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I fiorentini, però, più astuti dei loro rivali, si servirono per la
sveglia di un galletto nero tenuto debitamente a digiuno, e che lanciò
il suo richiamo molto prima dell’alba, forse ingannato dalla luce di
una candela accesa appositamente. Fu così che il cavaliere fiorentino,
partito in anticipo, coprì una distanza maggiore, conquistando alla
sua repubblica maggiori terre del rivale. Il luogo in cui i due si incontrarono
porta ancora il nome di Croce Fiorentina. Così il povero galletto
divenne emblema del Chianti. Addirittura, alcuni secoli dopo, il
Vasari lo scelse, insieme a Bacco, per rappresentare questa regione
in un affresco del soffitto del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio
a Firenze.
Pochi anni fa è stato creato un artistico Gallo in bronzo, alto quasi
tre metri, realizzato dal prof. Bino Bini, creatore di prestigiose
opere scultoree che hanno per soggetto animali che con l’uomo convivono
sulla terra e che, con i loro diversi istinti, esprimono un grande carattere
ed un forte attaccamento alla vita. Il Gallo è stato collocato sul territorio
di Greve in Chianti per ricordare questa famosa leggenda dei
due valorosi cavalieri e la nascita così dell’emblema del Gallo Nero.
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