa il limite fisiologico all'aumento dell'emoglobina getta una luce sinistra sull'intera perizia. Come non bastasse questo autentico flop relativo al "caso Conte" il perito risponde alle obiezioni della difesa durante una udienza affermando che si la stagione per la Juventus era finita ma di li a poco  la nazionale italiana avrebbe disputato i campionati europei e quindi si sarebbe sottoposto Conte a pratiche dopanti per affrettare il suo recupero agonistico in vista di questa manifestazione.
    Queste affermazioni gettano una luce ancora più sinistra sul modo con cui è stata portata avanti e condotta questa perizia. Le affermazioni del perito lasciano stupefatti, è facile dire infatti che
    1) se il recupero di Conte interessava la nazionale, e non certo la Juventus che anzi avrebbe accettato malvolentieri di rischiare un proprio patrimonio quale è il giocatore, perché le pratiche dopanti le avrebbero messo in atto responsabili della Juventus?
    2) Conte è stato ricoverato il 23/05/1996, viene trasferito alla clinica Fornaca il 29/05/1996, e completa il suo recupero il 20/06/1996 quando il suo valore di emoglobina arriva a 16.2 g/dl come scrive il perito a pagina 27. Peccato però che la nazionale Italiana ha già giocato e concluso il suo europeo!!!!!! senza Antonio Conte.
    Come è facile vedere infatti la nazionale Italiana giocò in quella manifestazione le sole 3 partite del turno eliminatorio disputate l'11 Giugno, il 14 Giugno e il 19 Giugno

    Liverpool (Anfield Stadium) - Tuesday, 11 June 1996 - h. 16,30
    ITALIA - RUSSIA 2-1 (1-1) VIII European Championship of Nations "X Henri Delaunay Cup" (Final Phase, Group C, 1st Match)
    ITALIA: Peruzzi (Juventus) 9, Mussi (Parma) 9, Costacurta (Milan) 37,
    Apolloni (Parma) 13, P. Maldini (Milan) 69 (cap.), Di Livio
    (Juventus) 6 (61' Fuser (Lazio) 6), Di Matteo (Lazio) 14, Albertini
      (Milan) 37, Del Piero (Juventus) 11 (46' Donadoni (MetroStars NY)
    61), Zola (Parma) 21, Casiraghi (Lazio) 32 (79' Ravanelli (Juventus)
      10). Coach: A. Sacchi. Subs bench: Toldo (Fiorentina), Bucci
    (Parma), Carboni (Roma), Nesta (Lazio), Torricelli (Juventus), D.
            Baggio (Parma), Rossitto (Udinese), Chiesa (Sampdoria).
    RUSSIA: Cherchesov, Tetradze, Onopko (cap.), Bushmanov (46' Yanovski),
            Kovtun, Kanchelskis, Radimov, Mostovoj, Karpin (62' Kiryakov),
    Tsymbalar (70' Dobrovolskij), Kolyvanov. Coach: O. Romantsev. Subs
    bench: Kharin, Ovchinnikov, Gorlukovich, Shalimov, Khokhlov,
    Beschastnykh, Simutenkov.
    Referee: Mottram (Scotland).
    Scorers: 4' Casiraghi, 21' Tsymbalar (R), 51' Casiraghi
    Attendance: 35,120 buyers

