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Nel 1932 sul territorio della Regione chiantigiana viene delimitata
una zona compresa fra la città di Firenze per 304 Km2 e Siena
per 414 Km2 con il riconoscimento e la difesa della produzione
del vino Chianti Classico. Il provvedimento, a due secoli di distanza,
segue l’iniziativa medicea che aveva racchiuso nel “Barco Reale”
cinto da una muraglia di 32 miglia, la produzione del Vino Carmignano.
Nel 1964, con la promulgazione della legge per la tutela dei vini iniziano
i riconoscimenti che oggi investono quindici zone a D.O.C. entro
cinque provincie (Siena, Firenze, Arezzo, Pistoia, Pisa). Qui vengono
coltivati vari vitigni sia a frutto rosso come il Sangiovese e il Canaiolo
nero, che bianco, come il Trebbiano Toscano e la Malvasia del Chianti,
cui si aggiungono i vitigni locali: il Colorino e il Prugnolo. A queste
varietà si possono aggiungere altre cultivar quali il Prugnolo gentile
(Sangiovese grosso) coltivato nel Comune di Montalcino, il Ciliegiolo
ed il Montepulciano, vitigno diffuso maggiormente nella zona sud orientale
della Toscana.
I vini del Gallo Nero sono presenti su mercato in due versioni:
normale e riserva. Il primo è contrassegnato dal marchio del gallo
nero con bordo rosso, il secondo con l'antico emblema con bordo oro.
Il Chianti Classico normale viene messo in commercio a partire dal 1
ottobre successivo alla vendemmia; la riserva, invece, può essere definita
tale solo se raggiunge una maggiore gradazione alcolica (12,5°) e dopo
aver subito un invecchiamento minimo di ventisette mesi, di cui almeno
tre di affinamento in bottiglia. Si tratta di un vino "importante"
al quale sono destinate fin dalla vendemmia le uve migliori.
Attualmente esistono due diversi consorzi: quello del Gallo Nero
e quello del Vino Chianti Classico (è recente la trasformazione del
Consorzio del Gallo Nero in Consorzio del Marchio Storico). I due consorzi
hanno finalità diverse. Lo storico Gallo Nero funge da promotore
del marchio in Italia e all’estero; il Consorzio Vino Chianti Classico
ha invece compiti di ispezione e tutela della denominazione.
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