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Un salto nel passato: tra le mura del Castello di Verrazzano
[18 settembre 2004 - Greve in Chianti]

Vi è mai capitato di visitare un castello? Prima di vederne uno mi immaginavo armature, sala delle torture, spazi angusti e bui, sale immense. L’immaginazione gioca questi scherzi, tanto più se si è appassionati lettori di libri gialli ambientati a Londra e tra le lande sperdute dell’Inghilterra di fine ‘800.
Ho potuto controllare di persona se queste mie credenze fossero reali visitando il castello di Verrazzano. Siamo arrivati presto per goderci l’aria settembrina, i profumi e colori del posto. Posizionato in cima ad una collina, il castello domina una intera vallata: vigne, boschi qua e là, casette nascoste da cipressi è quello che appare a un primo sguardo accompagnato in sottofondo dall’allegro cinguettare degli uccellini. Un tripudio di verde che abbaglia. Ci avventuriamo in un rapido giro delle mura esterne, in attesa che inizi la visita. Stradine in pietra sbucano da tutte le parti.

castello da Verrazzano: la torre

 

 

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Arriva la guida. Un ragazzo che vive lì praticamente da sempre, tanto che quelli del posto dicono sia nato in una botte. Chissà quante storie sul castello conosce, magari anche passaggi segreti, una costante dei castelli. Ahimè non ci rivela se ne esistono, ma ci racconta che nel 1485 nacque al castello Giovanni da Verrazzano, scopritore della Baia di New York e della maggior parte della Costa Americana del Levante e che a New York si trova il famoso ponte sospeso a lui intitolato.
Ammiriamo il giardino, la torre, le piante, il laghetto. Fuori comincia a fare caldo, ma non ce ne ricordiamo più quando ci addentriamo nelle cantine. Muri spessi tutti in pietra, corridoi stretti, luci fioche, botti enormi, pavimenti in cotto antico che chissà quanti piedi hanno calpestato. Un profumo di legno misto al mosto in fermentazione permea tutti i luoghi. Anche le luci contribuiscono a creare una atmosfera di altri tempi: scudi, stemmi, antichi attrezzi addobbano i muri mentre storiche botti non più utilizzate da tempo e armature fanno da corredo. Piccole stanzine fanno credere di essere arrivati nelle segrete del castello: invece, guardando bene dentro, ci si accorge che ci sono montagne di vecchie bottiglie, coperte da uno strato di polvere a testimonianza del tempo trascorso. Si arriva in un’altra piccola sala, il profumo cambia: siamo entrati nella zona dedicata all’aceto balsamico.
Il tempo è volato tra una spiegazione e l’altra sulla preparazione di un vino e la passeggiata tra antiche mura. Ritorniamo mal volentieri alla realtà. Il sole ormai è alto, i colori della vegetazione nitidi, i profumi dei fiori inebrianti. Lasciamo il castello ma una strana sensazione ci accompagna: quella di aver fatto un salto nel passato. Durato poco certo, ma affascinante. Una esperienza da rifare vi assicuro.


   
 
  Web writer e content manager Tiziana Valtolina - Firenze (Italia).
L' immagine è una gentile concessione del Castello di Verrazzano.
Ultimo aggiornamento: 29-Set-2004
   
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