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Kant- pagina iniziale - critica ragion pura - critica ragion pratica - problema religioso - problema finalità ed estetico - lessico - fonti
(Zum Ewigen Frieden. Ein philosophischer Entwurf, 1795)
(sunto)
Articoli definitivi per la pace perpetua tra stati:
Garanzie della pace perpetua
Se l'uomo può risolvere problemi tecnici può risolvere anche la questione di come utilizzare il meccanismo della natura AL FINE DI REGOLARE in seno ad un popolo l'antagonismo dei sentimenti non pacifici degli uomini. La natura vuole irresistibilmente che il diritto finisca di trionfare (v. Seneca, Epistolae morales, XVIII, 4). La natura vuole che uno stato non predomini n assoluto sugli altri: per questo i popoli vengono tenuti distinti dalle diversità di lingue-religioni; e allo spirito di guerra la natura contrappone lo spirito del commercio, e lo stato ricorre alla forza del denaro, che non può coesister con la guerra. [N.B. Il modello kantiano si rifà a quello giusnaturalistico fondato da Hobbes, completato con l'identificazione di stato giuridico completo e pace)]
Una qualsiasi costituzione legale è sempre migliore che l'assenza di ogni costituzione-diritto.
Bisogna distinguere la politica intesa come mero potere (la politica del politico moraleggiante) dalla politica morale, che inizia laddove finisce il politico moralista.
Quest'ultimo utilizza per il potere accorgimenti meramente tecnici, che sono esemplificati da queste tradizionali suggerimenti che si danno ai potenti:
Oggi la malvagità della natura umana è temperata dal diritto all'interno di uno stato, ma essa salta agli occhi nei rapporti reciproci esterni degli stati.
Il moralista fa del diritto un semplice compito tecnico, il politico che agisce secondo l'ambito moralista fa del diritto un compito etico. Il primo guarda ad un principio materiale, il secondo a un principio formale, che deve esser prevalente:
opera in modo che tu possa volere che la tua massima (qualunque sia lo scopo) debba diventare una legge universale.
| Kant
vs Hegel
Riporto con piacere la sintesi che distribuivano in un giornalino che si rifà al sito www.leftisright.it i giovani presenti alla fiaccolata per la pace del 5 ottobre 2002 a Ferrara (contro il voto favorevole all'invio di truppe italiane in Afghanistan con funzione di combattimento - primo caso credo dal 1945 - ad opera della maggioranza berlusconiana e con l'incredibile appoggio di esponenti di sinistra (tra questi anche un eletto proprio a Ferrara il sen. Petruccioli). |
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| La pace perpetua non è un'idea vuota, ma un compito a cui tendere. | La pace perpetua è solo quella dei cimiteri. I conflitti sono ineliminabili: "Il vento preserva il mare dalla melma di una quiete durevole, la guerra preserva i popoli dalla pace perpetua". |
| La politica è la
prosecuzione della guerra
Gli stati, "naturalmente" spinti all'aggressività, la sostituiscono con la trattativa, la polemica politica, gli strumenti pacifici di pressione, cioè con una guerra fatta con altri mezzi.
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La guerra è la
prosecuzione della politica.
Gli stati "poderosi animali" cercano di evitare il ricorso alle armi, tessendo rapporti diplomatici internazionali. Quando questi non portano ad un accordo pacifico, è il momento dell'aggressione, del più forte che detta legge.
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| Non esiste la guerra
giusta
Nessuno stato deve immischiarsi con la forza negli affari di un altro stato (art.5), eppure l'idea di "guerra giusta" prevede questa ingerenza. Ma come si può stabilire quando l'intrusione è uno strumento di lotta da condividere e quando invece è un crimine? Nessun conflitto armato può esser giusto. di fronte ai criteri offerti dalla ragione. |
Esiste la guerra giusta
E' la legittima difesa, la ragione che usa la forza per ricondurre la forza alla ragione (v. i criteri per la guerra giusta in Tommaso). |
| La pace è possibile con
un ordine mondiale
La via verso la pace inizia con la rinuncia - per iniziativa degli stati nazionali - di una parte della loro sovranità; seguirà poi lo smantellamento degli eserciti permanenti. "Il diritto internazionale deve esser fondato su un federalismo di stati liberi" |
La pace è impossibile: gli
stati nazionali sono insuperabili
Diritto internazionale, ordine mondiale o federazione di stati non hanno la pienezza di potere e di forza degli stati nazionali. Sarà sempre uno Stato nazionale (cioè un esercito) a imporre un "ordine internazionale". |
Mirate cioè al regno della ragion pura pratica e alla sua giustizia, e il vostro scopo (il beneficio della pace perpetua) vi sarà dato in sovrappiù.
Oggettivamente (= in teoria) non esiste dissidio morale-politica: esso esiste soggettivamente, nella tendenza egoistica degli uomini. Oggettivamente la morale è da considerarsi come DOTTRINA DEL DIRITTO.
Una FEDERAZIONE DI STATI, avendo di mira solo la rimozione della guerra, è l'UNICO stato giuridico che sia compatibile con la loro libertà.
Ovviamente bisogna aderirvi senza reservatio mentalis, e senza il peccatum philosophicum (la c.d. bagatella) che presume che pure un "piccolo atto di guerra" sia peccato veniale se da ciò uno stato grande trae vantaggio per un preteso maggior bene del mondo. Tutte le massime che necessitano Pubblicità concordano con Politica e Diritto. E' un dovere realizzare uno stato di diritto pubblico, mediante approssimazione procedente all'infinito e quindi istituire ai. c.d. "trattati di pace" la PACE UNIVERSALE.
| Per Gramsci (Quaderni del carcere) la guerra può essere evitata solo dalla politica, non dalla morale: "la politica è concepita come un processo che sboccherà nella morale, cioè come tendente a sboccare in una forma di convivenza in cui politica e quindi morale saranno superate entrambe". Per Cesare Luporini (Kant e il moralismo in Filosofi vecchi e nuovi) "non agisce bene chi vuol agire bene (come comanda l'etica kantiana...), ma agisce bene chi vuol creare migliori condizioni per gli uomini". |
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