    535.
    Liverpool (Anfield Stadium) - Friday, 14 June 1996 - h. 19,30
    CZECH REPUBLIC - ITALIA 2-1 (2-1) VIII European Championship of Nations "X Henri Delaunay Cup" (Final Phase, Group C, 2nd Match)
    CZECH REPUBLIC: Kouba, Latal (87' Nemecek), Hornak, Kadlec (cap.), Suchoparek,
      Nemec, Poborsky, Bejbl, Nedved, Berger (63' Smicer), Kuka. Coach: D.
    Uhrin. Subs bench: Srnicek, Maier, Drulak, Frydek, Kubik, Kotulec,
    Rada, Novotny, Kerbr.
    ITALIA: Peruzzi (Juventus) 10, Mussi (Parma) 10, Costacurta (Milan) 38,
    Apolloni (Parma) 14, P. Maldini (Milan) 70 (cap.), Fuser (Lazio) 7,
      D. Baggio (Parma) 31 (38' Carboni (Roma) 13), Albertini (Milan) 38,
      Donadoni (MetroStars NY) 62, Chiesa (Sampdoria) 2 (77' Zola (Parma)
      22), Ravanelli (Juventus) 11 (57' Casiraghi (Lazio) 33). Coach: A.
    Sacchi. Subs bench: Toldo (Fiorentina), Bucci (Parma), Nesta
    (Lazio), Torricelli (Juventus), Di Matteo (Lazio), Di Livio
    (Juventus), Rossitto (Udinese), Del Piero (Juventus).
    Referee: Lopez Nieto (Spain).
    Scorers: 4' Nedved, 18' Chiesa (I), 35' Bejbl
    Attendance: 30,000
    Note: 29' Apolloni sent off

    536.
    Manchester (Old Trafford Stadium) - Wednesday, 19 June 1996 - h. 19,30
    ITALIA - GERMANY 0-0 VIII European Championship of Nations "X Henri Delaunay Cup" (Final Phase, Group C, 3rd Match)
    ITALIA: Peruzzi (Juventus) 11, Mussi (Parma) 11, Costacurta (Milan) 39, P.
    Maldini (Milan) 71 (cap.), Carboni (Roma) 14 (77' Torricelli
    (Juventus) 4), Fuser (Lazio) 8 (81' Di Livio (Juventus) 7),
    Albertini (Milan) 39, Di Matteo (Lazio) 15 (68' Chiesa (Sampdoria)
    3), Donadoni (MetroStars NY) 63, Zola (Parma) 23, Casiraghi (Lazio)
      34. Coach: A. Sacchi. Subs bench: Toldo (Fiorentina), Bucci (Parma),
    Nesta (Lazio), D. Baggio (Parma), Rossitto (Udinese), Del Piero
    (Juventus), Ravanelli (Juventus).
    GERMANY: Köpke, Strunz, Freund, Sammer, Helmer, Ziege, Hässler, Eilts, Möller
    (89' Bode), Klinsmann (cap.), Bobic. Coach: B. Vogts. Subs bench:
    Kahn, Reck, Reuter, Scholl, Kuntz, Schneider, Bierhoff.
    Referee: Goethals (Belgium).
    Attendance: 53,740
    Note: 8' Zola missed a penalty. 60' Strunz sent off.

    link -> http://www.rsssf.com/tablesi/ital-intres1990.html

    Quindi, secondo il perito, Antonio Conte sarebbe stato sottoposto a pratiche dopanti allo scopo di affrettare il suo recupero agonistico
    da parte di personale della Juventus in vista di una manifestazione a cui non partecipava la Juventus ma la nazionale Italiana a cui peraltro Antonio Conte non ha nemmeno partecipato non essendo stato nemmeno convocato
    .

Perizia d'onofrio - il "Caso" Tacchinardi

 

  • Il perito quindi avanza l'ipotesi che gli aumenti dei valori dell'emoglobina occorsi in due giocatori infortunati sia riferibile ad uso di EPO o ad uso di trasfusioni, e che queste pratiche siano state effettuate allo scopo di affrettare il loro recupero agonistico.
    Già. Ma la eventuale assunzione di EPO o l'utilizzo di trasfusioni avrebbero inciso sui tempi di recupero dei due calciatori in questione? Perché ad un paziente in cura per "... una broncopolmonite virale interstiziale bilaterale, diagnosticata il 7/2/1996, trattata con antibiotici e cortisone, che lo ha reso non idoneo all’attività agonistica per due mesi. " come scrive il perito a pagina 36 riguardo al "caso Tacchinardi" viene somministrata EPO o viene praticata la trasfusione? Se lo scopo è velocizzare il suo recupero, da quando per guarire da "... una broncopolmonite virale interstiziale bilaterale..." si utilizza l'EPO? o la trasfusione? In quale studio scientifico è stato dimostrato che l'utilizzo di EPO o di trasfusioni affretta il recupero di un paziente affetto da "... una broncopolmonite virale interstiziale bilaterale..."? e perché allora effettuare queste pratiche se non affrettano il recupero? Mistero. Ma non per il perito per cui tutto è chiaro.

