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Leggi un brano del primo racconto

Date

di Silvano Zoi

Istituto Editoriale del Mezzogiorno,
Napoli 1971

Leggi un brano del primo racconto

Dalla prefazione di Lorenzo SBRAGI:

Le sei storie di Zoi risultano ambientate in uno spazio esiguo — �provincia� o �piccola citt� — che � una sorta di spazio-prigione, dove i personaggi, per lo pi� senza volto, si muovono all’insegna di una secca cifra anagrafica (�nome e cognome�) e nel rintocco di una �data� che ne definisce il destino. E ci� nonostante, questi scarnificati contrassegni sono in grado di proiettarsi su pareti lontanissime, dilatandosi e moltiplicandosi fino a ricomporre la folla anonima ed alienata che ci accoglie tutti.

Nome e cognome, date... Dunque, una carta di identit� compilata in termini di luogo comune, come si addice ai componenti di una societ� massificata, travolti da un tempo che ormai non riescono pi� a dominare, se non con la scansione tecnologica del cronometro e del calendario. Le date sono ci� che resta di una storia estremamente impoverita (�sono tutte uguali, dice un personaggio, vengono su come i numeri della tombola�); e il �nome e cognome� � la sigla di chi � piombato nella pi� completa anonimia.

Ma Silvano Zoi ricorre al luogo comune anche per denunciarne il ruolo oppressivo, come nel primo racconto, dove il protagonista appare ossessionato da una di queste locuzioni (�A prescindere dal fatto�) che, a ben guardare, esprime l’autoritarismo del suo superiore.

Comunque, ogni data si colma di un lungo monologo interiore, cui fa da etichetta la cifra anagrafica e, in conseguenza dei frequenti recuperi memoriali e delle ipotesi di futuro, tale monologo fa coincidere la psicologia dei personaggi con l’ideologia dell’Autore. Il tempo sembra ritrovare elasticit� e dinamismo, la storia distendersi e consolidarsi in strati riconoscibili; ma il taglio secco che l’Autore opera nel flusso magmatico degli accadimenti (la data, il nome e cognome) preclude alla fine ogni continuit� alla vicenda del vivere quotidiano, infliggendo alla storia umana un carattere di brusca mutazione in una prospettiva quasi disperata.

Un brano dal primo racconto

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