Perizia d'onofrio - Gli "Indizi" più significativi

  • Il perito a pagina 39 scrive "Queste variazioni in aumento implicano l’adozione quasi certa di pratiche farmacologiche, come l’eritropoietina, o trasfusionali volte a superare una condizione di anemia lieve e transitoria. ", alla pagina successiva scrive "...la rapidità degli aumenti di emoglobina in questi casi fa ritenere l’uso dell’eritropoietina praticamente certo...". Così a pagina 39 l'uso di EPO è quasi certo, mentre alla pagina successiva diventa praticamente certo.

 

  • A pagina 39 il perito tira le "conclusioni" del suo lavoro.
    E scrive: "La risposta al terzo quesito è che diverse osservazioni concidono ad indicare che non tutte le variazioni riscontrate sono fisiologiche e compatibili con l’attività dei calciatori. Gli indizi più significativi di una variabilità non fisiologica, a livelli diversi di probabilità, possono essere così riassunti
    1) le osservazioni in alcuni atleti (Conte, Tacchinardi) di risalite molto rapide del valore di emoglobina nel decorso successivo a eventi morbosi. Queste variazioni in aumento implicano l’adozione quasi certa di pratiche farmacologiche, come l’eritropoietina, o trasfusionali volte a superare una condizione di anemia lieve e transitoria. Di queste misure terapeutiche non si ritrova nessuna traccia nella documentazione esaminata. La loro attuazione non è clinicamente giustificata e può aver avuto lo scopo di affrettare il recupero agonistico; la ripresa ematologica spontanea dopo una perdita di sangue, ad esempio chirurgica, anche se favorita con ferro e vitamine, è più graduale;
    2) il riscontro dei valori più alti di emoglobina:

    - in alcuni giorni o ristretti periodi temporali in diversi atleti;

    - in associazione con i segni di carenza funzionale di ferro (a depositi pieni) e con la riduzione in altri casi della ferritina plasmatica (esaurimento dei depositi), in termini sia generali che individuali (ad esempio: Birindelli, Del Piero, Deschamps, Dimas, Montero, Pessotto, Torricelli);

    - nei centrocampisti, diversamente da altri studi pubblicati: questi atleti si gioverebbero maggiormente di un aumento sia pur modesto della loro emoglobina, in quanto svolgono per il loro ruolo una proporzione maggiore di attività aerobia;

    3) l’andamento stagionale irregolare, sia per i valori di emoglobina che per i parametri del bilancio marziale, con valori più bassi nella stagione 1996-97 e più alti nella successiva e nella precedente: questo suggerisce l’influenza intermittente di un fattore esogeno;

    4) il riscontro in singoli atleti di prelievi molto ravvicinati. Questo dato assume in alcuni casi un forte rilievo indiziario, soprattutto quando coincide temporalmente con valori di emoglobina particolarmente elevati per l’atleta (ad esempio in Deschamps), seguiti talora da diminuzioni molto rapide (come in Pessotto, nel quale è anche presente un dato isolato di reticolocitosi).

    Su queste basi, ritengo di affermare che i dati ematologici degli atleti della Juventus, oggetto di questa Perizia, suggeriscono due impieghi differenti di un farmaco atto a stimolare l’eritropoiesi, come l’eritropoietina ...."

Il perito quindi conclude scrivendo, a pagina 39, che "...non tutte le variazioni riscontrate sono fisiologiche e compatibili con l’attività dei calciatori....". A questo punto ci si aspetterebbe che il perito illustri le prove di queste conclusioni. Ma non è così. Il perito porta a supporto di queste conclusioni degli "...indizi....", come lui stesso scrive a pagina 39, e che indizi, e che indizi.


Primo Indizio. Il primo indizio consiste nelle risalite del valore di emoglobina di due calciatori (su una rosa di almeno 22 calciatori in un periodo considerato di 4 anni) "...nel decorso successivo a eventi morbosi...", come scrive il perito. "Queste variazioni in aumento....", scrive il perito,  "...implicano l’adozione quasi certa di pratiche farmacologiche, come l’eritropoietina, o trasfusionali...". Uso "....quasi certo ..." di pratiche farmacologiche quindi, già, ma a quale scopo? lo scopo lo individua il perito, che scrive "...volte a superare una condizione di anemia lieve e transitoria". Secondo il perito quindi per "....superare una condizione di anemia lieve e transitoria...." vi sarebbe stata "...l’adozione quasi certa di pratiche farmacologiche, come l’eritropoietina, o trasfusionali...". Ora, a parte il fatto che è stato ampiamente dimostrato, tramite le cartelle cliniche di privati cittadini, che le risalite del valore dell'emoglobina dei due giocatori della Juve è ampiamente nella norma (alcuni privati cittadini hanno visto aumentare il loro valore di emoglobina di circa 4 volte più dell'aumento avuto dai calciatori della Juve), una cosa ci incuriosisce. Ma perché se la condizione di anemia come scrive lo stesso perito è "..lieve.." e "..transitoria.." usare l'EPO? sarebbe come andare a caccia di farfalle con il bazooka. Se la condizione di anemia è "..transitoria.." sarebbe sufficiente aspettare qualche giorno per tornare alla normalità. Considerazioni ovvie, ma non per il perito che considera tutto ciò "un'indizio".

Secondo Indizio. Il secondo indizio consiste in una serie di "sotto-indizi" (che tutti insieme poi costituiscono un'indizio)
- il fatto che alcuni dei calciatori avevano un valore alto di emoglobina (ma ampiamente nei limiti della normalità) in alcuni giorni;
- il fatto che in alcuni giocatori vi sono valori alti di emoglobina  (ma ampiamente nei limiti della normalità) in associazione con i segni di carenza funzionale di ferro;
- il fatto che valori alti di emoglobina   (ma ampiamente nei limiti della normalità) siano stati riscontrati nei centrocampisti. Il perito cita degli "studi" (senza per altro dare alcun riferimento utile per la loro identificazione) secondo i quali i centrocampisti non dovrebbero avere valori alti di emoglobina. è incredibile pensare che se questi valori di emoglobina fossero stati riscontrati negli attaccanti o nei difensori piuttosto che nei centrocampisti le conclusioni del perito sarebbero state diverse.

Terzo Indizio. Il terzo indizio consiste nel fatto che i valori di emoglobina dei calciatori erano più bassi nella stagione 1996/97 e più alti nella stagione precedente e in quella successiva. Tutto questo, scrive il perito, "...suggerisce l’influenza intermittente di un fattore esogeno...". "Suggerisce" quindi.

Quarto Indizio. Il Quarto indizio consiste nel fatto che per alcuni calciatori sono state effettuate delle analisi del sangue in tempi ravvicinati. "...Questo dato...", scrive il perito, "assume in alcuni casi un forte rilievo indiziario". Quindi secondo il perito il solo e semplice effettuarsi di analisi cliniche in tempi che lui considera ravvicinati rappresenta "un forte rilievo indiziario". Scrive poi "...soprattutto quando coincide temporalmente con valori di emoglobina particolarmente elevati per l’atleta (ad esempio in Deschamps), seguiti talora da diminuzioni molto rapide (come in Pessotto, nel quale è anche presente un dato isolato di reticolocitosi)...." quindi il perito parla di valori elevati seguiti talora da diminuzioni rapide, ma si riferisce a due calciatori diversi! Deschamps (i valori elevati) e Pessotto (le diminuzioni molto rapide) anche se le mette in relazione parlando di valori alti seguiti da diminuzioni molto rapide, ottenendo un effetto fuorviante.

Quindi il perito basa le sue conclusioni, la sua perizia, Non su prove certe e documentate ma su questi 4 indizi, come scrive "Su queste basi, ritengo di affermare che i dati ematologici degli atleti della Juventus, oggetto di questa Perizia, suggeriscono due impieghi differenti di un farmaco atto a stimolare l’eritropoiesi, come l’eritropoietina ...".


Questa Pagina è in fase di continuo aggiornamento.

Ultimo Aggiornamento 07/07/2007 16:00

Hosted by www.Geocities.ws

1